Tesla nei guai: come mai la produzione è insufficiente?

Tesla ha prodotto solo 222 veicoli della Model3 su una richiesta mondiale di 500.000 unità. Trimestrale peggiore di sempre e caduta delle azioni a Wall Street. Che sta succedendo all’azienda di Elon Musk?

Tesla nei guai: come mai la produzione è insufficiente?

La domanda mondiale di automobili Tesla cresce e probabilmente anche troppo. La nuova Model3 ha ricevuto ben 500.000 richieste da tutto il mondo, un dato straordinario per Tesla, sintomo di fiducia nel progetto della società statunitense. La produzione è ferma, però, alle sole 222 vetture, un numero drammaticamente insufficiente. La trimestrale ha evidenziato delle perdite nette, che hanno fatto scivolare il titolo a Wall Street nella giornata di giovedì 2 novembre. Cosa sta accadendo a Tesla?

Tesla: come mai la produzione è insufficiente?

La nuova berlina ideata da Tesla, Model3, ha avuto un enorme successo, tanto da spingere 500.000 persone a pagare 1.000$ per effettuare il pre-ordine. La Model3 non è più un prodotto di nicchia, come potevano esserlo la ModelS e la ModelX, anche soprattutto per il suo prezzo.

La Model3 costa infatti “solo” 35mila dollari, di fronte ai 50mila degli altri modelli. Il nuovo gioiello di Elon Musk ha dunque convinto, ma il problema è diventato produrlo in massa e concludere le vendite.

Al terzo trimestre del 2017 la produzione della Model3 è ferma a 222 vetture, contro i 1.500 previsti, che non sarebbero stati in ogni modo sufficienti. Inoltre l’aspettativa di produrre 5.000 veicoli entro la fine dell’anno è slittata al primo trimestre del 2018. Numeri che comunque non appartengono alla produzione di massa.

Un guaio non indifferente per l’ad Elon Musk, che potrebbe concretizzarsi nell’annullamento di numerosi pre-ordini, dato che molto probabilmente i clienti non vedrebbero la Model3 in loro possesso prima del 2019.

Il motivo di tale ritardo sembra essere riconducibile alle batterie che vengono prodotte nella Gigafactory nel Nevada. Il progetto di questa fabbrica è quello di costruire batterie per automobili utilizzando solo energie rinnovabili. Sebbene l’idea sia del tutto apprezzabile, la produzione va molto a rilento perché solo il 30% della struttura è stato costruito ed è operativo.

Alcune indiscrezioni parlano di una richiesta di aiuto ai coreani della Samsung SDI e della LG Chem per la fornitura di batterie, in attesa che la Gigafactory possa produrne la quantità necessaria.

La trimestrale negativa e il tonfo a Wall Street

Come se non bastasse l’ultima trimestrale ha registrato un passivo. Il terzo trimestre del 2017 ha infatti registrato sì maggiori ricavi, pari a 2,9 miliardi di dollari, ma il risultato netto è in perdita. Queste sono state infatti pari a 619 milioni di dollari, mentre nello stesso periodo del 2016 Tesla aveva registrato un utile di 22 milioni di dollari.

Il tonfo a Wall Street è stato più che naturale. A fine sessione di giovedì 2 novembre il titolo Tesla Motors ha registrato una contrazione del 6,8%, portando il valore delle azioni sotto i 300$, precisamente a 292,26$ l’una.

Il progetto generale di Tesla è certamente rivoluzionario, auto totalmente elettriche e con prestazioni eccezionali, inoltre costruite in una fabbrica alimentata totalmente da energie rinnovabili.

Il problema è essenzialmente pratico. Le basi per una produzione di massa ci sono. Lo stabilimento di Fremont, in California, potrebbe produrre anche mezzo milioni di veicoli l’anno, pari all’1% della produzione automobilistica mondiale. Inoltre è recente la notizia di un accordo con la Cina per produrre auto nella zona franca di Shanghai.
Tesla ha solo bisogno di tempo per crescere e sperare nella pazienza dei suoi numerosi fan (e clienti).

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