Rimanere in servizio dopo i 67 anni: solo per chi non ha diritto alla pensione

Lorenzo Rubini

1 Luglio 2021 - 13:46

condividi

Il trattenimento il servizio nella pubblica amministrazione è stata quasi del tutto abolito dalla riforma del 2014. Resta in vigore solo in rari casi.

Rimanere in servizio dopo i 67 anni: solo per chi non ha diritto alla pensione

Con la riforma del 2014 la pubblica amministrazione ha abolito quasi del tutto l’istituto del trattenimento in servizio per i dipendenti che hanno raggiunto il diritto alla pensione. Resta in vigore solo in rari casi ma soprattutto quando il dipendente, al raggiungimento dei 67 anni, non ha acquisito un diritto a pensionarsi.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Ho 67 anni con 17 anni di contributi effettivi ministero dell’interno assunzione 01.01.2004.
5 anni di contributi figurativi lsu dal 1998 al 2003.
Ho 9 settimane di contributi dell’anno 1978 e 16 settimane di disoccupazione 1993.
Vorrei restare a lavorare per avere almeno 20 anni di contributi effettivi ma il ministero dice che dovrò andare in pensione non supero il famoso 1,5 dell’ammontare della pensione ma il ministero dice che purtroppo anche se non supero 1 5 dovrò andare in pensione perché ho i famosi due mesi di contributi del 1978...esiste una formula per restare in servizio...grazie”

Trattenimento in servizio e pensione

La pubblica amministrazione è obbligata a collocare a riposo d’ufficio i propri dipendenti che:

  • al compimento dei 65 anni hanno raggiunto i requisiti di accesso alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 1 anno in meno per le donne)
  • al compimento dei 67 anni hanno raggiunto un qualsiasi diritto alla pensione.

Nel suo caso al compimento dei 67 anni raggiunge il diritto alla pensione di vecchiaia poiché, proprio grazie ai 2 mesi di contributi del 1978, ricade nel sistema di calcolo misto e non in quello contributivo. Senza quei due mesi di contributi avrebbe dovuto rispettare, infatti, anche il requisito di importo della pensione (che richiede che la pensione liquidata con il sistema contributivo sia pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale INPS), cosa che probabilmente avrebbe fatto slittare il suo pensionamento al compimento dei 71 anni.

Non può in alcun modo rimandare il pensionamento e non esiste nessuna formula per restare in servizio visto che sussiste proprio un obbligo per l’amministrazione di collocarla a riposo (anche per permettere l’accesso al lavoro delle giovani generazioni). Ma dovrebbe guardare anche al lato positivo della vicenda.

Quei due mesi di contributi, che lei vede come un intralcio al suo poter permanere al lavoro, le permetteranno di poter avere l’integrazione al minimo della pensione: se la sua pensione, infatti, risultasse di importo inferiore ai 500 euro proprio grazie a quei due mesi che la collocano nel sistema misto avrebbe l’integrazione al trattamento minimo che porterebbe l’importo a circa 515 euro mensili.

Nel sistema contributivo questa integrazione non è prevista e proprio per questo a 67 anni si richiede che l’importo della pensione sia pari ad un determinato importo per permettere l’accesso.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

Iscriviti a Money.it