Referendum, centrodestra diviso: le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi

Il centrodestra si presenta diviso al referendum sul taglio dei parlamentari. Le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi sul voto del 20 e 21 settembre.

Referendum, centrodestra diviso: le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi

Nuove crepe per l’unità del centrodestra in vista del referendum sul taglio dei parlamentari. Salvini, Meloni e Berlusconi si presentano con posizioni diverse rispetto al quesito referendario che si terrà il prossimo 20 e 21 settembre, nonostante tutti i tre partiti abbiano votato a favore in Parlamento.

Referendum: Giorgia Meloni favorevole al taglio dei parlamentari

Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia guidano insieme al Movimento 5 Stelle il fronte del Sì per il taglio dei parlamentari. In caso di un voto favorevole dei cittadini, questa inedita alleanza sarebbe quindi quella più legittimata a festeggiare il risultato.

Come in altre occasioni la deputata romana è riuscita a tenere compatto il movimento di cui è a capo, permettendo a FdI di conservare una posizione coerente durante tutto l’iter.

Infatti, dopo aver espresso il proprio assenso sia in Camera che in Senato durante le quattro letture previste, nessun esponente del partito ha firmato per richiedere il voto popolare confermativo o ha espresso alcun tipo di dissenso.

In vista della vittoria del Sì, la sera del 21 settembre Giorgia Meloni potrà vantarsi di essere stata tra le figure principali del panorama politico ad aver perseguito la sforbiciata delle poltrone, così come viene visto in ottica anti-casta.

Berlusconi per il No?

In un’intervista a La Nazione dei giorni scorsi, Silvio Berlusconi sembra aver posizionato Forza Italia nei comitati del No. Le sue preoccupazioni riguardano la possibilità che “fatto come lo vogliono i grillini, il taglio dei parlamentari rischia di essere solo un atto di demagogia che limita la rappresentanza, riduce la libertà e la nostra democrazia”.

Inoltre, lo stesso partito appare diviso, con la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini che si è espressa per il Sì, mentre la sua omologa al Senato Anna Maria Bernini si è definita contraria.

Stando ad alcuni rumor, Berlusconi starebbe quindi aspettando i risultati di alcuni sondaggi commissionati per prendere una decisione definitiva sulla propria collocazione nella consultazione elettorale.

Salvini: “Libertà di coscienza agli elettori della Lega”

Contrariamente al solito, Matteo Salvini sembra aver assunto un atteggiamento più timido sulla questione. La sua posizione ufficiale è il Sì, avendo promosso e votato la legge già durante il governo giallo-verde. Tuttavia, il leader della Lega ha lasciato libertà di coscienza agli elettori e ai parlamentari del Carroccio.

Un esempio è rappresentato da Claudio Borghi, deputato e responsabile economico del partito, il quale ha recentemente dichiarato che: “Riducendo il numero dei parlamentari si danneggia la rappresentanza dei cittadini e si favoriscono i poteri forti. Sarebbe il sogno della tecnocrazia”.

Secondo alcuni retroscena a Salvini non dispiacerebbe vedere sconfitti gli ex alleati pentastellati in una delle loro battaglie storiche. Un approccio del genere, quindi, gli garantirebbe di festeggiare per ambo i risultati.

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