L’UE raccomanda alle compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo iraniano

Ilena D’Errico

15 Febbraio 2026 - 18:40

Niente voli civili in questo spazio aereo. L’avvertimento dell’Agenzia Ue per la sicurezza aerea non lascia spazio a errori.

L’UE raccomanda alle compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo iraniano

Le tensioni tra Iran e Stati Uniti sono ancora lontane a livelli allarmanti e costringono tutti i Paesi del mondo ad agire di conseguenza per ritagliarsi lo spazio che ritengono opportuno in questa dinamica, ma soprattutto a precauzioni di sicurezza per salvaguardare i propri cittadini. Questo vuol dire che cominciano a sommarsi piccole ma significative ripercussioni pratiche per milioni di cittadini che non sono in alcun modo coinvolti nel conflitto. E quando questo accade significa che la stabilità internazionale si sta sgretolando in maniera ancora più massiccia. Nonostante ciò, non sorprende affatto la precauzione europea di limitare i voli sullo spazio iraniano.

Teheran è in uno stato di massima allerta e Washington resta imprevedibile. Nel nuovo comunicato, infatti, l’Agenzia Ue per la sicurezza aerea (Easa) raccomanda alle compagnie di non operare sullo spazio aereo iraniano a nessuna altitudine. È questa la principale di una serie di precauzioni emanate dall’Easa per scongiurare incidenti, anche perché il proseguimento dei negoziati tra Iran e Stati Uniti fatica ad apparire rassicurante. Nel frattempo, è meglio che gli aerei evitino lo spazio di Teheran, così da evitare il rischio di errata identificazione da parte della difesa iraniana o il coinvolgimento in azioni militari.

L’Ue raccomanda alle compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo iraniano

Il bollettino di venerdì 13 febbraio dell’Easa non lascia spazio a deduzioni. Le compagnie aeree sono invitate a evitare lo spazio aereo dell’Iran “FIR Teheran (OIIX)” per ogni latitudine e livello di volo. Gli aerei commerciali potrebbero essere identificati scorrettamente dalle Forze armate iraniane, che sono in uno stato di massima agitazione a seguito delle minacce israeliane e statunitensi. “La situazione attuale e il potenziale di un’azione militare statunitense, che ha posto le forze di difesa aerea iraniane in stato di massima allerta” leggiamo infatti nel comunicato dell’Easa.

Il termometro sale con le proteste nel Paese e la durissima repressione utilizzata per sedarle, ma anche con l’incertezza sulle mosse di Trump. In ogni caso, “la presenza e il possibile utilizzo di un’ampia gamma di armi e sistemi di difesa aerea” impone cautela per tutti i voli civili. Aggiungiamo anche l’inaspettata chiusura dello spazio aereo operata da Teheran nelle prime ore di giovedì 12 febbraio, ripercuotendosi negativamente sull’aviazione fondamentale vista la posizione strategica, sebbene in modo limitato grazie alle limitazioni che molte compagnie già seguivano. La stessa Ue, peraltro, aveva emanato un avviso analogo anche nel bollettino di gennaio, che ora ha deciso di prorogare.

Anche la chiusura di 5 ore dello spazio aereo dell’Iran è stata motivata dal timore di un attacco statunitense, tanto che sono state sospese anche le condanne a morte, ed è tutto un dire.

Trump continua i negoziati, ha «deciso da solo»

Almeno fino al 31 marzo, dunque, lo spazio aereo iraniano deve essere evitato dai voli civili, ma la cautela non può certo esaurirsi così. L’Unione europea chiede alle compagnie aeree anche di intensificare la prudenza in tutta l’area circostante, con particolare attenzione ai Paesi che ospitano basi militari statunitensi. È opportuno che i vettori pianifichino le rotte tenendo conto di queste criticità, prevedendo piani di emergenza adeguati. In ogni caso, l’Agenzia europea raccomanda di monitorare con costanza le informazioni aeronautiche e le istruzioni delle autorità per evitare zone calde.

Nel frattempo proseguono i negoziati con Washington, che il tycoon nega fermamente essere attribuiti alle pressioni dei Paesi arabi o di Netanyahu. La Casa Bianca dice che è stata una decisione autonoma del presidente quella di evitare un’offensiva, ma comunque rincara la dose delle minacce intimando all’Iran di porre fine alla sanguinosa repressione dei manifestanti. Secondo l’associazione norvegese Iran Human Rights si contano più di 3.400 morti dall’inizio delle proteste il 28 dicembre 2025, ma è una cifra considerevolmente al ribasso, vista l’ovvia mancanza di dati ufficiali.

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