Seconda ondata Covid-19: farmacie a rischio collasso. L’allarme

In caso di seconda ondata di contagi, le farmacie potrebbero non sopravvivere e non garantire servizi all’altezza. L’allarme arriva dall’Irlanda.

Seconda ondata Covid-19: farmacie a rischio collasso. L'allarme

Un nuovo pericolo rischia di manifestarsi in caso di una seconda ondata di contagi da coronavirus. Le farmacie potrebbero non essere in grado di gestire una nuova fase di emergenza in autunno, e i farmacisti chiedono per questo un maggiore supporto dallo Stato e un nuovo pacchetto di aiuti. In assenza di questi, non è certo le farmacie riusciranno a rispondere in modo adeguato a una seconda ondata di infezioni.

Covid-19: allarme farmacie in caso di seconda ondata

A lanciare l’allarme per il settore farmaceutico è l’IPU, il sindacato irlandese dei farmacisti. Secondo il segretario generale Darragh O’Loughlin, nonostante le farmacie abbiano dovuto far fronte ad una forte pressione nei mesi passati “è mancato il supporto da parte del sistema sanitario nazionale”.

A causa di questa assenza di sostegno - continua O’Loughlin - se dovessimo avere una seconda ondata di contagi in autunno, come previsto da molti, c’è il rischio di non poter garantire un servizio all’altezza”.

Infatti, i costi di approvvigionamento da parte dei singoli esercenti sono stati molto elevati nel periodo di lockdown e, sempre secondo il Sindacato, “è irragionevole pensare che tale prezzo venga sostenuto esclusivamente dai singoli esercenti”.

La situazione in Italia

In Irlanda, quindi, si mette in discussione la sopravvivenza stessa delle farmacie, che, come abbiamo potuto osservare direttamente, ricoprono un ruolo fondamentale in caso di una crisi sanitaria senza precedenti come quella che stiamo ancora vivendo.

Un rischio concreto anche in Italia? Fortunatamente da noi, secondo quanto rivelato da Federfarma, la situazione è stata gestita in maniera sostenibile ed efficace.

In uno studio presentato dall’SRM, centro appartenente al Gruppo Intesa Sanpaolo, è stato esaminato come questo settore sia riuscito a essere efficiente in un periodo così critico.

Come dichiarato da Massimo Deandreis, direttore del centro studi: “Il settore farmaceutico è un modello per l’interazione tra industria, ricerca, università e innovazione. Una combinazione che ci si augura possa svilupparsi anche negli altri settori industriali italiani”.

Rispetto ad un calo globale dell’economia del nostro Paese, la filiera farmaceutica ha visto crescere il proprio giro di affari, riuscendo anzi ad incrementare le esportazioni del 24%, per un valore di oltre 3,1 miliardi di euro.

In un contesto del genere anche le farmacie del Sud hanno tratto diversi benefici.

Inoltre, grazie al piano Industria 4.0, già prima della pandemia queste avevano registrato diversi progressi sia in ambito economico che di attivazione di politiche di sostenibilità.

Si può quindi affermare che, rispetto al COVID-19, l’Italia può vantare un know-how maggiore rispetto ad altri Paesi, i quali si troverebbero, al contrario, in uno scenario molto difficile da dover gestire.

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Coronavirus

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