Reddito di cittadinanza: le 3 novità in arrivo con la riforma

Teresa Maddonni

6 Settembre 2021 - 14:04

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Il reddito di cittadinanza verrà modificato e 3 sono le possibili novità che riguardano affitto, famiglie numerose e che vivono al Nord e stranieri, insieme alla riforma delle politiche attive.

Reddito di cittadinanza: le 3 novità in arrivo con la riforma

Reddito di cittadinanza: cambierà e potrebbero essere 3 le novità in arrivo insieme alla riforma delle politiche attive del lavoro.

Nulla di certo ancora, ma le proposte per la riforma del reddito di cittadinanza sono state avanzate dal Comitato scientifico presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno e si snodano in 3 punti fondamentali che riguardano: famiglie con molti figli, residenti al Nord e immigrati.

Il reddito di cittadinanza, e la sua riforma, è strettamente legato al dossier sulle politiche attive del lavoro che giovedì il governo dovrebbe presentare ai sindacati. Il ministro Orlando è al lavoro anche sulla riforma degli ammortizzatori sociali.

Il reddito di cittadinanza è stato oggetto di polemiche nelle ultime settimane con il dibattito che si è spostato ieri al Forum Ambrosetti di Cernobbio, tra Meloni e Salvini che vogliono eliminarlo, Renzi che propone un referendum e Conte che difende la misura appoggiando l’operato di Orlando.

Reddito di cittadinanza: nella riforma famiglie numerose, immigrati e Nord

Il reddito di cittadinanza è destinato a cambiare e nella riforma con le proposte del Comitato di Saraceno i punti da modificare potrebbero riguardare:

  • famiglie numerose;
  • residenti al Nord;
  • immigrati.

Nel dettaglio tra le proposte di riforma del reddito di cittadinanza, come anticipa La Stampa, che riguardano i 3 punti sopra elencati troviamo:

  • La necessità di modificare i criteri di attribuzione del reddito di cittadinanza modificando la scala di equivalenza. La maggior parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza, stando agli ultimi dati in merito, sono i single (44%) mentre i nuclei con figli minori, le famiglie numerose, che sono anche le più bisognose, risultano svantaggiate. L’obiettivo è alzare la scala per i minori portandola a un valore maggiore di 0,2 con il conseguente innalzamento della soglia del reddito entro la quale è possibile ottenere il sussidio e così anche dell’importo del beneficio da destinare alle famiglie numerose.
  • Il costo della vita al Nord è maggiore che nei piccoli centri del Sud, ma il valore del reddito di cittadinanza è identico ovunque in Italia. Uno degli elementi quindi sul quale si vorrebbe intervenire è proprio questo, vale a dire ricalibrare la misura dando un valore differente alla quota RdC legata all’affitto.
  • Altro elemento riguarda gli stranieri, laddove a fronte delle famiglie di immigrati che versano in condizione di difficoltà sono troppo poche quelle che ricevono il reddito di cittadinanza. Su 2,6 milioni di cittadini italiani toccati dal reddito di cittadinanza, come riporta il giornale di Torino, solo 327mila sono i cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE e 122mila cittadini europei, ma gli stranieri che nel nostro Paese sono in povertà assoluta secondo gli ultimi dati Istat sono 1,5 milioni. La riforma del reddito di cittadinanza dovrebbe allargare la platea dei beneficiari stranieri passando da 10 a 5 gli anni di residenza in Italia necessari per ottenere il sussidio.

Reddito di cittadinanza: cambia con la riforma delle politiche attive

Il reddito di cittadinanza cambia e con esso è prevista anche una riforma delle politiche attive del lavoro per far sì che non sia solo una misura di carattere assistenziale.

Secondo quanto anticipa il Messaggero giovedì il governo presenterà la bozza di riforma ai sindacati per una dote di 5 miliardi di euro. In particolare si pensa a due strumenti per incentivare l’occupazione, elemento questo che a detta dei detrattori manca al reddito di cittadinanza, e quindi:

  • Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori;
  • Pnc, Piano nuove competenze.

Per utilizzare questi strumenti, che verranno approfonditi nel meccanismo una volta che la riforma sarà nero su bianco, occorrerà:

  • rafforzare i Centri per l’Impiego incentivando le assunzioni con le risorse già previste per gli inserimenti dal 2019;
  • prevedere una collaborazione tra CpI e agenzie del lavoro private visto il ritardo delle Regioni;
  • rivedere l’assegno di ricollocazione;
  • sviluppare la piattaforma per incrociare domanda e offerta di lavoro.

Con il rafforzamento dei CpI sul fronte reddito di cittadinanza il governo dovrebbe dire addio ai Navigator per i quali il contratto è stato prorogato solo fino al 31 dicembre 2021.

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