Stadio di proprietà e Italia, un binomio che fino a questo momento nella maggior parte dei casi si è fondato su parole, progetti, intenzioni lodevoli che però si sono arenate soprattutto a causa delle secche della burocrazia.
Eppure anche in questi giorni e settimane non mancano le società, solo per rimanere in ambito Serie A, che continuano a lavorare per arrivare ad avere uno stadio di proprietà. Una struttura e un’infrastruttura che come dimostrano decine di casi comparabili all’estero può cambiare la vita economica e sportiva di una società di calcio, modificando anche radicalmente l’impatto che la fruizione dello stadio, non solo per gli eventi sportivi, può avere sui conti e bilanci di un club sportivo.
Milan, Inter, Roma e stadio di proprietà: a che punto siamo
Sono soprattutto 3 le società che nell’ultimo periodo hanno fatto parlare di sè per un nuovo stadio di proprietà: Milan, Inter e Roma. Partiamo dai rossoneri che poche settimane fa hanno acquistato nell’area di San Donato, zona sud di Milano, dei terreni su cui nelle idee di Cardinale e della società rossonera dovrebbe sorgere il nuovo impianto a sole tinte rossonere. Il prossimo importante passaggio sarà quello dell’Accordo di Programma, un’intesa con tutti gli enti in qualche modo coinvolti per definire in ogni dettaglio il progetto finale. Si tratterebbe, condizionale d’obbligo, dell’ultimo passaggio formale prima dell’avvio del cantiere di costruzione, nelle idee milaniste previsto per l’autunno 2025.
In parallelo al Milan si muove anche l’Inter. La società nerazzurra ha un’esclusiva su alcuni terreni nell’area di Rozzano, sud ovest di Milano, fino al 30 aprile prossimo per uno studio di fattibilità per la costruzione di un nuovo impianto da gestire in esclusiva. Rispetto ai cugini rossoneri si è ancora indietro di qualche passaggio, ma anche nell’ultimo incontro con il Sindaco Sala per un’improbabile ristrutturazione di San Siro l’a.d. Antonello ha ribadito come in questo momento la società del presidente di Zhang sia concentrata su Rozzano come prima opzione per la costruzione del suo stadio di proprietà.
Venendo infine alla Roma, i giallorossi ci riprovano dopo il tentativo non andato a buon fine dell’ex proprietario Pallotta. L’area individuata sarebbe quella di Pietralata, zona nord est della Capitale. All’inizio di febbraio la Giunta di Roma Capitale ha approvato la relazione sugli esiti del dibattito pubblico: il prossimo passaggio spetta ora alla società dei Friedkin, chiamata a presentare il progetto definitivo corredato di un piano economico-finanziario asseverato che dovrà essere approvato dall’Assemblea Capitolina.
Premier League, i casi di Arsenal e Tottenham
Uscendo dallo scenario italiano e osservando cosa accade in Europa ci sono casi recenti di stadi di proprietà che hanno fatto la differenza per le casse dei club che ne hanno gestione e possesso. In Premier League, per esempio, Arsenal e Tottenham sono due casi recenti da considerare. I Gunners, demolito senza particolari problematiche il vecchio Highbury, già dal 2006 si possono godere l’Emirates Stadium. Costo 457 milioni di euro, ma nella stagione 2022/2023, secondo Deloitte, è stato in grado di generare ricavi per 118 milioni di euro. Per dare un’idea, Inter e Milan nella stessa annata hanno ottenuto da San Siro rispettivamente 90 e 79 milioni di euro.
Se l’Emirates Stadium sembra quasi “vecchio”, molto più recente è il nuovo stadio di proprietà del Tottenham, il Tottenham Hotspur Stadium. Inaugurato nel 2019, dopo l’abbattimento del glorioso White Hart Lane, per un costo di circa 400 milioni di sterline considerando il solo stadio, secondo Deloitte nel 2022/2023 ha regalato alle casse degli Spurs entrate per qualcosa come 135 milioni di euro. Inter e Milan, sommati, nello stesso periodo arrivano a 169 milioni di euro.
Barcellona e Real Madrid, giganti della Liga anche sugli stadi
Spostandoci in Spagna, la situazione non migliora nel confronto con la nostra Serie A. Barcellona e Real Madrid, nel 2022/2023, hanno incassato grazie alle attività dei loro stadi 166 milioni di euro (nessuno meglio del Barcellona secondo Deloitte) e 122 milioni di euro. Entrambe le big di Spagna però non sono ferme e anzi sono al lavoro per rendere ancora migliori e redditizi i propri impianti.
Il Real Madrid ha praticamente ultimato una poderosa «rinfrescata» al Santiago Bernabeu, casa storica dei Blancos che però nel corso del tempo è stata migliorata e resa sempre più funzionale e futuristica. L’investimento totale è lievitato fino a oltre il miliardo di euro dal 2019, anno di inizio delle ristrutturazioni, ma oggi il Bernabeu ha la possibilità di essere usato per un numero di attività sportive ampio e variegato, garantendo così di poter ripagare nel tempo, con gli interessi, quello che è stato fatto nel corso di questi anni.
Anche il Barcellona ha abbandonato momentaneamente il Camp Nou, con l’idea di aggiornarlo ai tempi correnti. Costo totale stimato dell’operazione 950 milioni di euro, ma al termine dei lavori il Barcellona si ritroverà a giocare in un impianto da 111mila posti, tutti coperti. Aumento di capienza che significa possibilità di vendere più biglietti, a cui affiancare ragionevolmente performance sportive all’altezza che inducano i tifosi a non lasciare semi vuoto il nuovo stadio catalano.