Riunione BCE: QE e tassi invariati. Draghi: altro stimolo non necessario

Riunione BCE: tassi di interesse invariati, anche il QE. Nuove stime su PIL e inflazione. Draghi: nuovo stimolo non è necessario al momento. Tutte le dichiarazioni.

La Banca Centrale Europea ha lasciato il suo piano di stimolo da 1.700 miliardi di euro invariato nella riunione di politica monetaria di giovedì, annientando le preoccupazioni per le onde d’urto generate dal referendum Brexit e lasciando delusi gli investitori, in attesa che la BCE agisca al più presto aumentando lo stimolo a fronte di una crescita economica ancora sottotono.

Tutto come prima dunque, anche se nuove previsioni mostrano che la BCE non riuscirà a raggiungere il suo target di inflazione ancora per anni. Mario Draghi si scontra ancora una volta con i limiti degli obiettivi troppo difficili da raggiungere senza il sostegno dei governi.

La BCE ha deluso i mercati non annunciando alcuna estensione della scadenza per il QE. Il presidente Mario Draghi, durante la consueta conferenza stampa, ha dichiarato che la banca centrale non ha nemmeno discusso sulla possibilità di rimandare la scadenza del piano del quantitative easing, che al momento rimane fissata al marzo 2017.

La BCE ha mantenuto i tassi di riferimento invariati, come previsto. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale della BCE si attesta allo 0,25 per cento, mentre il tasso sui depositi è al -0.4 per cento.

Il tasso fisso sulle operazioni di rifinanziamento principali della BCE rimane a 0. Le ultime modifiche ai tassi risalgono a marzo, quando la banca centrale ha tagliato il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale di 5 punti base.

«Il nostro programma è efficace e dovremmo concentrarci sulla sua attuazione»,

ha dichiarato Draghi.

Tuttavia, nonostante il programma di stimolo monetario della BCE - che include tassi bassi o negativi, prestiti a basso interesse per le banche e un programma di acquisto titoli da miliardi e miliardi di euro - la crescita economica della zona euro e il tasso di inflazione rimangono ostinatamente troppo bassi.

La BCE ha aumentato leggermente le stime di crescita economica per la zona euro nel 2016, ma tagliato le previsioni per il 2017 e il 2018. Ora ci si aspetta una crescita media dell’1,7 per cento quest’anno, in rialzo dalla previsione di giugno all’1,6 per cento, dell’1,6 per cento nel 2017 e nel 2018, in calo dalle ultime stime.

Le previsioni per l’inflazione 2016 e 2018 si mantengono rispettivamente allo 0,2 e all’1,6 per cento. Tuttavia, la BCE ha tagliato la sua previsione dall’1,3 all’1,2 per cento.

Conferenza stampa Mario Draghi, aggiornamento in tempo reale - La Banca Centrale Europea non ha annunciato alcuna novità di politica monetaria alla riunione di giovedì, giovedì 8 settembre, per sostenere l’economia stagnante e spingere l’inflazione verso il target. I tassi sono rimasti invariati come anche la scadenza e la portata del QE.

Draghi parla chiaro: al momento non vi è ragione per aumentare lo stimolo di politica monetaria nell’Eurozona.

Di seguito gli aggiornamenti in tempo reale della conferenza stampa del presidente Mario Draghi, con inizio alle ore 14:30. Intanto le borse scambiano invariate.

È alta l’attesa per la riunione BCE e per le parole del presidente Mario Draghi durante la conferenza stampa in diretta streaming: parte del mercato si aspettava una qualche novità sul QE che potesse potenziare l’impatto dello stimolo monetario fino ad oggi troppo limitato, ma così non è stato. Ora tutti gli occhi vanno alla conferenza stampa di Mario Draghi.

Il Consiglio direttivo della BCE, guidato da Draghi, è stato chiamato ad annunciare eventuali variazioni sui tassi di interesse (giovedì 8 settembre ore 13:45 sul Calendario Economico) e a riferire sull’andamento della politica monetaria nell’Eurozona in sede di conferenza stampa, con inizio alle 14:30.

