Frenare prima dell’autovelox funziona? Ecco la verità

Ilena D’Errico

10 Aprile 2026 - 21:05

Frenare in prossimità dell’autovelox e superare i limiti di velocità per tutto il resto del tratto stradale è una prassi condivisa, ma assai poco utile. Ecco perché.

Frenare prima dell’autovelox funziona? Ecco la verità

Per quanto necessari a verificare e incentivare il rispetto dei limiti di velocità, importante per la sicurezza, gli autovelox non piacciono a nessun conducente. Nella stragrande maggioranza dei casi l’intenzione dei guidatori è volta a evitare le multe piuttosto che a mantenere delle condizioni di guida sicure, sottovalutando l’impatto delle violazioni sulle probabilità di incidenti. Di fatto il superamento dei limiti di velocità è una delle infrazioni più comuni pressoché ovunque nel mondo, nonostante le multe salate, spesso corredate dalla perdita di vari punti dalla patente di guida. Per evitare queste conseguenze senza rinunciare alla velocità, diversi guidatori frenano prima dell’autovelox, rallentando bruscamente così che la velocità rilevata dallo strumento sia inferiore al limite. Eppure spesso continuano a ricevere i verbali a casa, magari chiedendosi anche se ci siano possibilità di contestarli. Ecco cosa c’è da sapere.

Frenare prima dell’autovelox funziona?

Frenare prima dell’autovelox per rientrare nei limiti di velocità ed evitare le multe è in generale una pessima idea. Anche tralasciando il fatto che un comportamento di questo genere è contrario alla legge, la quale impone il rispetto dei limiti su tutta la strada, bisogna considerare la pericolosità. Un brusco rallentamento in prossimità dell’autovelox può essere causa di incidenti se si viaggia a velocità elevate e, come spesso accade, con una fila di veicoli dietro altrettanto frettolosi. Ciò chiaramente non significa che si debba mantenere una velocità superiore ai limiti, ma solo che sia necessario privilegiare la sicurezza. Molto dipende dai tempi e dai modi con cui si sceglie di agire, atteso che rallentare se ci si accorge di superare i limiti è sempre doveroso.

Sfrecciare a tutta velocità per inchiodare in prossimità dell’autovelox e ripartire a tutto gas è una cosa ben diversa da ricordarsi del limite grazie all’autovelox e frenare velocemente per riprendere una marcia regolare. Serve un anticipo sufficiente perché la frenata abbia senso, ma in generale anche per evitare le multe. Per molti apparecchi di rilevamento della velocità installati sulle strade italiane (ed europee), frenare subito prima dell’autovelox è assolutamente inutile dal punto di vista delle sanzioni.

Lo strumento ovviamente rileva la velocità di passaggio, ridotta e presumibilmente entro i limiti, ma potrebbe aver registrato il percorso del veicolo anche prima. Esistono autovelox che rilevano esclusivamente la velocità in maniera istantanea, quindi esclusivamente nel momento in cui il veicolo attraversa il raggio di controllo dell’apparecchio. Con i velox di questo tipo, frenare nel momento giusto permette effettivamente di evitare le multe, per quanto ciò non significa che sia consigliabile.

D’altra parte, la violazione potrebbe essere accertata anche diversamente, per esempio dalle forze dell’ordine presenti o dai rilevamenti in caso di incidenti. Se comunque con gli autovelox istantanei le multe potrebbero essere evitate, ciò non si può dire per molti altri strumenti. Ci sono i tutor che rilevano la velocità media, in base al tempo in cui il veicolo è passato da un punto all’altro della strada, ma anche i nuovi radar che iniziano a registrare il veicolo con grande anticipo, a parecchi metri di distanza dall’autovelox. Non solo, sono in fase di sperimentazione autovelox che rilevano eventuali accelerate dopo il passaggio, un’abitudine assai diffusa, e così via.

Eccesso di velocità e autovelox

In generale, frenare prima dell’autovelox non funziona a evitare le multe e non è corretto, a meno che lo si faccia con l’intenzione di mantenere davvero una velocità consona e quindi ben prima dell’apparecchio. A tal proposito, si ricorda la presenza della segnaletica stradale, peraltro obbligatoria per la legittimità dei rilevamenti fatti con gli autovelox. In tema di contestazioni, è bene sapere che la Cassazione ha recentemente fatto dietrofront riguardo alla spinosa questione dell’omologazione. L’ordinanza n. 7374/2026 della Corte di Cassazione chiarisce che la mancanza di omologazione degli autovelox non è da sola insufficiente ad annullare una multa per eccesso di velocità, se l’apparecchio è stato periodicamente tarato e sottoposto alle verifiche tecniche richieste.

Un’intepretazione sicuramente contrapposta ai ben noti precedenti, ma che ricorda l’importanza di valutare in modo specifico ogni situazione. Nel caso concreto in questione, i giudici hanno potuto constatare che lo strumento funzionasse correttamente e confermare la violazione. Già l’ordinanza n. 10505/2024, infatti, aveva specificato che l’omologazione era fondamentale non tanto come requisito formale quanto per la conseguente previsione di controlli periodici frequenti. Quando questi ultimi ci sono stati e l’infrazione non suscita particolari dubbi è realisticamente difficile annullare una multa.

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