Bitcoin dormienti riattivati dopo 14 anni. Chi ha mosso 10 miliardi di dollari?

Claudia Cervi

22 Luglio 2025 - 15:32

Una whale si risveglia e scuote il mercato. Tutte le ipotesi, tra Winklevoss, fondi rubati e vecchi misteri irrisolti.

Bitcoin dormienti riattivati dopo 14 anni. Chi ha mosso 10 miliardi di dollari?

Bitcoin dormienti riattivati dopo 14 anni durante l’Independence Day. Il 4 luglio sono stati trasferito 80.000 Bitcoin, per un controvalore di quasi 10 miliardi di dollari. Nessuno aveva più toccato quei wallet dal 2011, quando Bitcoin valeva una manciata di dollari ed era pressoché sconosciuto.

Ora, con Bitcoin scambiato a 118.000 dollari vicino ai suoi massimi storici, la riattivazione di questi fondi ha acceso più di un campanello d’allarme. Chi c’è davvero dietro quei BTC? E soprattutto, perché decidere di muoverli proprio adesso, dopo 14 anni di silenzio assoluto?

Le ipotesi si rincorrono: dalla pista dei fratelli Winklevoss, noti investitori crypto ed ex rivali di Zuckerberg, fino a vecchie ombre legate al misterioso furto di MyBitcoin.com nel 2011. A rendere ancora più interessante il caso è il fatto che 40.000 di quei BTC sembrano essere finiti presso Galaxy Digital, una piattaforma legata da tempo ai due imprenditori americani. Coincidenza? Strategia? Oppure un segnale che qualcosa di grosso si sta preparando?

Il mercato osserva. Ma una cosa è certa. Una whale si è svegliata e potrebbe non essere l’unica.

Bitcoin dormienti riattivati dopo 14 anni: l’enigma dei 40.000 BTC trasferiti

Secondo un’analisi on-chain condotta da Decripto.org, parte dei bitcoin riattivati, circa 40.000 BTC, è stata depositata il 15 luglio presso l’exchange istituzionale Galaxy Digital, in 26 transazioni separate. La piattaforma è ben nota agli osservatori del mercato perché è la stessa utilizzata più volte dai fratelli Cameron e Tyler Winklevoss, pionieri di Bitcoin, che già nel 2013 investirono nella criptovaluta gli 11 milioni di dollari ottenuti come risarcimento da Mark Zuckerberg.

Galaxy Digital è da anni uno snodo chiave per le operazioni crypto di grande calibro. I dati di Arkham Intelligence mostrano che oltre 300 milioni di dollari sono passati proprio da lì ai wallet riconducibili ai fratelli Winklevoss. Non si tratta di un dettaglio da poco: è il secondo canale più usato da loro dopo Gemini, l’exchange di criptovalute da loro fondato nel 2014. Non è la prima volta che si registrano questo tipo di operazioni. Già ad aprile 2025, un trasferimento di oltre 3.000 ETH verso Galaxy Digital da parte dei Winklevoss aveva innescato oscillazioni sui prezzi di Ethereum.

Ora, se fosse confermato che dietro a questo colpo da 10 miliardi ci sono davvero i Winklevoss cosa potrebbe accadere a Bitcoin? E in ogni caso, che impatto può avere sulla fiducia dei piccoli investitori?

MyBitcoin.com e il furto mai risolto

C’è però una seconda pista che rende ancora più oscuro il quadro. MyBitcoin.com, uno dei primi exchange della storia, colpito da un misterioso attacco nel 2011. All’epoca sparirono circa 154.000 BTC, sebbene il fondatore attribuì tutto a un “errore umano”. L’attacco è rimasto senza responsabili, ma i fondi sembrano riaffiorare proprio ora.

Secondo le analisi, oltre il 60% dei bitcoin riattivati il 4 luglio 2025 proverrebbe da wallet collegati a quell’exchange. Alcuni degli indirizzi coinvolti, rimasti inattivi per oltre un decennio, erano stati alimentati tra aprile e maggio 2011, proprio nel periodo in cui ci fu l’attacco. Questo solleva un interrogativo chiave: si tratta dei Bitcoin scomparsi? E se sì, chi li sta liquidando oggi?

Al momento non ci sono prove dirette, ma nuove movimentazioni da wallet legati a quell’hack potrebbero essere la prova che una parte dei fondi rubati è ancora in mano all’autore dell’attacco originale. E se davvero questi BTC stanno tornando in circolazione ora, potrebbe trattarsi di una manovra pianificata per sfruttare i massimi del mercato. Oppure, di un segnale che il tempo sta per scadere per chi, finora, li ha custoditi nell’ombra.

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