Gli investitori sono sempre più convinti che la BCE debba annunciare un’estensione del piano di acquisto titoli oltre il marzo 2017, ma dovranno aspettare la riunione di dicembre.

La BCE ha già potenzialo lo stimolo di politica monetaria nel mese di giugno, aggiungendo all’acquisto dei titoli di stato anche le obbligazioni corporate.

La riunione BCE di settembre corrisponde al secondo incontro della banca dal referendum Brexit del 23 giugno. Dopo il messaggio “colomba” lanciato a luglio, alcuni economisti anticipavano l’arrivo di novità in occasione dell’incontro di giovedì .
Draghi non rilascia una dichiarazione pubblica ormai dal mese di luglio e i dati macroeconomici pubblicati nel frattempo non dipingono un quadro chiaro della situazione dell’Eurozona.

Draghi parla chiaro: altro stimolo al momento non è necessario

La BCE non ha discusso dell’estensione del piano di acquisti di asset oltre marzo 2017.
Invece, ha detto il Consiglio direttivo deve focalizzarsi sulla corretta attuazione del programma in corso, che sta iniziando ad incorrere in problemi di scarsità di titoli acquistabili.

  • Nessun nuovo stimolo necessario per il momento.
  • Il downgrade sulle stime di PIL e inflazione è limitato e non è abbastanza da giustificare una qualche novità di politica monetaria.
  • La probabilità di deflazione non è aumentata
  • La BCE è pronta ad agire se si verificheranno degli effetti generati dalla politica monetaria
  • L’avversione al rischio non è più un fattore problematico nel settore dei finanziamenti
15:26 - Si conclude la conferenza stampa di settembre

Ha fine la conferenza stampa di settembre, una tra le meno entusiasmanti degli ultimi temi.

15:23 - Arriva la domanda scomoda sulla Germania

D: La Germania è sulla buona strada per segnare un surplus da record di quest’anno, quindi dirà alla Bundestag di fare di più per aiutare i paesi vicini?

Non si può semplicemente premere un pulsante ed eliminare un surplus commerciale se un paese è naturalmente competitivo, risponde Draghi. Questa non è una «economia pianificata».

D: Ma vorrebbe che la Germania aumentasse la spesa pubblica per sostenere la ripresa?

I Paesi che hanno margine di manovra fiscale dovrebbero usarlo. La Germania ha spazio, risponde Draghi senza problemi.

15:19 - Draghi prende seriamente il G20

Interrogato ancora sulla necessità che i governi si impegnino sulle riforme, Draghi ha risposto citando il comunicato del G20, che ha definito «potente».

La citazione in questione è la seguente:

La nostra crescita deve essere sostenuta da politiche ben progettate e coordinate. Siamo determinati ad usare tutti gli strumenti di politica - monetaria, fiscale e strutturale - individualmente e collettivamente per raggiungere il nostro obiettivo di una crescita forte, sostenibile, equilibrata e inclusiva.

La politica monetaria continuerà a sostenere l’attività economica e garantire la stabilità dei prezzi, in linea con i mandati delle banche centrali, ma la politica monetaria da sola non può portare a una crescita equilibrata.

15:15 - Draghi: la BCE ha l’intero mandato per modificare il QE

Arriva la prima dichiarazione colomba di Mario Draghi: è un segno che tutto è ancora una possibilità sul tavolo in termini di come la BCE potrebbe portare avanti l’acquisto di titoli in futuro.

15:09 - Il presidente della BCE ribadisce: i tassi devono rimanere bassi

I tassi di interesse nell’eurozona devono rimanere bassi per un certo periodo di tempo, così da non far «deragliare» il recupero dell’economia.

Questo, alla fine, avrà un impatto positivo anche sui bilanci delle banche.

