Mondiali 2026, senza l’Italia: tutte le squadre qualificate, i gruppi e le sedi di gioco

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1 Aprile 2026 - 12:52

La guida ai Mondiali di calcio 2026: dove si giocherà, quali saranno gli stadi, le date, il montepremi, il format e le partite previste (senza l’Italia).

Mondiali 2026, senza l’Italia: tutte le squadre qualificate, i gruppi e le sedi di gioco

I Mondiali 2026 si avvicinano e con gli ultimi spareggi decisivi di fine marzo ha preso definitivamente forma un’edizione destinata a segnare una svolta storica per il calcio internazionale. Per la prima volta la competizione sarà organizzata da tre Paesi in contemporanea - Stati Uniti, Messico e Canada - e porterà con sé una rivoluzione profonda anche nel formato.

Non si tratta infatti solo di una questione geografica: il torneo introdurrà il nuovo format a 48 squadre, ampliando la fase finale e aumentando il numero di partite. Un cambiamento voluto dalla FIFA per rendere il Mondiale ancora più globale e inclusivo.

Al torneo sarà assente l’Italia, reduce dall’ennesima debacle degli spareggi europei, dopo aver già saltato Russia 2018 e Qatar 2022. Un disastro sportivo ed economico senza precedenti.

Ecco quindi una guida completa e aggiornata ai Mondiali 2026: dalle date al calendario, passando per gironi, stadi, montepremi e tutte le squadre qualificate, con le informazioni utili per seguire la competizione.

Mondiali 2026: il nuovo format

La vera rivoluzione dei Mondiali 2026 è il nuovo format che porterà la competizione a un livello mai visto prima. Per la prima volta nella storia, infatti, la fase finale vedrà la partecipazione di 48 nazionali, contro le 32 delle edizioni precedenti.

La struttura del torneo è stata definita ufficialmente nel 2023: le squadre saranno suddivise in dodici gironi da quattro, abbandonando definitivamente le ipotesi iniziali dei gruppi da tre. Questa scelta garantisce maggiore equilibrio e competitività, evitando il rischio di partite poco significative.

Al termine della fase a gironi accederanno ai sedicesimi di finale le prime due classificate di ogni gruppo insieme alle otto migliori terze. Da quel momento inizierà una fase a eliminazione diretta più lunga rispetto al passato, con un totale di 104 partite complessive - un record assoluto.

La redistribuzione dei posti tra le confederazioni favorisce soprattutto Africa, Asia e anche Europa. Quest’ultima passa da 13 a 16 squadre qualificate.

Un Mondiale più lungo, più ricco e più globale: una trasformazione che cambierà per sempre il volto della competizione.

Dove si faranno i Mondiali di calcio 2026?

I Mondiali 2026 si giocheranno in Stati Uniti, Messico e Canada, segnando la prima edizione organizzata da tre Paesi e la seconda in assoluto con una gestione condivisa dopo quella del 2002 tra Corea del Sud e Giappone.

L’assegnazione è avvenuta nel 2018 durante il Congresso FIFA di Mosca, dove la candidatura congiunta “United 2026” ha superato nettamente quella del Marocco con 134 voti contro 65. Un progetto solido, basato su infrastrutture già esistenti e su un mercato calcistico in forte espansione.

Il Messico entrerà nella storia diventando il primo Paese a ospitare il Mondiale per tre volte (dopo 1970 e 1986), mentre gli Stati Uniti torneranno a organizzarlo dopo il 1994. Per il Canada, invece, sarà un debutto assoluto.

Le città coinvolte saranno 16: undici negli Stati Uniti, tre in Messico e due in Canada. Una distribuzione che riflette il peso logistico e organizzativo della candidatura, con gli USA a fare la parte del leone.

La partita inaugurale si giocherà l’11 giugno 2026 allo storico Estadio Azteca di Città del Messico, mentre la finale è prevista il 19 luglio al MetLife Stadium di New York/New Jersey.

