Totalizzazione contributi: come funziona? Regole e novità della Riforma Fornero

Valentina Pennacchio

23/12/2013

18/09/2015 - 14:38

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Come funziona la totalizzazione dei contributi? Ecco una guida con le regole dell’INPS e le novità previste dalla Riforma Fornero.

Che cos’è la totalizzazione dei contributi? Un sistema per cui i lavoratori che hanno versato i contributi presso più gestioni pensionistiche, e che non hanno maturato il diritto alla pensione in nessuna di esse, non volendo ricorrere all’istituto, oneroso, della ricongiunzione, possono cumularli tutti per ottenere un’unica pensione.

Attraverso la totalizzazione è possibile ottenere:

  • la pensione di vecchiaia (deve essere accertata sommando le settimane accreditate per periodi non coincidenti possedute in due o più forme assicurative di iscrizione);
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi (che in seguito alla Riforma Fornero è diventata pensione anticipata ed il requisito contributivo dal 1 gennaio 2013 deve essere adeguato agli incrementi alla speranza di vita);
  • la pensione di inabilità (il lavoratore può totalizzare i contributi se matura i requisiti di assicurazione e di contribuzione previsti nel fondo pensionistico in cui è iscritto al momento in cui si verifica lo stato di inabilità);
  • la pensione indiretta ai superstiti (se matura i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti nella forma pensionistica in cui era iscritto il deceduto al momento del decesso).

A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita e gestisce i contributi in maniera differente, ovvero:

  • con la ricongiunzione i contributi del lavoratore, maturati in differenti settori di lavoro, vengono accreditati presso un unico fondo (trasferimento da una gestione all’altra), al fine di ottenere un’unica pensione, secondo le regole di questo unico fondo;
  • con la totalizzazione i contributi del lavoratore rimangono accreditati presso le originarie gestioni e l’assegno pensionistico è dato dalla somma delle singole quote di pensione, determinate secondo le diverse regole della gestione di riferimento.

Chi può fare domanda?

Possono fare domanda di totalizzazione tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti.

La domanda di totalizzazione può essere presentata anche dai superstiti di un assicurato purché quest’ultimo sia deceduto prima di aver maturato il diritto alla pensione.

In particolare, l’INPS specifica che possono beneficiare della totalizzazione, per ottenere un’unica pensione, i lavoratori iscritti:

  • a due o più forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti;
  • alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • alle forme pensionistiche obbligatorie, agli appositi albi o elenchi gestiti dagli Enti previdenziali privatizzati;
  • alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati;
  • al fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

La totalizzazione invece non può essere richiesta se il lavoratore:

  • è già titolare di una pensione diretta liquidata in uno dei fondi di previdenza dove ha versato i contributi;
  • ha richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi (leggi 29/1979 e 45/1990) in data successiva al 3 marzo 2006.

Quali sono i requisiti?

Per poter usufruire della totalizzazione dei contributi, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia e di anzianità, prima della riforma Monti-Fornero era necessario il requisito contributivo: almeno 3 anni di anzianità contributiva in ogni singola gestione. Oggi non è più presente questo vincolo.

Inoltre, il richiedente deve essere titolare di un trattamento pensionistico erogato da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione.

La titolarità di un trattamento pensionistico diretto, in una delle gestioni interessate alla totalizzazione, comporta l’impossibilità di beneficiare di una prestazione diretta da totalizzazione, anche se si devono totalizzare periodi contributivi maturati in gestioni differenti da quella o quelle nelle quali sia stata già liquidata una prestazione a favore dell’assicurato.

Come si determina l’anzianità contributiva? Ogni gestione la calcola in base alle regole del proprio ordinamento, vigenti alla data di presentazione della domanda. Quindi, devono essere:

  • accreditati i contributi figurativi;
  • attribuite le maggiorazioni contributive previste dalle specifiche disposizioni legislative;
  • contratti i periodi di attività lavorativa per i quali la retribuzione percepita è inferiore al minimale retributivo di accredito previsto dall’art. 7 della Legge 11 novembre 1983, n. 638.

Secondo l’INPS inoltre la totalizzazione interessa tutte le gestioni in cui il lavoratore è stato iscritto e tutti i periodi contributivi versati (per intero), per cui non è consentito ottenere una totalizzazione parziale.

Nel calcolo dell’anzianità contributiva devono essere conteggiati anche i periodi contributivi versati all’estero in Paesi comunitari e in Paesi legati all’Italia da Convenzioni bilaterali di Sicurezza Sociale.

Come fare domanda?

La domanda di totalizzazione contributiva deve essere presentata dall’assicurato o dal superstite avente diritto presso l’Ente che gestisce l’ultima forma assicurativa a cui è iscritto/stato iscritto il lavoratore, ovvero dove risulta accreditata l’ultima contribuzione in suo favore. Qualora il lavoratore risulti iscritto a più gestioni, potrà scegliere la gestione presso cui presentare la domanda.

L’Ente istruttore, ovvero quello che riceve al domanda, deve avviare il procedimento, contattando tutti gli Enti presso i quali è stato iscritto il lavoratore e indicati sulla domanda di totalizzazione e verificando l’esistenza del diritto alla prestazione richiesta, sommando tutti i periodi non coincidenti temporalmente.

Come si determina l’importo della pensione?

L’importo della pensione viene determinato in base alla somma delle «quote» di pensione di competenza di ogni singola gestione (secondo le modalità di calcolo vigenti nei rispettivi ordinamenti), in proporzione all’anzianità contributiva maturata dal lavoratore in ciascuna di esse. I periodi coincidenti con altri accreditati presso diverse gestioni non sono da considerare ai fini del diritto alla prestazione, ma solo per la misura.

Il pagamento delle pensioni in regime di totalizzazione è effettuato sempre dall’INPS, per conto anche degli altri Enti con i quali sono state stipulate apposite convenzioni. L’INPS provvede al pagamento delle pensioni anche nei casi in cui non vi siano quote a suo carico.

Particolarità

L’INPS specifica infine una serie di particolarità. Sulle pensioni concesse grazie alla totalizzazione dei periodi contributivi, che non è integrabile al trattamento minimo:

  • è prevista la normale tassazione IRPEF come per gli tutti gli altri trattamenti pensionistici derivanti da contributi;
  • si applicano gli aumenti a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato, sulla base delle disposizioni di legge vigenti e con onere a carico delle gestioni interessate;
  • è prevista la concessione dei trattamenti di famiglia;
  • si applicano eventuali trattenute sindacali;
  • non si operano le trattenute per redditi da lavoro dipendente o autonomo;
  • in presenza delle richieste condizioni reddituali sono concesse le maggiorazioni sociali purché tra le «quote» che compongono la pensione ve ne sia almeno una a carico delle gestioni per le quali è previsto tale beneficio.

Novità 2014

In seguito alle novità introdotte dalla Riforma Fornero cosa cambia per la totalizzazione dei contributi?

Sul fronte della totalizzazione la riforma Monti-Fornero, come abbiamo accennato, è intervenuta eliminando il vincolo del requisito contributivo, cosicché dal 1 gennaio 2012 è possibile totalizzare i contributi senza alcun limite, quindi anche quelli inferiori al triennio.

La circolare INPS n. 35/2012 specifica che la Riforma è intervenuta solo sul fronte contributivo, mentre per quanto riguarda i requisiti anagrafici restano confermati quelli antecedenti alla suddetta riforma, quindi nel 2014 per la totalizzazione dei contributi è necessario:

  • aver raggiunto i 65 anni di età, con almeno 20 anni di contributi;
  • oppure, aver versato 40 anni di contributi, senza ulteriori requisiti anagrafici.

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