15:02 - Draghi: non c’è dubbio sulla capacità di agire della BCE

Draghi ha notato i limiti del programma di acquisto di bond, ma ha sottolineato la determinazione della BCE nel raggiungere gli obiettivi. Tuttavia, egli non ha offerto alcun dettaglio ciò che la banca centrale ha intenzione di fare.

Il mercato si attendeva ulteriori dettagli.

14:50 - Nel QE anche i titoli azionari?

La BCE potrebbe estendere il programma del QE anche ai titoli azionari?

Draghi, visibilmente infastidito, risponde sostenendo che il programma in corso è efficace quindi il focus dovrebbe essere su come implementarlo.

14:49 - Draghi: «Non abbiamo parlato di estendere il QE»

Domanda: Quanto vicino siete a decidere se estendere il programma di quantitative easing, che scade a marzo 2017?

Draghi: Non ne abbiamo discusso.

14:44 - L’invettiva ai governi

Mario Draghi si rivolge ancora una volta ai governanti affinché si impegnino nella realizzazione delle tante necessarie riforme strutturali.

14:41 - Nuove stime per l’inflazione
  • Inflazione 2016 0.2% vs 0.2% stimato a giugno
  • Inflazione 2017 1.2% vs 1.3% stimato a giugno
  • Inflazione 2018 1.6% vs 1.6% stimato a giugno
14:40 - Nuove stime per il PIL

Nonostante la Brexit, la BCE ha rivisto al rialzo la stima per il PIL 2016.

  • PIL 2016 1.7% vs 1.6% stimato a giugno
  • PIL 2017 at 1.6% vs 1.7% stimato a giugno
  • PIL 2018 1.6% vs 1.7% stimato a giugno
14:38 - Draghi ammette che gli asset per il QE stanno finendo

Draghi riconosce che gli asset acquistabili con il QE stanno finendo e non possono mantenere l’esecuzione da 80 miliardi di euro attuali.
Tuttavia, Draghi non sembra aver fretta di apportare alcuna modifica.

14:34 - I punti focali del discorso preparato di Draghi
  • Draghi inizia confermando che i tassi di interesse sono rimasti invariati. La BCE continua a prevedere che rimarranno ai livelli attuali o più bassi per un «periodo esteso», dice.
  • Continueremo a monitorare gli sviluppi economici e finanziari molto da vicino.
  • Le prove suggeriscono una certa resilienza economica
  • Lo scenario base è soggetto a rischi ribassisti.
  • Continueremo a sostenere l’economia con lo stimolo monetario
  • Il Consiglio direttivo ha chiesto alle varie commissioni di valutare le varie opzioni
  • La BCE esaminerà tutte le opzioni possibili per regolare le impostazioni attuali del programma di acquisto di asset (QE).
14:32 - Ha inizio la conferenza stampa

Mario Draghi entra nella sala che ospita la conferenza stampa a Francoforte sul meno accompagnato dal vicepresidente della BCE Vítor Constâncio.

14:22 - Piccolo promemoria sull’assetto di politica monetaria

A pochi minuti dalla conferenza stampa del presidente Draghi rivediamo qual è l’assetto attuale di politica monetaria della Banca Centrale Europea:

  • il tasso di interesse di riferimento della BCE è a zero, al fine di incentivare un calo degli oneri finanziari per i consumatori e le imprese.
  • la BCE acquista 80 miliardi di euro tra titoli di stato e bond corporate al mese, il totale che verrà raggiunto a marzo 2017 è di 1.740 miliardi di euro. Questo nel tentativo di promuovere la spesa e rialzare l’inflazione.
  • la BCE ha inoltre imposto un tasso di interesse negativo dello 0,4 per cento sui depositi lasciati nelle sue casse da parte delle banche commerciali, affinché le banche siano incentivate a concedere prestiti.
Segui la diretta streaming della conferenza stampa

Qui il link per vedere la diretta streaming del discorso di Mario Draghi (non sono disponibili aggiornamenti in lingua italiana).
In questo articolo pubblichiamo tutti gli aggiornamenti e le dichiarazioni del presidente della BCE live e tradotti in italiano.

