Stadi e palasport, cosa cambia con il DPCM: Regioni possono aumentare gli ingressi

Nel DPCM appena licenziato da Palazzo Chigi si parla anche degli ingressi negli stadi e nei palasport per assistere a eventi sportivi: non oltre i 1000 spettatori all’aperto e i 200 spettatori al chiuso, ma le Regioni possono aumentare la capienza in accordo con il Ministero della Salute.

Stadi e palasport, cosa cambia con il DPCM: Regioni possono aumentare gli ingressi

Una notizia buona e una invece al contrario cattiva per lo sport nel nuovo DPCM varato da Palazzo Chigi, che avrà una durata di trenta giorni e interviene per cercare di fronteggiare l’aumento negli ultimi giorni dei casi di coronavirus in Italia.

Come si temeva è arrivata la stretta al calcetto e agli altri sport amatoriali da contatto, che tornano così a essere vietati come nel periodo del lockdown, mentre sono salve invece tutte le attività svolte da società affiliate al CONI.

Per quanto riguarda stadi e palasport tutto rimane sostanzialmente invariato per quanto riguarda la capienza e i protocolli sanitari da seguire, con il limite che rimane di 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso.

Per gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali - si legge nel DPCM - è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi”.

DPCM: possibile aumento di spettatori negli stadi

Rispetto al precedente DPCM c’è questa volta una apertura. In accordo con il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome “in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori” potranno infatti stabilire “un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti”.

In Italia nei prossimi trenta giorni le società affiliate al CONI potranno allenarsi ma rigorosamente a porte chiuse e sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza, con tutti i campionati che andranno avanti regolarmente.

Gli eventi potranno essere seguiti da un massimo di 1000 spettatori negli impianti all’aperto e 200 al chiuso, salvo accordi tra Enti Locali e Ministero della Salute dove si può prevedere un aumento degli ingressi.

Niente da fare invece per il calcetto e gli altri sport amatoriali da contatto, che a partire dal 13 ottobre sono vietati per una durata di trenta giorni: se la situazione sanitaria legata al coronavirus non dovesse migliorare, per le partitelle tra amici l’appuntamento sarà ad anno nuovo.

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