Tasse sul Bitcoin: arriva l’imposta sulle criptovalute in Russia

In arrivo la tassa sulle criptovalute in Russia? Secondo un report delle banche russe il Bitcoin è un bene di valore e generato, come altri prodotti. Va, quindi, tassato secondo le norme fiscali. Analizziamo la proposta.

Tasse sul Bitcoin: arriva l'imposta sulle criptovalute in Russia

Una tassa sulle criptovalute in Russia: questa è l’ultima proposta dell’Associazione delle Banche del Paese per tentare di regolarizzare l’utilizzo del Bitcoin. L’idea si basa sull’equiparazione della moneta virtuale ad un asset, che sia un oggetto con un valore economico o del denaro proveniente da una transazione.

Il denaro virtuale, per sua definizione intoccabile con mano e non sottoposto alle manovre di controllo delle tradizionali istituzioni finanziarie di un Paese, non ha mai goduto di ottima fama in Russia.

La proposta di tassare le criptovalute, quindi, arriva con lo scopo di sottoporre le transazioni digitali ad un - seppur minimo - controllo. Associato spesso ad operazioni finanziarie criminali, illegali e poco chiare, il denaro digitale potrebbe invece ricevere una valutazione positiva ed una legittimazione dall’introduzione della tassa russa.

Tassa sul Bitcoin & co: i motivi

L’introduzione della tassa sulle criptovalute in Russia nasce dalla considerazione che il Bitcoin e le altre monete virtuali sono asset di valore, rientranti nel concetto di cose ​​di nuova creazione, che includono proprietà generate o sviluppate individualmente da un cittadino, come frutta o altri tipi di beni commerciabili.

I nuovi Bitcoin, quindi, appaiono come risultato del mining - così si chiama l’operazione virtuale che genera soldi - che è un’attività umana. In questo modo, le criptovalute diventano una «cosa» e possono essere usate nelle transazioni di scambio. Dunque, secondo la normativa fiscale in vigore in Russia, devono essere tassate.

In questa prospettiva, il portafoglio digitale di Bitcoin rappresenta un tesoro in termini economici. Non solo, il mining di criptovaluta è equiparato alla ricerca di denaro o di qualsiasi altra forma di tesoro che può essere scambiato con rubli.

Non sono ancora noti i dettagli su come interverrà la tassa sulle criptovalute e in che modo si potrà pagare. Il report preparato dalle banche russe verrà discusso dai membri dell’Associazione l’8 ottobre.

Tassare il Bitcoin invece di vietarlo. I vantaggi per le banche russe

La Banca Centrale russa non ha mai avuto una visione positiva delle monete digitali e ha persino proposto di vietarle. Tuttavia, gli autori del documento considerano un pericolo la proibizione delle operazioni con criptovaluta.

Per evitare l’uso del Bitcoin in modo criminale, il governo potrebbe semplicemente vietare transazioni anonime. La tassa sulle criptovalute, inoltre, sembra un ulteriore passo in avanti dei russi verso il riconoscimento del Bitcoin e del suo utilizzo.

Nel frattempo, la stessa posizione della banca centrale si è leggermente ammorbidita nei confronti del denaro virtuale. Nell’aprile di quest’anno, è stata resa nota un’analisi sul settore bancario in Russia che affermava quanto le attività meno rischiose per una vasta gamma di persone fossero proprio le criptovalute.

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