Stadi e discoteche riaprono a ottobre? Dipenderà tutto dalla scuola

Si dovrà attendere ancora per la riapertura di stadi e discoteche: gli esperti hanno suggerito al governo di aspettare un mese per capire quale sarà l’impatto, in termini di nuovi contagi, della ripresa della scuola e dell’aumento all’80% per quanto riguarda la capienza dei mezzi di trasporto pubblici.

Stadi e discoteche riaprono a ottobre? Dipenderà tutto dalla scuola

Priorità alla scuola. Con la campanella che è tornata a suonare per milioni di studenti, tutto in tema di ulteriori riaperture è al momento congelato in attesa di capire come evolverà la curva epidemiologica dopo l’avvio dell’anno scolastico.

Il timore che serpeggia all’interno del Comitato Tecnico Scientifico non è soltanto quello legato al ritorno dei ragazzi tra i banchi di scuola, ma anche quello riguardante i mezzi di trasporto pubblici.

Per agevolare gli spostamenti degli studenti infatti i mezzi di trasporto pubblici urbani e regionali potranno adesso viaggiare con una capienza dell’80%, mentre per l’Alta Velocità al momento resteranno ancora in vigore le restrizioni.

Il CTS ha così suggerito al governo di aspettare un mese, avendo così il tempo di valutare l’impatto sanitario della riapertura delle scuole, prima di affrontare il tema riguardante gli stadi e le discoteche.

Stadi e discoteche: si deve ancora aspettare

Nessuna novità al momento è prevista per quanto riguarda gli stadi. Nonostante il pressing da parte del mondo del calcio, il governo appare intenzionato ad aspettare il 7 ottobre, quando scadrà l’ultimo DPCM in vigore, prima di prendere una decisione.

Come detto tutto dipenderà dalla scuola: se non ci dovesse essere un’impennata di nuovi casi di coronavirus nelle prossime settimane, a metà ottobre potrebbe arrivare il via libera a una parziale riapertura degli impianti.

La preoccupazione degli scienziati sarebbe fortemente legata ai problemi di afflusso e deflusso, mentre appare scontato che quando gli stadi riapriranno ci sarà l’obbligo di mascherina e del rispetto del distanziamento sociale.

La Serie A ripartirà di conseguenza senza pubblico sugli spalti così come aveva terminato la scorsa stagione: resta da capire se ci sarà fin da subito la possibilità di far entrare 1.000 persone, il limite massimo attualmente consentito dal DPCM.

Discorso analogo per le discoteche, chiuse lo scorso agosto dopo i diversi focolai scoppiati all’interno dei locali: riguardando i più giovani, il governo potrebbe prorogare lo stop al ballo anche a dopo ottobre.

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