La Slovacchia farà tamponi per il Covid-19 a tutta la popolazione

La Slovacchia ha deciso di contrastare la crescita della curva epidemiologica testando tutta la sua popolazione. I test sono iniziati nel fine settimana scorso con l’aiuto di 8mila soldati.

La Slovacchia farà tamponi per il Covid-19 a tutta la popolazione

Igor Matovic il 17 ottobre aveva annunciato che il Governo, per far fronte alla pandemia, avrebbe effettuato tampone per il Covid-19 a tutta la popolazione della Slovacchia. L’operazione, messa in atto per riuscire a frenare l’aumento dei casi nel Paese e per riuscire a evitare la creazione di nuovi focolai, è ora stata attivata.
Saranno più di 5 milioni e mezzo le persone che verranno testate e per riuscire in questa impresa saranno allestiti quasi 6mila centri dedicati, che lavoreranno per riuscire ad effettuare i tamponi a tutta la popolazione in tre fine settimana.

I primi tamponi sono stati svolti nel fine settimana dal 23 al 25 ottobre e le analisi proseguiranno nelle prossime settimane. Chi non si vorrà sottoporre al test dovrà mettersi in quarantena, assumendosi il costo di questa decisione. Per evitare problemi a chi lavora si è deciso di proporre questi esami nei fine settimana, in modo da non bloccare totalmente il Paese, dove vige un lockdown parziale, ma molto duro. Le persone sono invitate a rimanere nelle proprie abitazioni e a muoversi solo per fare la spesa, recarsi al lavoro e uscire per motivi medici.

Tutti i cittadini sono caldamente invitati a sottoporsi al test (anche se non vi è un obbligo) e saranno esentati dal tampone solo i bambini al di sotto dei 10 anni. Il test di massa per il Covid ha uno scopo ben preciso: salvare il Paese dal baratro e soprattutto liberarlo dalla morsa del secondo pesante stop che potrebbe essere fatale per l’economia.
L’idea è quindi quella di scovare gli asintomatici, in modo da riuscire a prevenire il diffondersi del virus e soprattutto scongiurare il pericolo di avere dei nuovi focolai.

La Slovacchia è il primo Paese in Europa a impostare un piano di questo tipo, così esteso, considerando che saranno oltre 5 milioni le persone testate. Dopo una prima ondata che è riuscita a contenere abbastanza bene il Paese è ora alle prese con una seconda ondata molto più virulenta che ha fatto registrare picchi oltre i 2000 nuovi contagi. Si è così deciso di usare le misure drastiche e a partire da sabato 23 ottobre sono iniziati i test sulla popolazione che si concluderanno l’8 novembre.

Per gestire al meglio la situazione si è deciso di far scendere in campo anche l’esercito, che aiuterà medici e specializzandi con 8mila unità. Il sistema sanitario del Paese è infatti molto in affanno e al momento segna un deficit di ben 3.500 medici, mentre mancano anche diverse migliaia di infermieri. Proprio per questo su base volontari anche i medici specializzando sono stati chiamati a prendere parte alla sperimentazione effettuando i test rapidi alla popolazione.
Il Governo per far fronte al problema ha inoltre lanciato un appello ai medici e al personale sanitario slovacco operativo all’estero, soprattutto in Austria, per chiedere di rientrare e di aiutare il proprio Paese in questo momento così delicato.

Nel primo fine settimana di test rapidi gli esami sono già riusciti a scovare oltre 5500 positivi a fronte di 141mila test effettuati. Il piano della Slovacchia funzionerà? Dovremo attendere le prossime settimane per sapere se è davvero la strategia giusta effettuare test su tutta la popolazione.

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