13:56 - Il comunicato stampa della BCE di settembre

“Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginali e sui depositi overnight rimarranno invariati al lo 0,00%, 0,25% e -0,40% rispettivamente. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che i tassi d’interesse di riferimento della BCE rimarranno ai livelli attuali o inferiori per un lungo periodo di tempo, e ben oltre la scadenza degli acquisti di asset.

Per quanto riguarda le misure di politica monetaria non convenzionali, il Consiglio direttivo conferma che gli acquisti di asset mensili 80 miliardi di euro sono destinati a durare fino alla fine di marzo 2017, o oltre, se necessario, e in ogni caso fino a quando non si vede una correzione sostenuta nell’andamento dell’inflazione in linea con il target della banca.

Il Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa a partire dalle 14:30 di giovedì.”

13:47 - Anche scadenza e portata del QE invariati

Delusi i mercati: anche le impostazioni previste per il QE tra portata e scadenza rimangono invariate.
La BCE continuerà ad acquistare 80 miliardi di euro al mese tra titoli di stato e corporate bond.

La banca centrale inoltre continua ad aspettarsi che i tassi di interesse rimarranno bassi per un lungo periodo di tempo e ben oltre la scadenza del QE.

Confermata la scadenza del QE a marzo 2017 (al momento).

13:45 - Tassi di interesse invariati

Il consiglio direttivo della BCE l’8 settembre 2016 annuncia:

  • tasso di interesse base: 0.0%
  • tasso sui depositi: -0.40%
  • tasso di rifinanziamento marginale: 0.25%
13:33 - Pochi minuti all’annuncio sui tassi

Tra pochi minuti sul Calendario Economico verrà pubblicata la decisione sui tassi di interesse di base e sui tassi di deposito della BCE.
Il consensus degli analisti vede entrambi i tassi invariati dalla riunione precedente, rispettivamente allo 0.0% e al -0.40%.

Previsioni Riunione BCE: le possibili novità di settembre

Definiamo le novità che potrebbero essere annunciate dalla BCE di Draghi a settembre e i motivi per cui è necessario (oppure no) un aumento del Quantitative Easing.

Se la BCE deciderà di agire durante la riunione di settembre, una delle mosse più probabili è quella estendere l’attuale porta del Quantitative Easing da 80 miliardi di euro. La banca di Draghi ha però recentemente raggiunto i mille miliardi di euro spesi nel QE e, per le impostazioni attuali, si arriverà a 1.740 miliardi di euro.

Pompare nuovo denaro nell’economia può contribuire ad aumentare l’inflazione, anche se i risultati finora non sono stati entusiasmanti. La BCE ha anche tagliato il suo tasso di riferimento a zero e il tasso sui depositi a meno 0,4 per cento. Il tasso negativo ha lo scopo di spingere le banche a prestare denaro, e non accumulare.

Gli acquisti di titoli è destinato a continuare almeno fino a marzo 2017, o fino a quando l’inflazione non inizierà a salire. La BCE potrebbe annunciare un’estensione della scadenza a settembre o dicembre che gli acquisti saranno
Un’altra possibilità è un ampliamento delle categorie di titoli acquistabili all’interno del QE, andando a dissipare la paura del mercato per la BCE sarebbe a corto di asset da comprare.

Ancora, la BCE potrebbe subire la pressione così tanto da eliminare il limite autoimposto per cui, ad oggi, può comprare solo titoli con un rendimento al di sopra del tasso sui depositi a -0.4 per cento. Dato che vi sono molti titoli che rendono di meno, soprattutto quelli a scadenza più breve, la decisione di comprare anche asset con un rendimento al sotto del tasso sui depositi potrebbe espandere l’universo dei bond che la BCE può effettivamente comprare all’interno del suo QE.

