Perché Francesca Pascale si è innamorata di Silvio Berlusconi? A Money Talks si racconta: dalla vita ad Arcore a cosa fa oggi, tra lavoro e impegno sui diritti.
Francesca Pascale torna davvero nei salotti romani? “Non ci sono mai stata”, risponde sorridendo, smontando uno dei luoghi comuni più diffusi su di lei. Un’immagine pubblica costruita negli anni soprattutto attorno alla relazione con Silvio Berlusconi, ma che oggi racconta solo una parte della sua storia.
Molti la ricordano infatti come l’ex compagna del fondatore di Forza Italia, protagonista della vita ad Arcore negli anni più osservati e discussi della politica italiana. Oggi però Pascale rivendica un percorso diverso, personale e professionale: “Costruisco appartamenti di lusso”, racconta durante l’intervista a Money Talks, spiegando come questa attività rappresenti anche un modo per portare avanti un desiderio che Berlusconi aveva coltivato negli ultimi anni della sua vita.
Accanto all’attività imprenditoriale, negli ultimi tempi Pascale si è fatta conoscere anche per il suo impegno sui diritti civili, in particolare attraverso il sostegno ai cosiddetti gay conservatori. Una posizione che, nelle sue parole, nasce proprio dalla volontà di dimostrare che anche nel mondo della destra può esistere uno spazio per le battaglie sui diritti e sull’inclusione.
Nonostante il lungo rapporto con la politica e i numerosi contatti costruiti negli anni, Pascale esclude però un suo ingresso diretto nelle istituzioni. L’ipotesi, racconta, le è stata proposta più volte: prima dallo stesso Berlusconi, poi anche da Matteo Renzi e dai Radicali. Ma oggi la risposta resta la stessa: nessuna “discesa in campo”, neanche in una fase in cui Forza Italia appare alla ricerca di nuovi volti.
Durante l’intervista il racconto torna inevitabilmente anche al passato e agli anni vissuti ad Arcore. Pascale lo fa senza retorica ma con una certa nostalgia, spiegando cosa l’abbia fatta innamorare di Berlusconi: un uomo che, racconta, non si è limitato a sostenerla economicamente ma che le ha dato anche una grande forza personale. La sua scomparsa, ammette, ha lasciato un vuoto enorme nella sua vita.
Un dialogo che alterna politica, diritti e vita privata, offrendo il ritratto di una figura che negli anni ha cercato di costruire una propria identità pubblica oltre l’etichetta, inevitabile ma riduttiva, di “ex fidanzata di Silvio Berlusconi”.
“Perché mi sono innamorata di Silvio Berlusconi”
Nel corso dell’intervista Francesca Pascale torna più volte sugli anni trascorsi accanto a Silvio Berlusconi, raccontando cosa l’abbia colpita davvero dell’uomo prima ancora che del leader politico.
Secondo Pascale, la prima cosa che l’ha conquistata non è stata il potere o la notorietà, ma la sua storia personale. “Una persona del 1936, partita da zero, da una famiglia normale milanese, è riuscita a costruire un impero infinito fatto di innovazione e progresso”, spiega. Un talento imprenditoriale che, a suo giudizio, lo rende uno dei più grandi costruttori di futuro della sua generazione. “Oggi abbiamo imprenditori che guardano al futuro come Elon Musk, ma nella sua epoca Berlusconi è stato uno dei più grandi”.
Il racconto diventa ancora più personale quando Pascale descrive la vita quotidiana ad Arcore, lontana dall’immagine spesso raccontata nei media. La routine di Berlusconi, ricorda, era quasi militare. Si andava a dormire tardi, spesso verso le due e mezza di notte, ma la giornata iniziava comunque all’alba: “Alle cinque del mattino era già sveglio e leggeva tutti i giornali del pianeta”.
Sul tavolo c’erano evidenziatori e blocchi per gli appunti. Berlusconi leggeva ogni testata, anche quelle più critiche nei suoi confronti come Il Fatto Quotidiano. “Sottolineava i passaggi più importanti, prendeva note e alle sette si faceva colazione. Poi iniziava la sua giornata di lavoro fatta di incontri e riunioni”.
Per Pascale quella disciplina è stata una vera scuola di vita. “Non ho sciupato il tempo che ho passato con lui”, racconta. Non solo per ciò che ha imparato sull’imprenditoria, ma soprattutto per l’approccio al lavoro e ai problemi.
