In arrivo nuovi incentivi auto in Europa. L’obiettivo? Bloccare le macchine cinesi

Andrea Fabbri

23 Febbraio 2026 - 20:21

L’UE potrebbe rivoluzionare gli incentivi auto per frenare il boom delle macchine cinesi a basso costo. Ecco cosa cambierà per chi compra un mezzo nuovo

In arrivo nuovi incentivi auto in Europa. L’obiettivo? Bloccare le macchine cinesi

Fino a oggi gli incentivi auto sono stati assegnati in base alle emissioni prodotte dal mezzo. Ovvero meno la macchina è inquinante e più soldi riceve il compratore.

Una strategia che, purtroppo, non sta pagando. L’Europa ha un mercato automobilistico costantemente “attaccato” dalla produzione americana e giapponese e l’arrivo nell’arena delle auto cinesi a basso costo è stato il colpo di grazia.

Ecco perché il 25 febbraio verrà pubblicato l’Industrial Accelerator Act che dovrebbe rivedere i criteri di assegnazione degli incentivi e adottare misure per proteggere le aziende europee dall’assalto delle vetture asiatiche.

Come cambierebbero i criteri per gli incentivi

Le prime bozze della riforma, visionate dal Financial Times, parlano di un documento che ha come primo obiettivo quello di proteggere i lavoratori e la produzione UE.

Gli incentivi nazionali saranno ancora concessi, ma a patto che i modelli elettrici, ibridi o a idrogeno vengano assemblati nei Paesi Europei e abbiano almeno il 70% dei componenti realizzati all’interno dell’Unione. Una percentuale, quest’ultima, dal cui calcolo rimarrebbe esclusa la batteria.

La scelta di non considerare il componente più costoso delle auto “green” è all’insegna del realismo: nella costruzione delle batterie le aziende cinesi sono al momento imbattibili ed escluderle dal computo permetterebbe alle aziende europee di continuare a importarle dall’Asia senza rinunciare agli incentivi.

Una misura per contrastare l’avanzata delle auto cinesi

Se la misura proposta venisse confermata senza modifiche, eliminerebbe in un colpo solo tutti gli incentivi “eco” per le auto costruite in Cina e per le aziende europee che hanno deciso di delocalizzare la propria produzione nel Paese del Dragone.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione. Prima dell’Industrial Accelerator Act, l’unico fattore discriminante per l’accesso agli incentivi erano le emissioni. Oggi la priorità si sposta dalla semplice decarbonizzazione a un’ottica di riduzione dei gas serra abbinata alla salvaguardia della forza lavoro europea.

Il Green Deal, con la sua imposizione a vietare i motori termici entro il 2035, si sta dimostrando troppo ambizioso e viene corretta la rotta.

L’approccio, quindi, si trasforma da ideologico a pragmatico e le nuove regole sugli incentivi rispondono alle pressioni dei grandi gruppi automobilistici che da anni chiedono un campo di gioco “equo” rispetto alla produzione cinese, le cui auto hanno prezzi incredibilmente bassi grazie ai costi energetici e del lavoro decisamente inferiori a quelli europei.

Cosa cambierebbe per l’Italia

L’adozione delle misure protezionistiche europee rischia di avere un impatto decisivo anche sul mercato italiano, in cui le auto cinesi stanno dominando le classifiche per numero di nuove immatricolazioni.

In questo momento è possibile acquistare una macchina cinese a poche migliaia di euro grazie a incentivi statali che possono arrivare a coprire il 30-40% del prezzo del nuovo. Forse tra pochi mesi non sarà più così e i mezzi cinesi potrebbero diventare molto più cari rispetto a quelli creati in Francia, in Spagna o in Germania.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.