Telefonata tra Conte e Gates: la storia dei 140 milioni e le bufale dei Gilet Arancioni

Alessandro Cipolla

03/06/2020

03/06/2020 - 12:22

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Il video della pasionaria dei Gilet Gialli sulla telefonata tra Giuseppe Conte e Bill Gates è diventato virale in rete: cosa c’è di vero sulla questione dei 140 milioni promessi dal governo e quali sono state invece le bufale riprese dal palco della manifestazione capitolina.

Telefonata tra Conte e Gates: la storia dei 140 milioni e le bufale dei Gilet Arancioni

La storia della telefonata tra Giuseppe Conte e Bill Gates torna in auge a causa del video, diventato subito virale nel web, dalla esponente dei Gilet Arancioni che durante la manifestazione del 2 giugno ha parlato di progetti per “iniettarci il mercurio nelle nostre vene collegate ai 5G e diventeremo dei piccoli robot”.

Tutto ruoterebbe intorno ai 140 milioni promessi da Giuseppe Conte per sostenere le organizzazioni in prima linea nella battaglia contro il coronavirus, con la fetta maggiore che è destinata a fondazioni riconducibili a Bill Gates.

Niente di oscuro visto che è stato lo stesso premier, con un comunicato ufficiale e poi anche con un video, ad annunciare l’intenzione di donare 10 milioni a CEPI, 120 milioni a GAVI e i restanti 10 milioni all’OMS.

Sia CEPI che GAVI sono due fondazioni create da Bill Gates che, da quando è iniziata l’emergenza coronavirus, molto si sta spendendo per sostenere la ricerca al fine di fornire alla popolazione mondiale un vaccino per il COVID-19 nel più breve tempo possibile.

La telefonata tra Conte e Gates ha però dato adito alla nascita di diverse bufale, che con una sintesi quasi perfetta sono state quasi tutte raccolte nel discorso della pasionaria dei Gilet Arancioni.

Telefonata Conte-Gates: cosa c’è di vero?

Lo scorso 2 maggio in piena emergenza coronavirus c’è stata una telefonata tra Giuseppe Conte e Bill Gates. A termine del colloquio, il sito ufficiale del governo ha diramato questo comunicato stampa.

Il Presidente del Consiglio ha ricevuto questo pomeriggio una telefonata da Bill Gates. Al centro del colloquio la promozione della cooperazione globale nella lotta al coronavirus di cui la “Pledging Conference” del prossimo 4 maggio promossa dalla Commissione Europea -di cui l’Italia è co-host - rappresenta un primo importante step.
Nel corso della conversazione telefonica, Gates ha riconosciuto l’impegno assicurato dall’Italia, negli anni, al contrasto alle pandemie e al sostegno della ricerca scientifica finalizzata ai vaccini. In particolare, il Presidente Conte ha ribadito l’intenzione italiana di tenere ben in evidenza queste tematiche nell’agenda del G20 del 2021, di cui il nostro Paese assicurerà la Presidenza, elemento questo fortemente sostenuto da Bill Gates anche nella prospettiva di fornire adeguata tutela a quei Paesi in via di sviluppo che dovessero risultare colpiti dalla pandemia e meno attrezzati a farvi fronte.
Il Presidente Conte e Bill Gates si sono congedati impegnandosi a tenersi in stretto contatto nel corso delle prossime settimane. Il Presidente del Consiglio ha invitato Bill Gates a Roma non appena le condizioni lo consentiranno.

Il 4 maggio poi con un video in inglese il premier ha annunciato l’intenzione dell’Italia di donare “140 milioni a tre organizzazioni: 10 milioni a CEPI per accelerare nella ricerca di un vaccino, 10 milioni all’OMS per sostenere i Paesi più vulnerabili e 120 milioni a GAVI nei prossimi 5 anni per l’immunizzazione globale del COVID-19”.

Come detto, sia CEPI che GAVI sono due fondazioni create da Bill Gates. In particolare la seconda è una delle maggiori finanziatrici dell’OMS: insieme alla Bill & Melinda Gates Foundation, in totale l’ideatore di Microsoft tra il 2017 e il 2019 ha versato quasi 1 miliardo di dollari all’organismo dell’ONU.

La telefonata tra Conte e Gates è realmente avvenuta ma di certo non è stata taciuta, così come è vero che 130 milioni dei 140 annunciati dal premier andranno a sostenere due fondazioni riconducibili all’imprenditore.

Tutte le ricostruzioni e le dietrologie nate da questo contatto telefonico appaiono però alquanto fantasiose.

Le bufale dei gilet arancioni

Dopo il successo della manifestazione di Milano, il 2 giugno i Gilet Arancioni hanno voluto replicare a Roma ma questa volta, più che la “ribellione” alle mascherine, sta facendo notizia l’intervento di una esponente del movimento del generale Antonio Pappalardo.

Quando Conte telefona a Bill Gates alle nostre spalle prendendo 140 milioni decide di iniettarci il mercurio nelle nostre vene collegate ai 5G e diventeremo dei piccoli robot - ha scandito la donna dal palco - Se tu vuoi ammazzarmi basta alzare la temperatura del mio corpo e io muoio”.

Fin dai primi momenti che hanno seguito la pubblicazione della notizia in merito alla telefonata Conte-Gates, subito la rete è stata sommersa da una miriade delle più disparate bufale.

La prima è stata quella relativa ai microchip sottocutanei, che sarebbero in arrivo con il vaccino per il COVID-19 a cui da tempo stanno lavorando la Oxford University insieme alla Advent-Irbm di Pomezia.

Naturalmente nulla di vero, ma questa volta la pasionaria dei Gilet Arancioni ha voluto anche aggiungere il 5G, altro tema molto caro ai complottisti, che entrerebbe in questa fantascientifica trama per trasformarci in dei “piccoli robot”.

Un intervento che ha scatenato le ironie del web, ma che ci fa capire anche come esistano tutta una serie di teorie complottistiche piuttosto strampalate, con il colloquio tra Giuseppe Conte e Bill Gates che è stata una sorta di manna dal cielo per gli ideatori di bufale.

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