Cos’è la rete unica?

Sulla scia del recente via libera all’affidamento per il binomio TIM-Cdp, la rete unica nazionale sembra balzata in cima alle attenzioni di governo e media negli ultimi giorni. Ma cos’è e perché è così importante?

Cos'è la rete unica?

Cos’è la rete unica? Una domanda ricorrente negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore, sulla scia dell’affidamento al binomio TIM-Cassa depositi e prestiti dopo il vertice di maggioranza utile a definire le condizioni che, con tutta probabilità, andranno a caratterizzare l’intesa e la gestione dell’infrastruttura.

Ma la verità è che il tema della cosiddetta rete unica tiene banco ormai da anni in Italia, con ipotesi di intese tra TIM e Open Fiber già emerse a inizio 2018.

Certamente la pandemia di coronavirus e il conseguente lockdown hanno accelerato in maniera esponenziale la domanda di rete internet casalinga e soprattutto di una maggiore prestanza di quest’ultima, che al momento non garantisce l’efficacia che si riscontra in molti altri Paesi europei.

In più, come facilmente prevedibile, c’è molto altro al di là del discorso puramente tecnico e funzionale. Gli interessi economico-politici in gioco enormi, e soprattutto la possibile creazione di un pericoloso monopolio di settore, hanno caratterizzato tutti i dibattiti relativi alla questione.

Cos’è la rete unica?

Cominciamo col chiarire che sul territorio italiano ci sono due reti che garantiscono l’accesso ad internet: una è quella di TIM e l’altra quella di Open fiber. Questo, allo stato attuale, non garantisce un servizio presente e funzionale su tutta la penisola.

Ecco quindi che una rete unica nazionale entra in scena allo scopo di portare la fibra ovunque nel Belpaese, agevolare una connessione che offra le stesse prestazioni in ogni regione e comune e non generi gap, avvicinandosi così al cammino per eguagliare l’efficacia che si riscontra in molti altri Paesi europei.

In ottica quotidiana è quasi inutile descrivere l’utilità di un simile obiettivo: tra lavoro, commercio, scuola e comunicazione una linea internet che funzioni in maniera adeguata è cruciale per lo sviluppo economico del Paese.

Specie in un momento del genere, con una pandemia che ha reso le interazioni a distanza di qualunque natura sempre più importanti.

Si può quindi affermare con tranquillità che per gli utenti l’espressione “rete unica” deve suggerire prima di tutto una connessione migliore, diffusa e destinata a diventare onnipresente sul territorio italiano.

Rete unica: le società in ballo

Più complicata è la situazione riguardante gli interessi in gioco.
Da questo punto di vista lo scontro Tim-Open Fiber - passato anche per le vie legali - ha spesso tenuto banco negli ultimi anni.

Le due compagnie duellano su chi avrà il controllo della rete unica. Stando così il binomio, la questione resterebbe priva di soluzioni. Ma a rientrare nella partita c’è anche Cassa Depositi e Prestiti, che per dirla in maniera molto semplice fa il «doppio gioco»: da una parte detiene circa il 9,7% di TIM, dall’altra più del 50% di Open Fiber.

Ecco perché, nell’intesa che sembra raggiunta nelle ultime ore, il ruolo di Cdp risulta cruciale nel rendere il controllo del binomio TIM-Cdp a guida pubblica, tema sul quale ha insistito molto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Quest’ultimo ha infatti cercato di allontanare il più possibile i toni del dibattito politico dalla questione, spingendo verso una “indipendenza necessaria” della nuova società:

“La governance della nuova società dovrà garantire, attraverso processi decisionali condivisi tra gli azionisti di riferimento, requisiti di indipendenza degli esponenti aziendali, presidi di controllo interno, esterno e regolatorio, l’assoluta autonomia e terzietà della gestione”.

Intanto nel corso del prossimo cda del 31 agosto la compagnia di Gubitosi si appresta al lancio della cruciale FiberCop.

Da qui poi l’accordo con Tiscali e tutta una serie di intese di settore - vedi le intese con Fastweb e Kkr Infrastructure - per agevolare il percorso verso l’adeguamento della nuova rete e la migrazione sull’ultrabroadband di FiberCop.

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Italia Internet TIM

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