Pensione a 66 anni: come andarci con un anno di anticipo

Simone Micocci

22/09/2021

22/09/2021 - 12:08

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Come fare per anticipare l’accesso alla pensione di un anno? Ricorrendo ad alcune opzioni si può: ecco come smettere di lavorare a 66 anni.

Pensione a 66 anni: come andarci con un anno di anticipo

Come noto, e come trattato più volte in queste pagine, il diritto alla pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni di età: tuttavia, in alcune occasioni è possibile andarci anche con un anno di anticipo, ossia a 66 anni.

Va detto che sono diverse le opzioni che consentono di andare in pensione a 66 anni, e dunque un anno prima rispetto a quanto previsto per la pensione di vecchiaia, e il nostro obiettivo è quello di fare chiarezza su ognuna di queste.

Quando si programma l’uscita dal lavoro, infatti, è bene prendere in considerazione tutte le opzioni possibili così da avere una panoramica completa e decidere qual è la miglior soluzione in base alla propria situazione.

Vediamo, dunque, quali sono queste opzioni partendo proprio dalla pensione di vecchiaia.

Andare in pensione a 66 anni con la pensione di vecchiaia

Potrebbe sembrare un errore, d’altronde poco prima vi abbiamo spiegato che per l’accesso alla pensione di vecchiaia serve aver compiuto 67 anni di età. Non ci siamo sbagliati, in alcune condizioni è possibile andarci con qualche mese di anticipo.

Questa possibilità è stata riservata a:

  • Lavoratori gravosi: questo beneficio interessa quei lavoratori che sono stati impiegati in una delle 15 categorie professionali riconosciute come gravose ai sensi della legge 232/2016. Si tratta degli stessi lavoratori che possono beneficiare anche di altre agevolazioni sulla pensione, come ad esempio di Quota 41 e dell’Ape Sociale. Va detto, però, che nel caso in cui i lavoratori gravosi abbiano già avuto accesso all’Ape Sociale non è riconosciuta la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione a 66 anni e 7 mesi. Affinché possano essere riconosciuti come lavoratori gravosi, però, è anche necessario aver svolto questa attività per almeno sette anni negli ultimi dieci anni che precedono l’accesso alla pensione.
  • Lavoratori usuranti: La stessa possibilità è riconosciuta ai lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, come descritti dal decreto del Ministero del Lavoro del 18 maggio 1999. Ad esempio, questo ha riconosciuto agevolazioni per la pensione ai soggetti che hanno svolto lavori in galleria, cava o miniera, oppure hanno lavorato in condizioni di alte temperature. Anche in questo caso sono richiesti però alcuni requisiti aggiuntivi: in primis l’attività usurante deve essere stata svolta per almeno metà della vita lavorativa, o comunque per almeno sette anni negli ultimi dieci.
  • lavoratori notturni, ossia coloro che sono impiegati per almeno 64 notti l’anno.

Chi rientra nelle suddette categorie può accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, ma in questo caso i contributi richiesti sono pari a 30 anni. Si tratta di una possibilità che è bene sottolineare non riguarda i lavoratori autonomi, ma solo i dipendenti.

Altra possibilità per accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni (esatti in questo caso), è quella riservata alle donne. È l’articolo 1 (commi 12, 23, e 40 lettera C) della Legge 335/1995, la cosiddetta Legge Dini, a prevederlo.

Questa riconosce ai lavoratori che al 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni la possibilità di optare per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo. In tal caso è possibile andare in pensione anche con soli 15 anni di contributi, a patto che 5 anni facciano riferimento al regime contributivo.

Oltre a questa agevolazione viene riconosciuto uno sconto anagrafico per le donne: 4 mesi in meno per ogni figlio. Chi ha avuto almeno tre figli, quindi, può andarci con un anno di anticipo (il massimo che si può anticipare), con l’accesso alla pensione di vecchiaia che in quel caso sarebbe a 66 anni anziché 67.

Pensione a 66 anni: le altre opzioni

Ci sono poi altre opzioni che consentono di andare in pensione a 66 anni. Intanto quelle misure che non richiedono un’età minima. Ad esempio, è il caso della:

  • pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • pensione anticipata precoci: 41 anni di contributi (Quota 41).

Soddisfando i requisiti per l’accesso a una delle suddette misure è possibile andare in pensione a qualsiasi età, eventualmente anche a 66 anni.

Ancora per pochi mesi, inoltre, si può andare in pensione con un anno di anticipo maturando i requisiti per Quota 100. Per andarci a 66 anni bisogna aver maturato almeno 38 anni di contributi (è il minimo richiesto) entro la data del 31 dicembre 2021.

E ancora: chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, e dunque rientra interamente del regime contributivo, può vedere se soddisfa i requisiti per l’opzione contributiva della pensione anticipata. I requisiti? Età minima 64 anni (quindi ci siete), 20 anni di contributi e un assegno d’importo pari o superiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.

Ricordiamo poi che gli inabili al lavoro (percentuale di riduzione della capacità lavorativa del 100%) possono andare in pensione molto prima: 61 anni gli uomini, 56 anni le donne. Sono richiesti 20 anni di contributi.

Infine ci sarebbe la possibilità offerta da Opzione Donna, che tuttavia a così pochi mesi dal raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia non sembra essere così conveniente.

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