Tra gli aneddoti più curiosi sulla vita ad Arcore c’è anche quello legato al famoso “lettone di Putin”, finito per anni nei racconti mediatici e perfino nelle carte giudiziarie. In realtà, spiega Pascale, non si trattava affatto di un letto: “Era un quadro che Putin aveva regalato a Berlusconi e che raffigurava una grande stanza degli oligarchi con un enorme letto a baldacchino. Ma era solo un dipinto”.
La villa era animata da un via vai continuo di persone: politici, collaboratori, assistenti e personale domestico. Tutto era gestito da una struttura organizzativa molto ampia, coordinata dalla segreteria del leader di Forza Italia. E proprio nel rapporto con chi lavorava per lui Pascale dice di aver scoperto un’altra caratteristica di Berlusconi: la capacità di creare un legame forte con il suo staff. “Il personale era quasi fan del datore di lavoro. Non succede spesso”.
Ripensando a quegli anni, Pascale ammette che non è stato sempre facile vivere sotto i riflettori e affrontare gli stereotipi legati alla loro differenza d’età. “All’inizio fa male, perché non sei abituata. Poi impari e ti scivola addosso”.
Ma, nonostante le critiche e le polemiche, il ricordo che conserva è soprattutto quello di una relazione intensa, costruita nella quotidianità e nella condivisione della vita pubblica e privata di uno degli uomini più influenti della politica italiana.
Berlusconi come Trump? Ecco perché non esisterà un altro Silvio
Nel corso dell’intervista Francesca Pascale affronta anche un paragone che negli ultimi anni è stato fatto spesso: quello tra Silvio Berlusconi e Donald Trump. Due leader imprenditori entrati in politica e capaci di costruire un rapporto diretto con il proprio elettorato.
Secondo Pascale, però, l’accostamento funziona solo fino a un certo punto. Berlusconi e Trump condividono alcune caratteristiche - come il successo nel mondo degli affari, il linguaggio diretto, la capacità di parlare a un pubblico molto ampio - ma appartengono a contesti profondamente diversi.
Nel suo racconto, Berlusconi resta una figura difficilmente replicabile nella politica italiana. Non soltanto per il suo percorso imprenditoriale, ma soprattutto per la capacità di interpretare un momento storico preciso. Negli anni Novanta, spiega Pascale, è riuscito a costruire un progetto politico nuovo proprio quando il sistema dei partiti tradizionali era entrato in crisi.
È questa combinazione di fattori che secondo lei rende Berlusconi un caso unico, quello di un leader capace di tenere insieme mondi diversi, dall’imprenditoria alla televisione, fino alla politica. Per questo Pascale è convinta che non esisterà un “nuovo Berlusconi”. Non perché manchino imprenditori o figure carismatiche, ma perché è cambiato il contesto in cui quel tipo di leadership è nata e si è affermata.
Oggi, conclude, la politica vive una fase molto diversa, fatta di leadership più frammentate e di partiti meno personalistici. Proprio per questo la stagione politica inaugurata da Berlusconi resta, nel bene e nel male, un’esperienza difficilmente ripetibile.
Cosa fa oggi Francesca Pascale?
Oggi Francesca Pascale ha scelto di costruire un percorso professionale lontano dalla politica attiva, concentrandosi soprattutto sull’imprenditoria. Durante l’intervista racconta infatti di aver avviato una società immobiliare con cui realizza appartamenti di lusso, un progetto che per lei ha anche un significato personale.
“Costruisco appartamenti di lusso”, spiega, aggiungendo che in questo modo porta avanti anche un desiderio che aveva condiviso con Silvio Berlusconi negli anni trascorsi insieme. L’esperienza vissuta accanto all’ex presidente del Consiglio, racconta, le ha insegnato molto soprattutto sul modo di lavorare, sull’organizzazione e sulla visione imprenditoriale.
Accanto all’attività immobiliare, Pascale continua a essere molto attiva sul piano civile e culturale, in particolare sulle battaglie legate ai diritti. Negli ultimi anni si è infatti avvicinata al movimento dei gay conservatori, sostenendo l’idea che anche nel mondo della destra possa esserci spazio per un impegno sui diritti e sull’inclusione.
Nonostante il forte legame con la politica - e le diverse proposte ricevute nel tempo - Pascale esclude però un suo ingresso diretto nelle istituzioni. Come racconta nell’intervista, in passato la candidatura le era stata proposta dallo stesso Berlusconi ma anche da altri leader politici. Oggi, però, preferisce rimanere fuori dalla competizione elettorale e dedicarsi ai suoi progetti personali e imprenditoriali.
Un percorso che segna una nuova fase della sua vita, lontana dai riflettori della politica ma ancora molto presente nel dibattito pubblico.
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