Poste, l’Antitrust indaga sulle raccomandate: i postini non le consegnano?

I postini lasciano l’avviso di giacenza senza prima controllare la presenza del destinatario: questa l’ipotesi dell’Autorità. Ecco cosa ha risposto Poste Italiane.

Poste, l'Antitrust indaga sulle raccomandate: i postini non le consegnano?

È arrivata la risposta di Poste Italiane in merito all’indagine dell’Antitrust per le raccomandate non consegnate.

In questi giorni è stata avviata un’istruttoria per accertare la presunta pratica commerciale scorretta e violazione del Codice del Consumo. L’ipotesi è che, invece di consegnare la raccomandata, i postini non verifichino la reale presenza del destinatario, ma lascino direttamente nella casella l’avviso di giacenza. Poste rischia una sanzione massima da 5 milioni di euro.

Con il comunicato diffuso Poste Italiane dichiara infondati i sospetti su una sua presunta strategia ingannevole verso i clienti e ribadisce la piena attuazione del Piano industriale, comunicato al mercato nel 2018, che prevede tra le altre cose 2,2 miliardi di euro di investimenti per il solo settore Corrispondenza, logistica e distribuzione, con l’obiettivo di migliorare i servizi a sostegno dei cittadini, delle imprese e della Pubblica amministrazione.

Antitrust indaga sulle raccomandate di Poste

Oggi, martedì 26 novembre, i funzionari dell’Autorità per la concorrenza e il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza hanno ispezionato gli uffici del Gruppo. L’operazione è partita dopo l’avvio dell’istruttoria “per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare, delle raccomandate”.

Tale pratica sarebbe stata attuata in violazione del Codice del Consumo. I clienti sarebbero infatti indotti “ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim” che evidenziano delle caratteristiche che, però, non vengono rispettate. I consumatori pagano quindi per un determinato servizio ma ne ricevono uno di livello inferiore, come la spedizione di lettera semplice.

L’Unione Nazionale Consumatori ha accolto la notizia, facendo appello affinché “si faccia luce sul servizio delle raccomandate, decisamente troppo caro e poco efficiente”. “Bisogna tornare ai tempi in cui il postino suona sempre due volte”, ha aggiunto l’Associazione di Consumatori.

I postini non controllano la presenza del destinatario?

L’Antitrust vuole verificare la sistematicità della pratica, che costringerebbe, spiega UNC, i clienti “a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta”.

Come ribadisce anche l’Autorità, se il postino non controlla nei dovuti tempi e modi la presenza del destinatario, si registra “uno slittamento dei tempi di consegna e un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato”.

Ma quella delle raccomandate non sarebbe l’unica pratica scorretta attuata da Poste Italiane. Secondo l’Antitrust, il Gruppo avrebbe infatti veicolato messaggi ingannevoli sulle condizioni economiche e di utilizzo del Ritiro digitale, ovvero il servizio alternativo alla consegna fisica delle raccomandate.

La notizia dell’indagine dell’Autorità, arrivata a mercati chiusi, potrebbe avere effetti sugli scambi di domani. Il titolo di Poste ha chiuso la giornata a -0,91%.

Poste Italiane risponde alle accuse: il comunicato stampa

In data odierna Poste Italiane ha diffuso un comunicato con cui intende chiarire la sua posizione in merito all’istruttoria AGCM.

Il Gruppo risponde che “L’ipotesi secondo la quale Poste Italiane abbia posto in essere azioni che ingannino i clienti in merito alle caratteristiche del prodotto raccomandata è priva di qualsiasi fondamento”. Poste fa presente che sarebbe contro l’interesse dell’azienda, in termini di efficienza e controllo dei costi, riconsegnare le raccomandate presso l’ufficio postale, anche alla luce del fatto che il ritiro in sede, in caso di avviso di giacenza, è gratuito per il destinatario.

Poste ha inoltre fatto sapere che nel corso del 2019 sono state consegnate oltre 120 milioni di raccomandate a fronte di meno di 1.000 reclami relativi agli avvisi di giacenza, ossia lo 0,000008% del totale delle raccomandate regolarmente gestite.

Ma non solo: l’azienda informa di operare controlli ispettivi serrati sulla qualità del servizio e l’intera filiera organizzativa, attuando provvedimenti disciplinari severi qualora si rende conto che non vengono rispettati gli standard previsti in materia.

Poste dichiara infondata anche l’ipotesi di aver “veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di ritiro digitale con riferimento alle condizioni economiche di utilizzo”. Infatti, come ampiamente documentabile, ogni strumento informativo, cartaceo o digitale, riporta in evidenza le condizioni del servizio peraltro assolutamente gratuito, opzionale e non alternativo rispetto alle tradizionali modalità di recapito”.

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4 commenti

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lorix • 1 mese fa

Scoperta dell’acqua calda. Comunque non sono i postini, ma Nexive che mette la ricevuta direttamente nella buca delle lettere senza citofonare. Ne ho pure visto in diretta uno, salire in contromano con il motorino, andare verso la buca delle lettere come un ninja e poi dileguarsi. Non dando nemmeno il tempo di aprire la porta di casa ...

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Ester • 1 mese fa

Confermo il comportamento scorretto e assolutamente poco professionale dei postini, questo accade ormai da moltissimi anni nel paese dove abito ovvero a casorate primo, il postino non ha mai citofonato per sapere se sono in casa, ma sistematicamente lascia gli avvisi di giacenza in casella!

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Anonymous • 1 mese fa

Finalmente scoperta “l’acqua bollente”
Quanti reclami da parte mia per questa raccomandata, risultato ZERO..

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Cristina Ciccarelli • 1 mese fa

Ben venga l’indagine, finirono sui giornali anche per truffe nei servizi finanziari.

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