TIM: vicino l’accordo con KKR?

La partnership, se effettiva, porterebbe TIM più vicina all’acquisizione di Open Fiber e della sua rete a banda larga.

TIM: vicino l'accordo con KKR?

Vola in Borsa TIM facendo registrare un aumento di circa il 3% dopo che si sono diffuse le voci di un possibile accordo tra la società diretta da Luigi Gubitosi ed il fondo di private equity KKR: secondo indiscrezioni l’azienda di telecomunicazioni italiane sarebbe pronta a firmare una partnership con quest’ultimo per poi procedere all’acquisto di Open Fiber. Un’operazione che poterebbe investimenti anche nella rete secondaria di Tim.

Accordo TIM–KKR propedeutico per acquisizione Open Fiber

KKR sarebbe interessato ad ampliare il suo raggio di azione anche per ciò che concerne, magari con una quota di minoranza, quella porzione di rete che va dai cabinet fino alle abitazioni, che viene per l’appunto definita secondaria e che è stata valutata da Bloomberg tra i 7 ed i 7 miliardi e mezzo.

TIM è in contatto con diversi fondi infrastrutturali da settimane, ma KKR sarebbe quello con il quale vi sarebbe maggiore affiatamento e sarebbe possibile dare vita a una collaborazione, al fine di acquisire Open Fiber e realizzare finalmente in Italia una infrastruttura di rete unica in fibra come auspicato negli anni passati anche dallo Stato. È importante ricordare che Open Fiber è una partecipata al 50% da Enel e al 50% da Cdp Equity ed è un operatore infrastrutturale il cui fine è quello di realizzare la rete a banda ultralarga in fibra ottica.

Enel contraria a vendita quote in suo possesso

TIM e KKR vorrebbero, secondo le indiscrezioni di Bloomberg, acquisire insieme Open Fiber: un obiettivo non facile da perseguire per via delle reticenze del Ceo di Enel Francesco Starace nel cedere le quote del suo gruppo.

Da una parte vi è quindi Cassa Depositi e Prestiti che negli ultimi anni non ha mai fatto mistero di voler trovare un accordo con la società di Gubitosi mentre dall’altra vi è una delle maggiori aziende di energia elettrica italiane che non intende vendere la propria parte.

Sono diversi gli analisti che vedono come positiva l’eventuale partnership tra TIM e KKR: sebbene gli ostacoli all’acquisto di Open Fiber non sparirebbero, come sottolineano gli esperti di Equita Sim, “il dossier avrebbe un’inattesa accelerazione e l’ingresso di KKR costituirebbe un passaggio intermedio comunque positivo”, perché in grado potenzialmente di far emergere un altro asset “su cui c’é disallineamento tra multipli del gruppo e multipli degli asset controllati”.

Tutto questo porterebbe ad una valutazione dell’asset della rete a 10 volte il rapporto Enterprise Value/ebitda e farebbe emergere circa 3,5 miliardi di extra valore per il gruppo insieme a ipotesi realiste di consolidamento di ulteriori sinergie che condurrebbero a un tanto auspicato miglioramento del bilancio di TIM.

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