Settore farmaceutico Usa: 40 Stati pronti a causa miliardaria

Secondo la BBC oltre 40 Stati americani sono pronti a intentare una maxi causa contro una ventina di case farmaceutiche che si sarebbero accordate per gonfiare i prezzi dei farmaci generici. Tra i titoli del settore in evidenza Teva Pharmaceuticals che al momento lascia sul mercato il 13,27%

Settore farmaceutico Usa: 40 Stati pronti a causa miliardaria

I titoli del settore farmaceutico statunitense sono in evidenza a Wall Street. Secondo la BBC oltre 40 Stati americani sono pronti a intentare una maxi causa contro una ventina di case farmaceutiche che si sarebbero accordate per gonfiare i prezzi dei farmaci generici, in alcuni di casi anche fino al 1000%.

I farmaci sotto accusa comprendono di tutto: compresse, capsule, creme, unguenti per trattare condizioni quali diabete, colesterolo alto, pressione alta, cancro, epilessia ed altri. Nella causa sono citate anche 15 persone, accusate di aver supervisionato lo schema per fissare i prezzi giorno per giorno.

La denuncia scaturisce da lunghe indagini della magistratura statunitense le cui risultanze sono state presentate venerdì dal procuratore generale del Connecticut, William Tong: "abbiamo prove concrete che dimostrano che l’industria dei farmaci generici ha perpetrato una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano. In una nota del Governatore del Nevada Steve Sisolak si legge: «Il livello di avidità adottato dalle società farmaceutiche è vergognoso e irragionevole».

Il procuratore Tong ha dichiarato che i suoi uffici sono entrati in possesso di email, messaggi, registrazioni telefoniche e dichiarazioni di ex addetti alle società che dimostrerebbero un accordo per far lievitare i costi e spartirsi il ricco mercato dei farmaci generici. La manipolazione dei prezzi sarebbe avvenuta tra il luglio 2013 e il gennaio 2015.

Teva Pharmaceuticals: tonfo a Wall Street

Una delle aziende coinvolte è Teva Pharmaceuticals, maggior produttore mondiale di farmaci generici, che al momento lascia sul mercato il 13,27%. La società ha però negato qualsiasi illecito dicendo che difenderà la sua posizione.

Un rappresentante di Teva negli Usa ha affermato che la compagnia israeliana «non ha intrapreso alcuna condotta che possa portare a responsabilità civili o penali». Nessun commento, per ora, è giunto dalle altre 19 società, tra cui Novartis, Pfizer e Mylan, citate nelle indagini durate cinque anni.

Cosa succede ora?

Al momento è estremamente difficile quantificare le conseguenze delle azioni intraprese dai magistrati statunitensi. Nel passato si è assistito a richieste iniziali stratosferiche di danni concluse in tempi piuttosto breve con accordi importanti, ma di dimensioni ben minori. Così potrebbe andare anche in questo caso.

Il settore farmaceutico a Wall Street

Il settore farmaceutico è da sempre considerato uno dei più difensivi per le sue caratteristiche di costante crescita nel tempo e bassa volatilità. Da inizio 2019 l’indice di riferimento statunitense guadagna il 9% circa contro il +17% messo a segno dall’indice S&P 500, in Europa l’indice Stoxx Healthcare guadagna il 7% contro il +11% messo a segno dall’indice globale.

Il comparto Usa comprende colossi del calibro di Johnson & Johnson, Pfizer, UnitedHealth Group, Merck, Abbott Laboratories. Il comparto europeo ai primi cinque posti vede invece: Roche, Novartis, Glaxo, Astrazeneca, Sanofi. Sul fronte dei multipli, il P/E medio del settore statunitense è intorno a 15,5x, il P/E medio europeo è più elevato a 23x.

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