Salvini, il #NoMes è il nuovo ’No-Euro’?

Un parlamentare della Lega spiega la strategia del leader per tenere insieme le due anime del Carroccio

Salvini, il #NoMes è il nuovo 'No-Euro'?

Nella propaganda contro il Fondo salva Stati, Matteo Salvini avrebbe trovato il perfetto strumento per tenere insieme il suo partito. Questa è la tesi di un parlamentare di spicco della Lega che, parlando in anonimato a Reuters, spiega il focolaio euroscettico alimentato di recente dall’ex ministro dell’Interno.

Lega, una strategia politica dietro il no al Mes?

Allontanatosi dalla retorica no-Euro che caratterizzava il suo discorso politico prima di entrare nel Governo, il leader del Carroccio ha individuato nella riforma del Meccanismo europeo di stabilità la perfetta sintesi delle due anime della Lega: quella sovranista di Claudio Borghi e quella istituzionale di Giancarlo Giorgetti.

Diversi critici hanno accusato Salvini di ipocrisia, perché la riforma del Mes è stata approvata quando la Lega era al Governo ma, prima di qualche settimana fa, lui stesso non ne aveva mai parlato.

Salvini, affiancato da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, ha usato toni molto drammatici per descrivere la riforma , che “sarebbe la rovina per milioni di italiani e la fine della sovranità nazionale”. Il leader del Carroccio ha inoltre accusato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di “tradimento” degli interessi dell’Italia.

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L’agenzia Reuters riporta le parole di un membro di spicco della Lega secondo cui, al di là delle dichiarazioni formali, “dietro la furia di Salvini c’è un’accorta strategia”. Questa sarebbe finalizzata a “tenere insieme un partito in crescita” ma dalle molte anime.

Perché Salvini non vuole più uscire dall’euro

Negli ultimi mesi, le uniche voci euroscettiche (se non proprio anti-euro) udite nella Lega sono state quelle di Borghi e Bagnai. Molti sovranisti avevano criticato l’abbandono della retorica No Euro, un mutamento di strategia che Salvini aveva adottato per non mettere paura agli investitori.

Dopo un lungo silenzio sul tema, Salvini ha trovato nella riforma del Mes un nemico più moderato, che tra l’altro gli ha permesso di attaccare senza remore Conte e l’ex ministro delle Finanze Giovanni Tria.

La scorsa settimana, il leader del Carroccio ha definito il Mes “un attacco alla democrazia e ai risparmi degli italiani”. Parole molto simili a quelle usate negli anni passati contro la moneta unica.

“La feroce campagna contro il Mes permette di galvanizzare gli euroscettici senza sconvolgere i leghisti moderati”, spiega il parlamentare leghista.

Borghi stesso ha spiegato a Reuters che Salvini non ha parlato prima del Mes perché la considerava “una questione troppo tecnica” per gli elettori, ma adesso “i tempi sono maturi”.

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