Reddito di Cittadinanza: nel 2022 lo perde chi non va ogni mese al centro per l’impiego

Simone Micocci

5 Gennaio 2022 - 12:08

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Reddito di cittadinanza, nel 2022 debutta una novità: il sostegno decade a chi non si presenta almeno una volta al mese al centro per l’impiego. Ma va fatta chiarezza.

Reddito di Cittadinanza: nel 2022 lo perde chi non va ogni mese al centro per l'impiego

La Legge di Bilancio 2022 è riuscita a peggiorare il reddito di cittadinanza: difficile, infatti, che le novità introdotte possano in qualche modo risolvere le lacune registrate in questi ultimi anni.

Anzi, c’è una novità che rischia di mandare in tilt i centri per l’impiego e che per questo motivo è probabile che non verrà mai attuata. Si tratta dell’obbligo imposto dalla manovra finanziaria per tutti i beneficiari considerati occupabili, i quali almeno una volta al mese dovranno recarsi al centro per l’impiego per dimostrare di svolgere ricerca attiva di lavoro.

Una novità a dir poco impraticabile per la maggior parte dei centri per l’impiego e basta guardare i numeri per capirlo. Fatto sta che chi percepisce il reddito di cittadinanza deve guardarsi anche da questo nuovo obbligo, in quanto in caso di assenza alla convocazione scatterebbe persino la decadenza della prestazione.

Reddito di cittadinanza: lo perde chi non va una volta al mese al centro per l’impiego

L’obiettivo del Governo Draghi era di migliorare il funzionamento del reddito di cittadinanza, con una stretta per i furbetti. A tal proposito è positiva la novità che dà maggiori poteri all’INPS nella fase di controllo, mentre è discutibile la regola riguardante l’obbligo di presentarsi al centro per l’impiego almeno una volta al mese.

Nel dettaglio, la Legge di Bilancio 2022 aggiunge all’articolo 4 - comma 8, lettera B, numero 2 - del decreto 4/2019, convertito in legge 26/2019:

I beneficiari di cui al comma 7 sono tenuti ad accettare espressamente gli obblighi e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro in particolare svolgere ricerca attiva del lavoro, secondo le modalità definite nel Patto per il lavoro, che, comunque, individua il diario delle attività che devono essere svolte settimanalmente;

la seguente disposizione:

la ricerca attiva del lavoro è verificata presso il centro per l’impiego in presenza con frequenza almeno mensile; in caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio.

Almeno una volta al mese, dunque, i beneficiari del reddito di cittadinanza - ma solamente gli occupabili che hanno già sottoscritto un Patto di Lavoro con il centro per l’impiego - dovranno presentarsi nelle varie sedi territoriali per dimostrare il rispetto degli obblighi previsti, in particolare per quanto riguarda la ricerca attiva di lavoro.

Nel caso in cui non ci si presenti all’appuntamento, senza giustificato motivo, scatta la decadenza del reddito di cittadinanza, con la sanzione accessoria per cui non si può presentare una nuova domanda per i successivi 18 mesi, o 6 mesi nel caso dei nuclei familiari con minori o disabili.

La novità spiegata

È bene però fare chiarezza su questa novità, anche solo per evitare che i centri per l’impiego vengano presi d’assalto dai beneficiari che temono che il reddito di cittadinanza gli venga tolto.

Intanto ribadiamo che la suddetta novità si applica solamente nei confronti dei beneficiari occupabili e successivamente alla firma del Patto per il Lavoro. Oggi non c’è un termine entro quale il rispetto degli obblighi fissati dal Patto per il Lavoro devono essere verificati, ma con la Legge di Bilancio 2022 cambia tutto: come anticipato, infatti, qui si parla di verifica - presso il centro per l’impiego - almeno mensile.

Dovranno comunque essere i centri per l’impiego a convocare i beneficiari per le attività di verifica, con la facoltà di poterlo fare “almeno una volta al mese”. Senza convocazione e senza appuntamento, quindi, è inutile presentarsi visto che non si rischia alcuna sanzione.

Ma davvero i centri per l’impiego sono preparati ad assolvere un tale obbligo?

Perché la nuova novità rischia di restare impraticabile

Secondo i dati ANPAL, al 30 settembre 2021 i beneficiari del Reddito di Cittadinanza indirizzati ai centri per l’impiego sono stati 1,8 milioni, di cui poco più del 40% (circa 725 mila persone) hanno sottoscritto un Patto per il Lavoro.

In Italia ci sono 556 centri per l’impiego, con 8 mila dipendenti prima della riforma attuata con l’introduzione del reddito di cittadinanza con la quale è stata prevista l’assunzione di 11.600 nuovi operatori (solo una parte di questi però è già in servizio). Si aggiungono poi i 2.500 navigator di Anpal Servizi, per i quali la scadenza della collaborazione è stata rinviata al 30 aprile 2022.

Ebbene, non sappiamo quanti ancora siano i beneficiari con un Patto di Lavoro attivo, ma si tratta di numeri veramente troppo elevati per poter far sì che ogni mese il centro per l’impiego li possa richiamare anche solo per una verifica di pochi minuti. Una novità di fatto impraticabile; fa riflettere che ad averla prevista sono coloro che dovrebbero ben conoscere la situazione nei servizi pubblici per il lavoro.

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