RdC, patto di ricerca intensiva del lavoro: le sanzioni per chi non lo rispetta

Antonio Cosenza

31 Marzo 2021 - 08:30

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Reddito di Cittadinanza, sempre più beneficiari stanno intraprendendo il percorso di ricerca intensiva di una nuova occupazione. Come funziona e quali sono le sanzioni per chi non rispetta gli obblighi.

RdC, patto di ricerca intensiva del lavoro: le sanzioni per chi non lo rispetta

Chi prende il Reddito di Cittadinanza ed ha l’obbligo di firmare il Patto per il Lavoro prima o poi dovrà intraprendere un percorso di ricerca intensiva di una nuova occupazione, il cosiddetto PRI.

Sottolineiamo “prima o poi” poiché ad oggi il flusso operativo ha subito diversi intoppi: causa pandemia, infatti, l’assegno di ricollocazione che Anpal dovrebbe rilasciare a tutti i sottoscrittori del Patto per il Lavoro (entro i 30 giorni successivi alla firma) è stato riconosciuto ad un numero ridotto di beneficiari.

Ed è proprio il riconoscimento dell’assegno di ricollocazione (sul quale ci sono novità per quanto riguarda la comunicazione con i beneficiari) che dà avvio al percorso di ricerca intensiva. L’AdR stesso, infatti, è da considerare come un servizio personalizzato per la ricerca di una nuova occupazione finalizzato al reinserimento dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza nel mercato del lavoro (in tempi brevi).

Vediamo quindi in cosa consiste il patto di ricerca intensiva del lavoro, qual è la sua durata e - soprattutto - quali sono gli obblighi dei percettori del Reddito di Cittadinanza (con annesse sanzioni per chi non li rispetta).

Percorso di ricerca intensiva, Reddito di Cittadinanza: dove si intraprende?

Il servizio di assistenza intensiva nella ricerca di un lavoro può essere fruito presso diversi enti erogatori, quali:

  • Regioni, tramite i Centri per l’Impiego (non necessariamente quello competente nella propria zona di residenza);
  • Soggetti accreditati ai servizi per il lavoro a livello nazionale;
  • Soggetti accreditati ai servizi per il lavoro secondo i sistemi di accreditamento regionale.

È il percettore del Reddito di Cittadinanza a dover scegliere l’ente erogatore, e per farlo ha tempo 30 giorni dal riconoscimento dell’assegno di ricollocazione. Per chi non lo fa scatta la decadenza del beneficio economico.

Inoltre, se entro 30 giorni dalla scelta dell’ente erogatore questo non si attiva per la ricollocazione del beneficiario, quest’ultimo è obbligato a rivolgersi ad un altro ente erogatore entro i successivi 30 giorni.

Patto di ricerca intensiva di una nuova occupazione: come funziona?

Il percorso ha una durata di sei mesi, prorogabili di altri sei mesi (in accordo con l’ente erogatore). Questo, quindi, potrebbe concludersi con un insuccesso professionale (in caso di mancata ricollocazione del beneficiario) dopo sei o dodici, o in anticipo nel caso in cui - con il supporto dell’ente erogatore - si riesca ad intraprendere una nuova attività lavorativa.

Nel dettaglio, gli step di questo percorso sono i seguenti:

  • affiancamento di un tutor al beneficiario;
  • definizione e sottoscrizione di un programma di ricerca intensiva della nuova occupazione (PRI);
  • l’impegno del percettore del Reddito di Cittadinanza a svolgere le attività concordate con il tutor e di accettare una offerta di lavoro congrua.

Per il percettore del Reddito di Cittadinanza, quindi, vi è l’obbligo di presentarsi alle convocazioni dell’ente erogatore, il quale a sua volta è obbligato a comunicare al Centro per l’Impiego e all’Anpal qualsiasi rifiuto ingiustificato riguardante le attività concordate.

In caso di rifiuto, infatti, scattano le sanzioni previste dalla normativa (articolo 7 del decreto legge 4/2019), ossia:

  • decadenza del Reddito di Cittadinanza per chi non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • decadenza del Reddito di Cittadinanza per chi non accetta almeno una delle tre offerte congrue (nei successivi 18 mesi di fruizione va accettata già la prima offerta congrua).

E alle suddette sanzioni si aggiunge anche l’impossibilità di presentare una nuova domanda per il Reddito di Cittadinanza nei successivi 18 mesi dall’applicazione della sanzione, o nei successivi 6 mesi per quei nuclei familiari dove ci sono minorenni o disabili.

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