Nell’arco temporale 2020-2025 i prezzi dell’oro sono schizzati di oltre +230%. Ecco le banche centrali che più di tutte si sono catapultate ad acquistare (e a vendere) il metallo.
Quali sono le banche centrali che hanno fatto più incetta di oro, nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025? E quali, invece, quelle che lo hanno scaricato?
La risposta è in una tabella che è stata creata da Niccolo Conte di Visual Capitalist e che mostra nella parte superiore i Paesi che si sono lanciati in modo più febbrile nella corsa ad accapparrare il metallo giallo, bene rifugio per eccellenza che ha inanellato record continui negli ultimi anni e, nella parte inferiore, le economie che hanno deciso invece di mollare i lingotti.
Prezzi oro 2020-2025 in rally di oltre +230%. Le banche centrali che hanno fatto più shopping
La tabella copre un arco temporale di cinque anni, nel corso del quale i prezzi dell’oro sono volati di oltre il 230%.
Diversi i motivi che hanno indotto molte banche centrali a fare shopping di oro, che sono andati al di là del mero desiderio di disporre di un hedge per coprirsi dal rischio legato ad altri tipi di investimenti effettutati nel periodo.
C’è chi ha acquistato l’oro per rifugiarsi dall’escalation delle tensioni geopolitiche che, in questi ultimi cinque anni, sono state cosi tante da aver cambiato i connotati al pre-esistente ordine mondiale.
C’è chi lo ha fatto in un contesto di tassi di interesse in discesa (anche se non troppo), che ha reso meno appetibili gli asset che garantiscono rendimenti.
C’è chi ha optato infine per l’oro per adeguarsi a un processo di cui si parla da tempo, che prende il nome di de-dollarizzazione. processo che è stato acuìto dalla politica commerciale avviata a colpi di dazi e minacce varie dagli Stati Uniti guidati dalla seconda amministrazione di Donald Trump.
A fare più acquisti di oro sono state le banche centrali di Cina, Polonia, Turchia, India, Brasile.
Al primo posto, come si vede nella tabella, che è stata stilata sulla base dei dati forniti dal World Gold Council, è stata la Cina che, in cinque anni, ha visto le proprie riserve auree aumentare di 357,1 tonnellate.
Molto consistenti anche gli shopping della Polonia, che ha incrementato le riserve di 314,6 tonnellate.
Nella Top 10 delle banche centrali che hanno rimpinguato maggiormente i propri forzieri di oro, anche l’Azerbaijan, il Giappone, la Thailandia, l’Ungheria, Singapore.
Le banche centrali che hanno acquistato più oro dal 2020. E quelle che lo hanno più venduto
In cima alla classifica delle banche centrali che hanno acquistato maggiori quantità di oro nel periodo 2020-2025, compaiono la Cina e la Polonia. Tra quelle che lo hanno invece smobilizzato soprattutto le Filippine e il Kazakistan, ma anche la Germania e, in generale, l'area euro (Fonte Visual Capitalist, World Gold Council).
leggi anche
Quale futuro per il prezzo dell’oro?
Le banche centrali che hanno venduto più oro nel periodo 2020-2025
Ci sono state tuttavia diverse banche centrali che hanno anche deciso di vendere il loro oro.
Al primo posto, le Filippine, che si sono liberate di 65,2 tonnellate; seguono il Kazakistan e lo Sri Lanka.
Tra le banche centrali che hanno deciso di mollare l’oro anche la Bundesbank, la Banca centrale della Germania, che ha venduto 16,3 tonnellate di oro nell’arco degli ultimi 5 anni.
In generale, l’intera area euro è stata tra le aree geografiche che più di tutte hanno venduto oro: 10,8 tonnellate in tutto dal 2020.
Tra le economie europee che hanno deciso di ridurre le loro riserve, sebbene in misura modesta, anche la Finlandia e la Svizzera.
Nel frattempo, le quotazioni dell’oro scambiate sul Comex, che tanto sono schizzate anche dall’inizio del 2026, sono sotto pressione nella sessione odierna di martedì, 17 febbraio 2026, perdendo il 3% circa e allontanandosi dalla soglia psicologica dei $5000 l’oncia, oscillando attorno a 4,893.60 dollari. Il riferimento è ai futures sull’oro con scadenza ad aprile 2026.
© RIPRODUZIONE RISERVATA