Titoli tech, in ribasso l’intero settore: perché potrebbe essere solo l’inizio

Forte ribasso di colossi come Facebook e Twitter e dell’andamento medio del settore. Diversi gli elementi che lasciano pensare a un trend negativo destinato a durare

Titoli tech, in ribasso l'intero settore: perché potrebbe essere solo l'inizio

Il sell-off dei titoli tech potrebbe essere solo all’inizio.
È questo il parere di diversi analisti e osservatori, pronti a dire la loro sul settore tecnologico dopo il forte ribasso di mercoledì e giovedì.

Sulla scia dei timori per le normative in arrivo e le pressioni di una guerra commerciale che va verso un inasprimento, i titoli dei social network come Twitter e Facebook hanno sofferto non poco nei giorni scorsi, così come ha sofferto l’intero comparto tech.

Una sofferenza che potrebbe aumentare qualora Trump decidesse di imporre nuove tariffe per 200 miliardi di dollari sui prodotti cinesi.

Titoli tech: il calo dei semiconduttori un campanello d’allarme?

Oltre ai colossi più afferenti al settore mediatico, una rilevante debolezza ha colpito anche le società di semiconduttori, dopo che Morgan Stanley ha annunciato l’imminente ribasso del comparto e KLA Tencor ha avvertito gli investitori di prepararsi a un trimestre ben al di sotto delle aspettative prefissate.

A guidare il calo della sezione chip e semiconduttori è stata Micron, che ha fatto registrare un -9%. In più, Analog Devices, sotto dell’1,5%, ha imputato il momento no al caos dazi in corso, e anche STMicroelectronics (-1,8%) ha preannunciato volatilità.

Il rallentamento sul fronte semiconduttori è in parte visto come un segnale d’allarme per l’intera tecnologia. Per gli analisti non è esattamente chiara la correlazione con la guerra commerciale al momento, ma potrebbero esserci dei legami. Micron, Qualcomm e Intel, ad esempio, sono tra le società maggiormente esposte al mercato cinese.

Romit Shah, analista di Nomura Instinet, è convinto che quello che sta accadendo tra i mercati di Stati Uniti e Cina, le due maggiori economie del mondo, stia avendo un impatto forte, rendendo il settore molto frammentato.

Secondo il Peterson Institute l’elenco iniziale di possibili obiettivi commerciali da tassare per gli States, pari a 200 miliardi di dollari, potrebbe includere più di 23 miliardi in computer o elementi che li costituiscono e 24 miliardi di dollari in attrezzature destinate alle telecomunicazioni. Dazi che si aggiungerebbero al precedente target sulle importazioni da Pechino, per un valore di 50 miliardi di dollari.

Tornando alla sponda social media, infine, i titoli hanno ricevuto un altro duro colpo mercoledì, quando il Dipartimento di Giustizia ha annunciato un incontro tra procuratori generali di scena questo mese. Scopo dell’appuntamento è quello di discutere i timori che società come Facebook o Twitter possano “pesare sulla concorrenza” e “soffocare il libero scambio di idee” sulle loro piattaforme.

Elemento, quest’ultimo, che lascia presagire l’arrivo di una tanto temuta stretta legislativa sul comparto nella sua interezza.

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