Andare in pensione: quando e come, la guida completa

Simone Micocci

20/09/2021

27/09/2021 - 14:57

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Come e quando andare in pensione? A quanti anni si può smettere di lavorare? La guida completa con tutte le risposte.

Andare in pensione: quando e come, la guida completa

Sapere come andare in pensione è molto importante così da iniziare a programmare il proprio futuro dopo il lavoro. Anche perché, rispondendo alla domanda su come si va in pensione, automaticamente si capisce anche il quando, dubbio che almeno una volta si è posto ognuno di noi.

Il sistema pensionistico italiano è piuttosto complesso poiché ci sono diversi strumenti con i quali potete andare in pensione, per ognuno dei quali ci sono condizioni e requisiti differenti da rispettare. Fortunatamente se da una parte è piuttosto complicato capire quando andare in pensione, non lo è altrettanto comprendere come fare: come vedremo di seguito, infatti, inviare la domanda all’INPS è molto semplice.

Dopo questa breve introduzione possiamo dunque approfondire le regole per andare in pensione in Italia in questa guida dedicata.

Come e quando andare in pensione: calcolo degli anni di contributi

In primo luogo va sottolineato come il calcolo dell’età pensionabile al fine di determinare quando andare in pensione è calibrato solitamente su due requisiti fondamentali:

  • anzianità anagrafica: l’età di una persona dalla data di nascita;
  • anni di contributi: periodo di versamento dei contributi presso le casse previdenziali, Inps in primis.

Vediamo come operare il calcolo sull’età pensionabile nei casi principali, risolvendo così le maggiori incertezze sul tema quando vado in pensione.

Ai fini della determinazione dei requisiti richiesti per andare in pensione è utile conoscere come eseguire il calcolo degli anni di contributi. Essa rappresenta il periodo per il quale si sono versati i contributi, solitamente comprensivo dei periodi di lavoro regolari e dei contributi figurativi.

Da valutare in questo caso è l’estratto conto Inps, considerando nel calcolo le seguenti equivalenze:

  • 1 anno = 52 settimane
  • 1 mese = 4,333 settimane

Se si possiedono periodi di contribuzione in casse differenti è possibile sommare i vari momenti per anticipare la data della risposta su quando vado in pensione. Si può completare questa operazione sia con oneri (mediante la ricongiunzione), sia gratuitamente se in presenza di alcuni requisiti.

Quest’ultimo caso è previsto per il cumulo dei contributi e la totalizzazione.

Come e quando andare in pensione: tutte le opzioni disponibili

Ci sono diverse opzioni possibili per andare in pensione. Le regole, però, sono soggette a continuo aggiornamento: ad esempio, dal prossimo anno non si potrà più ricorrere alla cosiddetta Quota 100.

Per il momento, dunque, ci concentreremo sulle opzioni per il pensionamento in vigore fino al 31 dicembre 2021, guardando a quelli che sono i requisiti richiesti attualmente dalle varie opzioni.

Pensione di vecchiaia

Per questa opzione è richiesto il compimento dei 67 anni di età, oltre all’aver maturato 20 anni di contributi. Per i cosiddetti contributivi puri, ossia per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, è anche richiesto un assegno, maturato alla data del pensionamento, d’importo pari o superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

Pensione di vecchiaia (opzione contributiva)

Per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 - e non hanno dunque alcuna copertura previdenziale per i periodi precedenti - vi è una seconda opzione per il pensionamento di vecchiaia. Per questa è richiesta un’età anagrafica di 71 anni e appena 5 anni di contributi.

Pensione anticipata

La pensione anticipata consente l’accesso alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica. In questo caso si guarda solamente ai contributi, con differenze tra uomini e donne. Ai primi sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi, alle donne 41 anni e 10 mesi.

Pensione anticipata contributiva

Anche la pensione anticipata ha una propria opzione riservata ai contributivi puri. Questa prevede tre diversi requisiti: uno anagrafico, 64 anni di età, uno contributivo, 20 anni di contributi, e uno economico, con l’assegno che deve essere pari o superiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.

Pensione anticipata precoci (Quota 41)

La pensione anticipata ha però una terza opzione, riservata questa ai lavoratori precoci. Sono lavoratori precoci coloro che entro il compimento dei 19 anni di età hanno maturato 12 mesi di contributi. A questi è consentito il pensionamento con soli 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, ma solo se rientrano in una delle seguenti categorie:

  • disoccupati;
  • invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74%;
  • persone che assistono un familiare con grave disabilità;
  • addetti a lavori gravosi e usuranti.

Pensione con Opzione Donna

Anche per le lavoratrici donne vi è la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione. Questo è possibile con la cosiddetta Opzione Donna, misura che consente il pensionamento una volta maturati i seguenti requisiti:

  • 58 anni di età per le lavoratrici subordinate, 59 anni per le lavoratrici subordinate;
  • 35 anni di contributi.

Secondo l’attuale normativa, i suddetti requisiti devono essere maturati entro la data del 31 dicembre 2020. Parimenti, le lavoratrici che andranno in pensione con Opzione Donna dovranno accettare un ricalcolo contributivo dell’assegno.