Una scelta che unisce tradizione e modernità, portando il Mondiale tra metropoli iconiche e stadi all’avanguardia. Funzionerà a livello di spettacolo e riscontro di pubblico?

Tutte le squadre qualificate al mondiale 2026

Il quadro delle squadre qualificate ai Mondiali 2026 è ormai completo. Le tre nazionali ospitanti - Stati Uniti, Messico e Canada - sono qualificate di diritto.

AFC (Asia)

  • Giappone, Iran, Uzbekistan, Corea del Sud, Giordania, Australia, Qatar, Arabia Saudita, Iraq

CAF (Africa)

  • Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Ghana, Capo Verde, Sudafrica, Costa d’Avorio, Senegal, RD del Congo

CONMEBOL (Sud America)

  • Argentina, Brasile, Ecuador, Colombia, Paraguay, Uruguay

CONCACAF (Nord e Centro America)

  • Stati Uniti, Messico, Canada, Panama, Curaçao, Haiti

UEFA (Europa)

  • Inghilterra, Francia, Croazia, Portogallo, Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Scozia, Spagna, Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Svezia, Turchia, Repubblica Ceca

OFC (Oceania)

  • Nuova Zelanda

Tra le novità più interessanti spiccano gli esordi di Uzbekistan, Giordania, Capo Verde, Curaçao, Bosnia ed Erzegovina (alla seconda partecipazione moderna), RD del Congo e Iraq, segno di un torneo sempre più aperto a nuove realtà calcistiche, anche a discapito, a volte, della competitività.

Il quadro delle 48 partecipanti è completo dopo gli spareggi europei e intercontinentali.

I gruppi sorteggiati dei mondiali 2026

Il sorteggio dei gironi dei Mondiali 2026 si è svolto il 5 dicembre 2025 a Washington. Le 48 squadre sono state suddivise in dodici gruppi.

Ecco i gironi:

Gruppo A

  • Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca

Gruppo B

  • Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera

Gruppo C

  • Brasile, Marocco, Haiti, Scozia

Gruppo D

  • Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia

Gruppo E

  • Germania, Curaçao, Costa d’Avorio, Ecuador

Gruppo F

  • Paesi Bassi, Giappone, Svezia, Tunisia

Gruppo G

  • Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda

Gruppo H

  • Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay

Gruppo I

  • Francia, Senegal, Iraq, Norvegia

Gruppo J

  • Argentina, Algeria, Austria, Giordania

Gruppo K

  • Portogallo, RD del Congo, Uzbekistan, Colombia

Gruppo L

  • Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

Un tabellone ricco di equilibrio e con diversi gironi aperti e, per certi versi, molto incerti, soprattutto nei gruppi in cui sono assenti big assolute.

Le date delle partite in calendario

Il calendario dei Mondiali 2026 è stato definito con precisione e coprirà poco più di un mese, dall’11 giugno al 19 luglio.

La partita inaugurale si giocherà allo stadio Azteca di Città del Messico, mentre la finale è in programma al MetLife Stadium di East Rutherford.

La fase a gironi si articolerà in tre giornate:

  • Prima giornata: 11-18 giugno
  • Seconda giornata: 18-24 giugno
  • Terza giornata: 24-28 giugno

Successivamente inizierà la fase a eliminazione diretta:

  • Sedicesimi: 28 giugno – 3 luglio
  • Ottavi: 4-7 luglio
  • Quarti: 9-11 luglio
  • Semifinali: 14-15 luglio
  • Finale terzo posto: 18 luglio
  • Finale: 19 luglio

Un calendario fitto, pensato per garantire spettacolo continuo e copertura globale dell’evento, arrivando a ridosso dell’ultima decade di luglio.

Dove si giocano i mondiali? Tutti gli stadi coinvolti

Saranno 16 gli stadi coinvolti nei Mondiali 2026, distribuiti tra tre Paesi.

Stati Uniti (11 stadi)

  • Atlanta – Mercedes-Benz Stadium (71.000+)
  • Boston – Gillette Stadium (65.000+)
  • Dallas – AT&T Stadium (80.000+)
  • Houston – NRG Stadium (72.000)
  • Kansas City – Arrowhead Stadium (76.000)
  • Los Angeles – SoFi Stadium (87.000)
  • Miami – Hard Rock Stadium (67.000)
  • New York/New Jersey – MetLife Stadium (82.000)
  • Philadelphia – Lincoln Financial Field (69.000)
  • San Francisco – Levi’s Stadium (70.000)
  • Seattle – Lumen Field (72.000)

Canada (2 stadi)

  • Toronto – BMO Field (45.000)
  • Vancouver – BC Place (54.500)

Messico (3 stadi)

  • Città del Messico – Estadio Azteca (87.523)
  • Guadalajara – Estadio Akron (48.000)
  • Monterrey – Estadio BBVA (53.000)

Lo stadio più grande sarà l’Azteca, simbolo storico del calcio mondiale, mentre il più piccolo sarà il BMO Field di Toronto.
Gli Stati Uniti ospiteranno la maggior parte delle partite, incluse tutte le fasi finali più importanti.

Montepremi mondiali 2026: ecco quanto guadagna chi vince

Il montepremi dei Mondiali 2026 segna un nuovo record nella storia della competizione.

Il Consiglio della FIFA ha infatti approvato un contributo complessivo di 727 milioni di dollari, di cui ben 655 milioni saranno distribuiti direttamente alle 48 nazionali partecipanti come premi sportivi.

Per fare un paragone, il montepremi totale per la Coppa del Mondo del 2022 in Qatar è stato di 440 milioni di dollari, molti di meno rispetto ai soldi messi in palio nel 2026.

La distribuzione è stata strutturata per premiare tutte le squadre, anche quelle eliminate nelle prime fasi. Le nazionali classificate dal 33° al 48° posto riceveranno 9 milioni di dollari, mentre quelle eliminate ai sedicesimi (dal 17° al 32° posto) incasseranno 11 milioni. Salendo nel tabellone, i premi aumentano progressivamente: 15 milioni per chi esce agli ottavi, 19 milioni per le squadre eliminate ai quarti.

Per le posizioni di vertice, le cifre diventano ancora più rilevanti: 27 milioni alla quarta classificata, 29 milioni alla terza e 33 milioni alla finalista sconfitta. La nazionale campione del mondo porterà a casa 50 milioni di dollari, il premio più alto mai assegnato nella storia del torneo.

A queste cifre si aggiunge un ulteriore bonus: ogni squadra riceverà 1,5 milioni di dollari per coprire i costi di preparazione, garantendo così un incasso minimo di 10,5 milioni per tutte le partecipanti.

Un sistema che rende il Mondiale 2026 non solo il più grande di sempre, ma anche il più ricco.

Dove vedere i Mondiali 2026 in TV

I Mondiali 2026 avranno una copertura televisiva senza precedenti. DAZN si è aggiudicata i diritti per trasmettere tutte le 104 partite del torneo, diventando il punto di riferimento globale per seguire ogni fase della competizione.

Di queste, 69 partite saranno disponibili in esclusiva sulla piattaforma streaming, confermando il ruolo sempre più centrale del digitale nella fruizione del calcio internazionale.

Accanto a DAZN, ci sarà spazio anche per la televisione in chiaro. La RAI trasmetterà 35 partite gratuite, i match più importanti del torneo. In particolare, Rai 1 ospiterà almeno 32 incontri tra fase a gironi e partite a eliminazione diretta. L’assenza dell’Italia pesa come un macigno anche sui diritti TV, la distribuzione delle partite in chiaro e, ovviamente, anche sul riscontro del pubblico in Italia, uno dei mercati centrali per il calcio mondiale.

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