Spread e banche italiane: Borghi e Bagnai contro Draghi

Le parole del presidente della Bce su spread e banche italiane non sono piaciute ai due leghisti.

Spread e banche italiane: Borghi e Bagnai contro Draghi

Hanno causato un polverone politico le dichiarazione del presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che ieri ha incontrato la stampa a seguito della riunione di ottobre dell’Istituto di Francoforte.

Dopo l’affondo del ministro Paolo Savona, sull’eventualità di trovare un accordo tra il governo italiano e la Commissione Europea sulla manovra, come auspicato da Draghi, arrivano anche le critiche di Alberto Bagnai e di Mario Borghi.

I due leghisti, in particolare, non hanno apprezzato le parole del numero uno della Bce in merito alla banche italiane.

Bagnai: parole improprie

Nella conferenza stampa di ieri, Draghi, aveva tra l’altro parlato dell’impatto dello spread sulle banche italiane, che “sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese”.

Più in particolare, il presidente della Bce aveva suggerito, alla luce dell’andamento degli ultimi sei mesi, la necessità di ridurre lo spread e di non “mettere in dubbio la cornice istituzionale che sorregge l’euro”.

Non ho la palla di cristallo, se sarà 300, 400 o quant’altro. Certamente questi bond sono nel portafoglio delle banche, se perdono valore intaccano il capitale delle banche” aveva affermato.

Le parole di Draghi hanno provocato diverse reazioni politiche. In particolare, Alberto Bagnai, presidente leghista della commissione Finanze al Senato, si è scagliato contro le sue dichiarazioni e in una intervista radiofonica ha affermato che:

“È improprio che il massimo responsabile della stabilità finanziaria in Europa emetta allarmi, seppur temperati, sulla tenuta delle banche che sono sotto la sua vigilanza”.

Borghi: parole gravi

A rispondere alle dichiarazioni di Draghi, un altro leghista, Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio di Montecitorio che dai microfoni di La7 definisce le parole del presidente della Bce gravi.

In merito all’avvertimento lanciato in conferenza sul pericolo che i rendimenti in rialzo, riducendo il valore dei Btp, possono erodere il capitale delle banche italiane, ha chiosato:

“Il fatto di dire che ci sono problemi sulle banche o cose di questo tipo detto dalla Banca Centrale è piuttosto grave. Se ci sono dei problemi sulle banche -– tenete presente che la sorveglianza spetta a loro –- ci si attiva per risolverli. Semplicemente, evocare genericamente dei problemi sulle banche può essere un modo per farli arrivare, perché contribuisce a far preoccupare per niente la gente”.

Borghi intravede la volontà di “creare confusione sui mercati” e di “mettere pressione in modo tale da ottenere non si sa che cosa”.

La manovra non si tocca

A rispondere, tra gli altri, all’auspicio manifestato da Draghi sull’eventualità che l’Italia possa trovare un accordo con Bruxelles sulla manovra, bocciata dalla Commisisone Ue, anche Paolo Savona.

Come già ampiamento annunciato dai massimi esponenti di governo, il testo verrà rinviato a Bruxelles senza modifiche e anche il ministro per gli Affari Europei ha ribadito: “non ci sono dubbi che la manovra rimarrà tale e quale”. Nonostante l’eventuale impennata dello spread.

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