Programma di governo Lega-M5S: addio Equitalia e alla Fornero, sì al salario minimo

Inizia a prendere forma il possibile programma di un governo Lega-5 Stelle: bisogna trovare l’intesa ancora sul Reddito di Cittadinanza e sul Fisco.

Programma di governo Lega-M5S: addio Equitalia e alla Fornero, sì al salario minimo

Sono ore febbrili e decisive queste per la formazione del nuovo governo. Dopo il disco verde arrivato da Silvio Berlusconi, adesso spetta a Luigi Di Maio e Matteo Salvini trovare un accordo per arrivare alla tanto agognata fumata bianca.

Come viene ripetuto da giorni, prima si parlerà di temi e poi di nomi: Lega e Movimento 5 Stelle stanno quindi mettendo nero su bianco quello che sarà il loro programma di governo, con le prime indiscrezioni che già ci fanno capire quali saranno le convergenze e dove invece sarà più difficile trovare una posizione comune.

Il programma di governo Lega-5 Stelle

Alcune settimane fa ci aveva già provato il professore Giacinto della Cananea, per conto del Movimento 5 Stelle, a stilare un decalogo di punti per vedere dove era possibile giungere a un accordo con la Lega o il Partito Democratico.

Adesso però che i pentastellati stanno per siglare l’intesa con il carroccio, prima di individuare chi sarà il premier tutte le attenzioni sono rivolte al possibile programma di governo che dovrà essere la base di questo ormai imminente esecutivo giallo-verde.

Anche se ancora manca l’ufficialità, diverse sono già le convergenze che sarebbero state trovate tra i due partiti: entrambi dovranno rinunciare per forza di cose a qualcosa, ma non mancano al tempo stesso i punti d’incontro.

Con gli esperti dei due partiti già impegnati in un tavolo tecnico comune, vediamo allora quali sono gli argomenti che potrebbero formare l’ossatura del programma di governo Lega-Movimento 5 Stelle.

  • Abolizione/superamento legge Fornero (entrambi sono d’accordo nel sostituire la riforma con la Quota 100 e la Quota 41, bisogna solo capire quali saranno i tempi)
  • Assunzioni nelle Forze dell’Ordine
  • Chiusura Equitalia
  • Revisione della legge sulla Legittima Difesa
  • Sviluppo credito per le PMI
  • Istituzione di una No Flat Area
  • Revisione Jobs Act (dovrebbe rimanere il bonus Renzi di 80 euro)
  • Revisione Buona Scuola (in particolare verrebbero regionalizzati i concorsi per gli insegnanti)
  • Sostegno alle energie rinnovabili
  • Investimento nelle infrastrutture (ferrovie e porti)
  • Introduzione di un salario minimo garantito (Lega ancora titubante)
  • Introduzione agenti provocatori per far emergere situazioni di corruzione (anche qui Lega da convincere)
  • Tassare i giganti del web
  • Costruzione di nuove carceri

Sono diversi quindi i temi su cui sarebbe già stato trovato un accordo. All’appello però mancherebbero la maggior parte dei temi più importanti, in pratica quelli su cui è stata imbastita la recente campagna elettorale.

Anche se dopo il primo tavolo tecnico il grillino Alfonso Bonafede ha parlato di un programma che vedrà la presenza del Reddito di Ciitadinanza, della Flat Tax e del superamento della Fornero, soltanto quest’ultimo punto sembrerebbe essere sicuro. Sugli altri due invece si dovrà trattare.

Le distanze

Se guardiamo al programma elettorale dei 5 Stelle e a quello della Lega, gli argomenti più importanti dove ancora si starebbe trattando sono diversi: dal sostegno alle persone in difficoltà all’immigrazione, passando per la politica fiscale e quella internazionale. Gli scogli quindi non sembrerebbero mancare.

Il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle è da sempre stato il Reddito di Cittadinanza. La misura non è mai piaciuta a Salvini che spesso ha parlato di “assistenzialismo” a riguardo. Negli ultimi tempi però sono arrivate delle aperture da parte del carroccio, vincolando il tutto all’impegno di cercare al più presto un nuovo lavoro per i beneficiari.

Sull’altro fronte la Lega in campagna elettorale ha puntato tutto sulla Flat Tax che non entusiasma affatto i grillini. Di certo si cercherà di diminuire la pressione fiscale e di rivedere le aliquote, ma difficile che si arrivi a una soglia fissa valida per tutti.

Più facile invece trovare un accordo sulla politica estera. Non ci dovrebbe essere nessuno strappo con Bruxelles né tantomeno con la Nato, però senza dubbio si andrà ad aprire un canale privilegiato di dialogo con la Russia di Vladimir Putin.

Infine le distanze più ampie sono quelle sul campo dell’immigrazione. La Lega vorrebbe una politica di tolleranza zero, mentre i 5 Stelle puntano a migliorare e velocizzare il sistema di accoglienza. Su questo punto ci sarà molto da lavorare.

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