Stato di emergenza in scadenza: non ci sarà la proroga, cosa cambia dal 1° gennaio 2022

Simone Micocci

6 Dicembre 2021 - 15:45

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Stato di emergenza: dopo la scadenza del 31 dicembre non ci saranno altre proroghe. Un segnale importante, ma con pochi cambiamenti.

Stato di emergenza in scadenza: non ci sarà la proroga, cosa cambia dal 1° gennaio 2022

Il Governo Draghi deve sciogliere il dubbio legato alla scadenza dello stato di emergenza. Notizia dell’ultima ora, non ancora ufficiale, è quella per cui - nonostante l’aumento dei contagi e la nuova variante Omicron - il Governo Draghi sembra intenzionato a non prorogare lo stato di emergenza oltre il termine del 31 dicembre 2021.

Si tratterebbe di un ottimo segnale per la popolazione, dimostrazione che l’emergenza da Covid è ormai sotto controllo. Ma proprio per non rischiare di trasmettere un messaggio sbagliato, con il pericolo che lo stop allo stato di emergenza venga visto come un “libera tutti”, il Governo ha deciso di prendersi qualche settimana di tempo per valutare le conseguenze di uno stop a fine anno.

Stato di emergenza: le ultime notizie

Nelle ultime ore i principali organi di stampa stanno rilanciando la notizia di uno stop a fine anno per lo stato di emergenza. In scadenza il 31 dicembre 2021, il Governo Draghi in realtà avrebbe la possibilità di prorogarlo per un altro mese, fino al 31 gennaio 2022, così da arrivare al limite dei due anni.

Poi ci sarebbe la possibilità di decretare un secondo stato di emergenza che potrebbe durare per altri 12 mesi prorogabili per altri 12, e così via.

Tuttavia, Mario Draghi sembra preferire una terza via: quella appunto di tornare a una legislazione ordinaria già con l’arrivo dell’anno nuovo, pur tuttavia trovando una soluzione per mantenere le strutture e le norme introdotte per combattere la pandemia.

Se le ultime notizie dovessero essere confermate, dunque, dopo meno di due anni l’Italia direbbe addio allo stato di emergenza. Un primo segnale di ritorno alla normalità: d’altronde, l’Italia sta reggendo bene alla quarta ondata e al massimo per Natale ci sarà qualche regione in zona gialla. Siamo lontani dai periodi di lockdown e semmai dovessimo arrivare a una percentuale del 90% di vaccinati potremmo dire di aver raggiunto una soglia di tranquillità.

Obiettivo al quale Mario Draghi non vuole rinunciare ed è per questo che, nonostante l’intenzione di mettere fine allo stato di emergenza, si vogliono prima valutare le conseguenze di una tale decisione.

Cosa cambia con l’addio allo stato di emergenza

Ricordiamo a cosa è servito lo stato di emergenza: questo ha attribuito a Governo e Protezione civile dei poteri “straordinari” nel periodo di pandemia, permettendo loro di attuare dei provvedimenti in deroga a ogni disposizione vigente purché nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Lo stato di emergenza, quindi, ha permesso di prendere decisioni repentine per contrastare impennate nei contagi e aggravamenti nel sistema sanitario, ad esempio grazie a uno snellimento delle procedure che portano all’approvazione di leggi e decreti, come pure dando la possibilità al Governo di legiferare con i famosi DPCM, i quali a differenza dei decreti legge non passano attraverso l’approvazione parlamentare.

Va detto che ormai da mesi l’Italia non sta ricorrendo più a questa “straordinaria” fonte normativa, in quanto le ultime decisioni prese per affrontare la pandemia sono state tutte per decreto legge (e conseguente conversione in legge da parte del Parlamento).

Non sarebbe, dunque, un dramma rinunciare a un tale potere. Le problematiche tuttavia insorgono quando si affrontano altre tematiche, in primis la figura del commissario per l’emergenza - e di tutta la sua struttura - ruolo oggi ricoperto dal generale Figliuolo.

Una figura importante che ha avuto il compito di organizzare la campagna vaccinale e a cui il Governo non vuole rinunciare visto che siamo nel pieno delle terze dosi e nel frattempo si cerca anche di convincere gli ultimi no vax rimasti in Italia.

E ancora: sia per quanto riguarda l’obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori che per il green pass obbligatorio per lavorare, la scadenza è contestuale a quella dello stato di emergenza, 31 dicembre 2021. Venendo meno quest’ultimo, ci sarebbero i presupposti per estendere delle tali norme? In questi giorni si cercherà di capirlo, visto che comunque il Governo non vuole rinunciarci puntando ancora sul green pass sui posti di lavoro. E lo stesso vale per il super green pass appena introdotto per determinati contesti.

Se da una tale analisi emergeranno delle risposte positive, con la garanzia che alcune decisioni potranno essere confermate indipendentemente dalla proroga dello stato di emergenza, allora le anticipazioni delle ultime ore verranno confermate, con uno stop dello stesso al 31 dicembre 2021.

Diversamente, potrebbe esserci una mini proroga di un mese e poi un secondo stato di emergenza di poca durata (si parla di due mesi); successivamente alla Protezione civile verrebbero affidati i compiti che oggi sono della struttura emergenziale. Per il Commissario Figliuolo, invece, ci sarebbe - come spiegato dalla redazione di Sky TG24 - un ruolo a capo del Comando operativo di vertice interforze.

Ma questo, ribadiamo, è il piano B: l’intenzione primaria del Governo è di mettere fine allo stato di emergenza, mantenendo però le principali restrizioni vigenti per il contrasto alla pandemia.

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