“Populisti di tutto il mondo, unitevi!”. Chi è Steve Bannon, passato da Trump a Salvini?

Dal ruolo di consigliere politico di Trump al progetto dei populisti europei, in mezzo poi anche il Russiagate: ecco la biografia di Steve Bannon, uno degli uomini più chiacchierati del momento.

“Populisti di tutto il mondo, unitevi!”. Chi è Steve Bannon, passato da Trump a Salvini?

Il progetto è di quelli ambiziosi, molto ambiziosi. Costruire un ponte ideologico che unisca gli Stati Uniti e l’Europa, per dare una casa comune, chiamata The Movement, a tutti i populisti e sovranisti del Vecchio e Nuovo Continente.

Deus ex machina di questo piano per i populisti di tutto il mondo è Steve Bannon, controverso giornalista ed ex stratega di Donald Trump che ora, dopo essere entrato nella vicenda del Russiagate, punta a portare il suo verbo anche in Europa.

La biografia di Steve Bannon

Con Stephen Kevin Bannon detto “Steve” l’ultradestra americana aveva varcato ufficialmente la soglia della Casa Bianca. La nomina del sessantaduenne originario di Norfolk, Virginia, a consigliere politico del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, aveva rappresentato la prima decisione controversa del nuovo inquilino dello Studio Ovale.

A insorgere contro la scelta di Bannon come capo stratega e responsabile della linea politica della nuova amministrazione sono stati soprattutto ebrei, musulmani e neri. Ma cos’ha fatto Bannon di così eclatante per attirare su di sé l’astio di minoranze ed esponenti del Partito democratico?

Steve Bannon, che negli ultimi mesi ha curato la campagna elettorale di Trump, è l’ex direttore del sito Breitbart News, piattaforma alt-right considerata l’house organ della destra radicale, xenofoba e antisemita.

Dopo la morte del fondatore Andrew Breitbart, Bannon ha preso in mano il sito trasformandolo in un punto di riferimento per suprematisti bianchi e neo-nazi.

Dopo aver coordinato la vittoriosa campagna elettorale di Donald Trump, il tycoon lo aveva nominato Capo Stratega della Casa Bianca e Consigliere Anziano del Presidente degli Stati Uniti.

Dopo forti pressione anche interne, tra le quali si mormora ci fossero anche quelle di Ivanka Trump la figlia ascoltatissima del Presidente, Bannon è stato sollevato da ogni incarico nell’agosto del 2017.

Tornato così a dirigere Breitbart News, a causa di paventate critiche a Ivanka Trump e al marito Jared Kushner, a gennaio 2018 lascia l’incarico dopo che il maggiore finanziatore della piattaforma aveva minacciato un disimpegno.

Da allora Steve Bannon, che è un elemento chiave nell’inchiesta Russiagate visto che oltre responsabile della campagna elettorale di Trump è stato anche nel consiglio d’amministrazione di Cambridge Analytica, quella dello scandalo dei dati Facebook ottenuti illegalmente, ha deciso espandere il suo credo anche all’Europa.

Le idee di Steve Bannon

Baluardo ideologico nella difesa della società americana dai pericoli del multiculturalismo, sotto la guida di Bannon, Breitbart News ha condotto crociate xenofobe e anti-gay.

Nel corso dell’ultimo anno la testata si è impegnata - con successo - nella demolizione di tutti coloro che hanno tentato di ostacolare la marcia trionfale di Trump verso la Casa Bianca, dalla candidata democratica Hillary Clinton (attraverso la promozione di “Clinton Cash”, il libro di Peter Schweizer sui lati oscuri della Fondazione Clinton) a Jeb Bush, uno degli sfidanti alle primarie repubblicane.

Attraverso Breitbart, Bannon è diventato una sorta di alfiere della controinformazione online (in questo il suo ruolo può essere associato a quello svolto da Gianroberto Casaleggio per Beppe Grillo) e ha alimentato svariate teorie cospirazioniste, dai pettegolezzi sulle origini non americane di Barack Obama al gossip secondo cui Huma Abedin, braccio destro di Hillary Clinton e moglie del controverso Anthony Weiner, sarebbe una spia dell’Arabia Saudita.

Ex ufficiale di Marina e poi banchiere d’affari per Goldman Sachs, Bannon è stato anche produttore di show televisivi e sitcom.

Etichettato da Business Week “l’operatore politico più pericoloso d’America”, il nuovo consigliere politico di Trump si è accreditato presso gli ambienti conservatori USA grazie a una serie documentari come “Generation Zero” sull’ultima grande crisi finanziaria e la biografia di Michelle Bachmann “Fire from the Heartland”, oltre al film sull’ex governatrice dell’Alaska e beniamina del Tea Party Sarah Palin, “The Undefeated”, “l’imbattuta”.

Molte le accuse anche di antisemitismo piombate su Steve Bannon. Il suo sito ha definito “un ebreo rinnegato” l’intellettuale conservatore Bill Kristol, contrario alla candidatura di Donald Trump. Secondo la sua ex moglie - che lo ha anche accusato di molestie - Bannon avrebbe tentato di ritirare le figlie da una scuola perché frequentata da troppi ebrei.

The Moviment

Con le elezioni europee che ci saranno a maggio, Bannon ha così portato il suo credo nel Vecchio Continente allo scopo di unire i vari partiti sovranisti. Quattro sarebbero i punti chiave di questa sorta di alleanza

  • Più sovranità agli Stati
  • Tornare ai confini
  • Limitare l’immigrazione
  • Sconfiggere l’Islam radicale

Un progetto che ha trovato subito il supporto di Matteo Salvini e della Lega, ma che punta a raccordare anche AfD in Germania, Front National in Francia, il Partito della Libertà in Olanda, i Democratici Svedesi in Svezia e il Partito della Libertà Austriaco in Austria.

In più ci sarebbe anche l’appoggio del blocco dei paesi di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia). Se arrivasse un exploit alle europee, questo fronte sovranista potrebbe così mettere le mani su Bruxelles.

Il sogno di Steve Bannon è quindi quello di “portare tutti i populisti sotto lo stesso tetto: dall’Europa agli Stati Uniti al Sud America, Israele, India, Pakistan, Giappone, per rappresentare la gente comune ovunque sia guardata dall’alto in basso e abbandonata dalle elite”.

In questa sorta di Risiko, il primo tassello per il piano di Bannon è proprio “acquisire una leva alle europee”, per avere così un grimaldello per scardinare il resto del mondo.

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