Riassumendo, le novità che Draghi potrebbe annunciare alla riunione BCE di settembre sono:

  • un aumento della portata mensile del QE;
  • un’estensione della scadenza del QE da marzo a settembre/dicembre 2017;
  • l’accesso ai titoli con redimendo anche inferiore al tasso sui depositi.

Leggi anche: Estensione QE? Ecco perché non servirà a nulla. L’allarme degli economisti

Riunione BCE e previsioni inflazione: un ruolo cruciale

Gli investitori terranno gli occhi aperti sui possibili aggiornamenti delle previsioni economiche, pubblicate a seguito della riunione BCE di giovedì. Ogni revisione al ribasso sull’inflazione renderà l’arrivo di nuovo stimolo ancor più probabile, se non a settembre nei prossimi mesi.

L’obiettivo della BCE nel corso del tempo è quello di raggiungere l’inflazione poco sotto il 2 per cento, un livello ritenuto dalla banca centrale come più coerente con un’economia forte.

Nel mese di giugno, le stime della BCE parlavano di un’inflazione all’1,3 per cento il prossimo anno e all’1,6 per cento nel 2018
Un taglio alle previsioni nella riunione di giovedì, in effetti, potrebbe indicare che il target della BCE si sta allontanando ancora di più, un fattore a favore di un ulteriore stimolo di politica monetaria.

Riunione BCE: perché servono novità

Alcuni analisti ritengono che la BCE debba aumentare il suo stimolo monetario in risposta all’incertezza generata dal referendum Brexit, occasione in cui gli inglesi si sono mostrati favorevoli all’abbandono dell’Unione Europea.

Fino ad oggi i dati macroeconomici non mostrano degli effetti negativi derivanti dalla Brexit, né per l’Eurozona né per il Regno Unito. La preoccupazione, tuttavia, permane in un’ottima nel lungo termine. Un nuovo accordo sugli scambi commerciali potrebbe richiedere anni per la sua effettiva negoziazione, impedendo alle aziende una corretta pianificazione e influendo negativamente sulla bilancia commerciale delle due parti.

Intanto l’inflazione resiste a tutti gli sforzi compiuti dalla BCE con l’obiettivo di avvicinare l’indicatore al target fissato dalla banca centrale al 2%.

I prezzi al consumo sono aumentati solo dello 0.2% nell’ultimo anno, ben lontani dall’obiettivo di Draghi. Anche nella versione armonizzata dell’inflazione, dove vengono esclusi i prezzi assai volatili di alimenti e benzina, l’inflazione rimane debole al +0.8% (dato di agosto). Mentre il tasso di disoccupazione non riesce a scendere sotto il 101%.

È chiaro che in un contesto simile l’economia dell’Eurozona ha più che bisogno di un ulteriore stimolo per sostenere la crescita, e quindi di una qualche novità di politica monetaria dalla riunione della BCE.

Riunione BCE: perché NON servono novità

Altri economisti, invece, non credono sia il caso di aumentare gli sforzi in occasione della riunione BCE di settembre. L’Eurozona è cresciuta con un tasso annuale di circa l’1.6% negli ultimi sei trimestri. Non è un gran risultato, ma neanche un disastro.
Inoltre, la BCE da sola potrebbe non essere in grado di fare molto per migliorare la crescita dell’Eurozona.

Un’estensione dello stimolo monetario non riuscirà a far aumentare il potenziale di crescita senza delle riforme economiche strategie messe in campo dai governi.

Draghi ed altri membri della BCE hanno ripetuto a più riprese la necessità che i governi facciano di più per ridurre gli ostacoli alle imprese, come la burocrazia inaccettabile e alcune leggi che rendono molto difficile avviare un’attività, e per investire di più in infrastrutture pubbliche - come strade, ponti e porti, ad esempio.

Il nocciolo della questione sta nell’impegno dei singoli stati. Senza quello non vi è alcuna necessità di aumentare lo stimolo, tantomeno in sede della riunione BCE di settembre.

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