Per Opzione Donna vi è una finestra mobile di 12 mesi per le lavoratrici subordinate, 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Pensione con Ape Sociale

Con l’anticipo pensionistico conosciuto come Ape Sociale non vi è un vero e proprio pensionamento. Per chi vi accede, infatti, c’è la possibilità di smettere di lavorare in anticipo percependo nel contempo un’indennità sostitutiva di cui si fa carico lo Stato. Per il pensionamento in sé bisognerà aspettare la maturazione dei suddetti requisiti.

Possono accedere all’Ape Sociale coloro che all’età di 63 anni hanno maturato 30 anni di contributi e fanno parte di una delle seguenti categorie:

  • disoccupati;
  • invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74%;
  • persone che assistono un familiare con grave disabilità.

Possono accedervi anche coloro che hanno svolto mansioni gravose o usuranti, ma in questo caso i contributi richiesti sono pari a 36 anni.

Pensione invalidi

Per gli invalidi civili al 100% con 20 anni di contributi vi è la possibilità di andare in pensione a 56 anni, se donne, o a 61 anni per gli uomini.

Quota 100

Infine, ancora per qualche mese si può accedere alla pensione con Quota 100, opzione che richiede che la somma tra età anagrafica e contributi previdenziali dia come risultato 100.

Esiste però un minimo, sia per l’età anagrafica - che non può essere meno di 62 anni - che per i contributi previdenziali che devono essere almeno pari a 38 anni.

Quota 100 cesserà di esistere dal 1° gennaio 2022.

A quanti anni si va in pensione?

Visto quanto appena detto, possiamo anche rispondere alla domanda su quanti anni servono per andare in pensione. È importante sottolineare che in Italia non esiste un’età minima per andare in pensione, in quanto - come visto sopra - ci sono delle opzioni che consentono il pensionamento a qualsiasi età.

Questo significa che, ad esempio, si può andare in pensione anche prima dei 60 anni, basta soddisfare i requisiti per la pensione anticipata. A tal proposito, ecco un elenco con tutte le opzioni possibili a seconda dell’età.

  • Pensione a 56 anni: pensione invalidità donne, pensione anticipata, Quota 41;
  • Pensione a 57 anni: pensione invalidità donne, pensione anticipata, Quota 41;
  • Pensione a 58 anni: pensione invalidità donne, pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna (lavoratrici subordinate);
  • Pensione a 59 anni: pensione invalidità donne, pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna (subordinate e autonome);
  • Pensione a 60 anni: pensione invalidità donne, pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna (subordinate e autonome);
  • Pensione a 61 anni: pensione invalidità (uomini e donne), pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna;
  • Pensione a 62 anni: Quota 100, pensione invalidità (uomini e donne), pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna;
  • Pensione a 63 anni: Quota 100, pensione invalidità (uomini e donne), pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna, Ape Sociale;
  • Pensione a 64 anni: Quota 100, pensione invalidità (uomini e donne), pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna, Ape Sociale, pensione anticipata contributiva;
  • Pensione a 65 anni: Quota 100, pensione invalidità (uomini e donne), pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna, Ape Sociale, pensione anticipata contributiva;
  • Pensione a 66 anni: Quota 100, pensione invalidità (uomini e donne), pensione anticipata, Quota 41, pensione con Opzione Donna, Ape Sociale, pensione anticipata contributiva;
  • Pensione a 67 anni: pensione di vecchiaia (la migliore una volta raggiunta la cosiddetta età pensionabile);
  • Pensione a 68 anni: pensione di vecchiaia;
  • Pensione a 69 anni: pensione di vecchiaia;
  • Pensione a 70 anni: pensione di vecchiaia;
  • Pensione a 71 anni: pensione di vecchiaia, pensione di vecchiaia contributiva.

    Come potete notare, più si avanza negli anni e più sono, ovviamente, le opzioni che consentono il pensionamento. Al raggiungimento dei 67 anni si parla solo di pensione di vecchiaia, in quanto è comunque la più conveniente.

Come fare domanda di pensione

Una volta raggiungi i requisiti per accedere ad una delle suddette tipologie di pensione, dovete presentare domanda all’INPS.

La domanda può essere inviata tramite l’area “Domanda web di pensione” disponibile nella sezione “servizi per il cittadino” del sito INPS; per l’invio telematico della domanda di pensione - che può essere utilizzato esclusivamente per le pensioni dirette di anzianità o di vecchiaia - è però necessario iscriversi al sito INPS, ottenendo così il PIN per accedere.

Alla domanda di pensione, poi, bisogna allegare i seguenti documenti:

  • copia del documento d’identità;
  • autocertificazione stato civile e di famiglia;
  • dati anagrafici e codice fiscale del coniuge;
  • informazioni sulla situazione assicurativa non presenti nell’estratto contributivo;
  • dichiarazione di cessazione di qualsiasi tipo di attività di lavoro alle dipendenze di terzi. Non si può andare in pensione, infatti, se prima non si smette di lavorare.

Come anticipato, chi ha difficoltà nell’utilizzare il PC può comunicare personalmente la propria decisione di andare in pensione. Ci si può rivolgere, infatti, alla sede dell’INPS competente sul vostro territorio, presentando personalmente il modello preposto insieme agli altri documenti da allegare.

La domanda potrà essere inviata anche per mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo della sede INPS competente; inoltre, per avere un supporto nell’invio della domanda potete anche rivolgervi ad un patronato.

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