Regno Unito: riusciranno i banchieri a continuare a ricevere cospicui bonus dopo l’accordo con la UE?

Uno dei punti piu’ discussi dell’accordo e’ il trattamento economico dei “capitani di banca” britannici: vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo

Sin dal 2014 e’ in vigore in tutta la UE una nuova regolamentazione riguardante l’entita’ dei bonus erogabili ai banchieri: essi non possono essere superiori al doppio dello stipendio da loro percepito, e possono essere raddoppiati solo con il consenso degli azionisti.

E sin da allora, i governi britannici guidati da David Cameron si oppongono a tale disposizione: era infatti intenzione del Cancelliere dello Scacchiere (il cui equivalente italiano sarebbe il Ministro dell’Economia e delle Finanze) George Osborne intraprendere una battaglia legale per abolirla, ma tale intenzione e’ stata lasciata cadere quando la Corte Europea di Giustizia decise che le nuove regole sono perfettamente legittime.

L’accordo raggiunto la settimana scorsa tra Regno Unito e Unione Europea a riguardo della possibile permanenza dei britannici nella UE non prevede nulla di esplicito su questo punto; ciononostante e’ possibile immaginare che anche di questo si sia parlato durante le riunioni avute da Cameron e i suoi a Bruxelles, se e’ vero, come annuncia il Financial Times, che la Commissaria Europea alla Giustizia e alla Tutela dei Consumatori, Vera Jourova, crede che le regole riguardanti i bonus debbano essere applicate piu’ flessibilmente o riscritte. Le paure che circolano negli ambienti della City riguardano anche la possibilita’ di perdere i migliori professionisti del settore, che potrebbero trasferirsi altrove attratti da migliori paghe.

Secondo dati dell’Ufficio Nazionale Statistiche (ONS) del Regno Unito, nel 2015 i bonus medi pagati ai lavoratori del settore finanziario sono scesi da 13.900 a 13.100 pound, mentre il totale e’ stato di 13.6 miliardi di pound, un quarto in meno rispetto al picco raggiunto nel 2008 (18,7 miliardi); all’interno dello stesso settore i pagamenti non sono eguali, dato che i top manager possono arrivare a ricevere milioni di sterline, mentre professionisti piu’ “ordinari” molto meno. Tali bonus sono otto volte superiori a quelli percepiti in altre professioni, e ancora oggi il bonus finanziario medio rappresenta quasi la meta’ del salario medio britannico (27.607 sterline). Un investment banker prende circa 134.000 sterline all’anno piu’ 130.000, in media, di bonus.

La Banca d’Inghilterra ha di recente sostenuto (p.15, lettera D) che la regolamentazione europea sui bonus e’ controproducente sulla base del fatto che, a suo avviso, una parte sostanziosa della paga dei banchieri dovrebbe essere soggetta a rischio, cosi’ da poter essere aggiustata anche verso il basso se il loro comportamento non fosse positivo. Osborne in passato aveva anche affermato che ridurre i bonus potrebbe lasciare spazio ad aumenti eccessivi degli stipendi di base.

Per contro, uno studio del 2014 di economisti della Banca di Finlandia e dell’Universita’ del Singapore argomenta che un tetto ai bonus dei banchieri riduce l’eccessiva esposizione al rischio.

Punti di vista che vanno sicuramente approfonditi, visto che proprio l’eccesso di rischio intrapreso dalle banche e’ stato il detonatore di piu’ crisi finanziarie.

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