Quanto costerà il piano anti-Covid negli USA

Riccardo Lozzi

14 Dicembre 2020 - 20:00

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Il piano anti-Covid che il Congresso si prepara ad approvare costerà agli USA 908 miliardi di dollari, ma rimangono alcuni nodi da sciogliere tra Democratici e Repubblicani.

Quanto costerà il piano anti-Covid negli USA

Il Congresso degli Stati Uniti è pronto ad approvare un pacchetto di aiuti anti-Covid dal valore totale di 908 miliardi di dollari.

Il piano, che dovrà essere votato questa settimana sia dal Partito Democratico che Repubblicano, sarà diviso in due aree di intervento.

La prima, dal valore di 748 miliardi di dollari, riguarda i contributi nei confronti delle piccole imprese e dei disoccupati, insieme al programma di distribuzione del vaccino contro il coronavirus, di cui sono già pronte 3 milioni di dosi.

La seconda, equivalente a 160 miliardi di dollari, verrà messa a disposizione degli Stati e delle amministrazioni locali americane, oltre a finanziare la tutela delle responsabilità per le imprese.

Quanto costerà il piano anti-Covid in USA

Inizialmente lo stanziamento delle risorse doveva far parte di un’unica macroarea che sfiorava i 1.000 miliardi di dollari.

Tuttavia, se riguardo alla somministrazione del vaccino e i sussidi per i lavoratori non si sono riscontrate criticità insormontabili, l’altro punto continua a contrapporre i due principali partiti del sistema politico americano.

Infatti, i Democratici hanno spinto nelle scorse settimane per distribuire le risorse ai governi locali degli States, mentre il GOP vorrebbe indirizzarle verso le aziende private.

Lo scorporo, quindi, ha l’obiettivo di non mettere a rischio la parte più consistente delle protezioni finanziarie in caso lo scontro non si dovesse risolvere in maniera positiva.

L’appello di Biden per sbloccare 908 miliardi di dollari

Anche Joe Biden ha esortato i rappresentanti della Camera e del Senato a deliberare il piano di aiuti prima del suo insediamento che si terrà il prossimo 20 gennaio, anche se non è escluso che con l’inizio della nuova presidenza si potrebbero attivare nuove ulteriori risorse.

Per raggiungere questo traguardo è necessario che Capitol Hill riesca a ratificare il progetto di legge entro la mezzanotte di venerdì 18 dicembre, giorno in cui scade la possibilità di approvare la programmazione economica per l’anno fiscale già iniziato il 1° ottobre scorso.

In assenza di un accordo, l’amministrazione sarà costretta a eliminare anche i programmi riguardanti altre materie non collegate direttamente all’emergenza, causando milioni di nuovi licenziamenti in tutta la nazione.

I nodi da sciogliere tra Democratici e Repubblicani

In attesa dell’avvio ufficiale della prossima legislatura, che coinciderà anche con il mandato presidenziale di Biden, il Congresso è diviso, con il Partito Democratico che guida la Camera dei rappresentanti, e i Repubblicani che sono invece in prevalenza al Senato.

L’assenza di una stessa maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, la quale potrebbe verificarsi anche nei prossimi anni, potrebbe mettere dunque in difficoltà l’attuazione stessa dei fondi previsti.

Nonostante le divisioni, però, durante il weekend gli esponenti delle due forze politiche hanno rassicurato l’opinione pubblica, dicendosi certi di riuscire a trovare un punto di incontro nei prossimi giorni.

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