Big Tech e oltre 100 Paesi si riuniscono a Nuova Delhi per il summit globale sull’intelligenza artificiale. Ma c’è un’assenza che fa rumore: Jensen Huang, CEO di Nvidia, non sarà presente.
È Nuova Delhi a ospitare, dal 16 al 20 febbraio, l’India AI Impact Summit, appuntamento che riunisce governi, grandi aziende tecnologiche, investitori e ricercatori per discutere il futuro dell’intelligenza artificiale. Secondo gli organizzatori sono attesi oltre 100 Paesi, centinaia di espositori e decine di migliaia di partecipanti tra delegazioni ufficiali e imprese.
A inaugurare l’evento è stato il primo ministro Narendra Modi, che ha insistito sulla necessità di uno sviluppo dell’AI capace di generare benefici diffusi e non solo concentrazione di ricchezza e potere tecnologico. Nel suo intervento ha richiamato l’esigenza di includere i Paesi del Global South - Africa, America Latina, Asia meridionale e Sud-est asiatico - nei processi decisionali, in modo da evitare che le regole vengano definite esclusivamente dalle grandi potenze tecnologiche.
Il vertice mira a una dichiarazione finale con principi condivisi su sicurezza, responsabilità delle imprese, tutela dei dati e impatto sul lavoro, in un contesto segnato dalla competizione sempre più serrata tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Tuttavia, al summit non è sfuggita l’assenza di un personaggio di grande rilevanza per il settore: Jensen Huang, il leader di Nvidia.
L’assenza di Jensen Huang e il ruolo cruciale di Nvidia
Alla vigilia dell’apertura è arrivata infatti una notizia inattesa: Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, non parteciperà all’evento. La Big Tech statunitense ha giustificato l’assenza attribuendola a circostanze impreviste, senza ulteriori dettagli, confermando comunque la presenza di una delegazione di alto livello.
L’assenza di Huang assume un peso particolare perché Nvidia è oggi uno snodo fondamentale dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Le sue GPU proprietarie alimentano infatti gran parte dei sistemi utilizzati per addestrare modelli avanzati e sviluppare applicazioni generative. In un momento in cui la corsa ai semiconduttori è al centro delle tensioni geopolitiche e delle politiche industriali nazionali, la mancata presenza del suo vertice non passa inosservata e alimenta interrogativi sulle priorità strategiche delle grandi aziende del settore.
Le altre Big Tech presenti
Nonostante il grande assente, la partecipazione dei vertici di OpenAI, Google e Microsoft conferma la centralità dell’evento. Oltre agli sviluppi tecnologici, le grandi aziende del settore sono chiamate a confrontarsi sulle implicazioni normative e sociali dei modelli generativi, dall’automazione dei servizi all’uso dei dati sensibili.
L’India punta a sfruttare il summit per rafforzare la propria attrattività come hub tecnologico e manifatturiero, proponendosi come destinazione per investimenti in data center e produzione di semiconduttori. Il programma dell’evento comprende, tra le numerose iniziative, tavole rotonde su infrastrutture digitali, accesso alla potenza di calcolo, formazione di competenze e cooperazione internazionale.
Sullo sfondo resta però la questione della regolamentazione: molti governi chiedono standard comuni per evitare una frammentazione normativa che potrebbe rallentare innovazione e scambi commerciali.
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