UE: tutti i guai causati dal vaccino Covid

Riccardo Lozzi

02/03/2021

02/03/2021 - 14:54

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Dopo il Vaccination Day che ha avuto luogo in tutta l’Unione Europa lo scorso dicembre, si registrano i primi scontri tra Commissione e Stati membri sui ritardi nella distribuzione del vaccino anti-Covid.

UE: tutti i guai causati dal vaccino Covid

Il 27 dicembre scorso si dava vita in tutta l’Unione Europea al Vaccination Day. Per la prima volta nella storia i Paesi membri erano riusciti a concordare una strategia comune sulla questione sanitaria, mettendo insieme le risorse economiche per l’acquisto delle dosi a livello continentale.

Dopo poco più di due mesi, però, le istituzioni europee e i Governi nazionali si ritrovano nuovamente uno contro l’altro, ad addossarsi la colpa a vicenda per i ritardi accumulati nella somministrazione del farmaco.

Tra i confronti a livello internazionale, il dato più allarmante per l’Unione Europea è quello riguardante il Regno Unito che, nonostante l’ufficializzazione della Brexit del 1° gennaio 2021, ha somministrato più di quattro volte di dosi a livello pro capite rispetto alla media comunitaria.

Paradossalmente, l’UE si ritrova in questi giorni in una situazione di maggiore crisi politica rispetto a qualche mese fa, con il vaccino anti-Covid che ha causato più di un guaio all’interno del blocco comunitario, investendo anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

UE: tutti i guai causati dal vaccino Covid

Von der Leyen sembra trovarsi al momento in una difficile posizione. Nonostante non sia a rischio la sua carica (almeno per il momento), la presidente della Commissione è però sotto pressione da parte dei governi nazionali.

Tra questi, il più accanito sembrerebbe quello tedesco, di cui la stessa von der Leyen faceva parte come ministra della Difesa prima di trasferirsi a Bruxelles. Il vice-cancelliere, ministro delle Finanze e leader del Partito Socialdemocratico Olaf Scholz, tra i più duri, ha infatti etichettato quello delle vaccinazioni in Europa come un piano fallimentare.

Nell’ultimo Consiglio Europeo, inoltre, von der Leyen ha subito anche una bacchettata da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha puntato il dito contro le aziende farmaceutiche che non hanno rispettato gli accordi di fornitura.

Non solo il premier italiano. Si è registrata una certa insofferenza da parte di diversi capi di Governo, che sta portando i diversi Paesi a procedere in ordine sparso per l’acquisizione del farmaco, con Austria, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia pronti a stringere accordi bilaterali con la Russia per lo Sputnik V, o per il cinese Sinopharm, non ancora approvati dall’EMA.

Von der Leyen prova a rassicurare i Paesi membri

La presidente von der Leyen sta cercando nelle ultime ore di tranquillizzare gli esecutivi degli Stati membri, attraverso alcune dichiarazioni pubbliche in cui ha annunciato che presto, grazie ai nuovi accordi stretti con Pfizer/BioNTech e Johnson & Johnson, la situazione migliorerà notevolmente.

Anzi, come affermato al Financial Times, si passerà da un problema di quantità alla necessità di dover organizzare una logistica in maniera efficace per la distribuzione delle dosi anti-coronavirus.

A confermare il proprio supporto nei confronti di von der Leyen sono invece le nazioni più piccole, prima tra tutte Malta, la quale, per voce del ministro della Salute Chris Fearne continua a sostenere “l’ottimo lavoro con l’approvvigionamento dei vaccini”.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories