Nel 1958 un calciatore franco-algerino rinunciò a giocare i Mondiali con la Francia per difendere l’indipendenza del suo Paese. Ecco la sua incredibile storia
Il dibattito di questi giorni sulla partecipazione o meno dell’Iran ai prossimi Mondiali di Calcio negli Stati Uniti, con tanto di possibile opzione di ripescaggio per l’Italia, è uno degli ultimi esempi di come possano intersecarsi sport e politica.
Parliamo di uno degli ultimi perché spesso negli scorsi decenni il pallone e i conflitti internazionali si sono “toccati”, dando vita a storie che meritano di essere raccontate. Una delle più emblematiche è quella di Rachid Mekhloufi, un calciatore franco-algerino che rinunciò a partecipare ai Mondiali con la Francia per difendere la causa indipendentista del suo Paese d’origine.
Il contesto storico
Nella primavera del 1958 l’Algeria era una colonia della Francia in gravissime condizioni economiche e in piena lotta per l’indipendenza.
Un periodo in cui il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) stava intensificando la sua lotta anticoloniale a cui l’esercito francese rispondeva con una fortissima repressione.
Nel frattempo erano in vista i Mondiali di calcio in Svezia e il selezionatore della Francia inseriva nella lista dei convocati anche un giovane origine algerina di nome Rachid Mekhloufi, asso dell’AS Saint-Étienne e tra i talenti emergenti del campionato transalpino.
La carriera e la fuga per l’indipendenza
Rachid Mekhloufi nacque nel 1936 a Sétif, in Algeria e a soli 9 anni, l’8 maggio 1945, rimase toccato dalle proteste dei suoi connazionali per ottenere l’indipendenza soffocate nel sangue dall’esercito francese.
Due anni dopo decise di trasferirsi proprio in Francia e di dedicarsi a tempo pieno al calcio, arrivando ad affermarsi come stella di prima grandezza nell’AS Saint-Étienne, tanto da ottenere la convocazione con i Blues per il Mondiale del 1958.
Nel frattempo, però, in Algeria erano tornate a intensificarsi le proteste e Rachid non poteva ignorarle. Per questo motivo decise di accettare la proposta di Mohamed Boumezrag, a capo della sottodivisione algerina della federazione transalpina, di recarsi a Tunisi per creare una rappresentativa di giocatori algerini affiliata al FNL.
Il 13 aprile 1958 Mekhloufi e altri 11 suoi connazionali entrarono nella storia e decisero di scappare dalla Francia per tornare in patria. La fuga fu rocambolesca per tutti, ma alla fine i giovani algerini riuscirono a raggiungere la Tunisia, Paese in cui restarono ad allenarsi per qualche settimana prima di partire in un tour mondiale per perorare la propria causa tramite amichevoli il cui ricavato venne utilizzato per finanziare la lotta per l’indipendenza.
La reazione della FIFA fu durissima. Chiunque avesse accettato di giocare contro la rappresentativa sarebbe stato sanzionato pesantemente.
Una misura che si rivelò inefficace. Rachid e i suoi compagni trovarono appoggio ovunque e la squadra continuò a girare il mondo fino al 1962, anno in cui l’Algeria riuscì a ottenere la tanto agognata indipendenza e potè schierare la sua prima nazionale di calcio “ufficiale”.
Il ritorno in Francia
Dopo l’esperienza in giro per il mondo Mekhloufi, 25enne, tornò al Saint-Étienne, allora in seconda divisione, e lo guidò prima alla promozione immediata e poi, la stagione successiva, addirittura alla vittoria del campionato francese. Il punto più alto della carriera arrivò nel 1968, anno in cui i “Verts” riuscirono a conquistare la doppietta campionato-coppa nazionale.
Una serie di successi che culminò in uno storico tributo al Palazzo dell’Eliseo dove l’allora Presidente Charles de Gaulle celebrò la squadra con una frase destinata a passare alla storia: «Francia, questa sei tu».
Una volta appese le scarpette al chiodo Mekhloufi tornò in Algeria per lavorare prima come allenatore e poi come dirigente della federazione algerina.
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