Polizia senza assicurazione INAIL: in caso di infortunio chi paga? Il servizio di Striscia la Notizia

Polizia di Stato e Vigili del Fuoco non godono della copertura assicurativa INAIL: cosa succede in caso di infortunio sul lavoro?

Polizia senza assicurazione INAIL: in caso di infortunio chi paga? Il servizio di Striscia la Notizia

Cosa succede quando un poliziotto - o un vigile del fuoco - si fa male durante il servizio? Pensate che a differenza degli altri lavoratori dipendenti, né la Polizia di Stato né i Vigili del Fuoco hanno la copertura assicurativa INAIL che li tutela in caso di infortunio sul lavoro.

Anzi, mentre fino a qualche anno fa i Vigili del Fuoco potevano contare sulle tutele dell’ONA (Opera Nazionale di Assistenza), disdetta dal Governo nel 2013 per mancanza di fondi, la Polizia di Stato vive da sempre questa situazione.

Un problema di cui si è fatta portavoce Striscia la Notizia, che in questi giorni ha intervistato Enzo Fiorentino, segretario provinciale del SAP.

Nel servizio viene posta l’attenzione sulla grave mancanza del nostro ordinamento; come si può affidare la sicurezza del Paese in mano a delle persone che a loro volta non sono assicurate dai rischi che derivano dal loro lavoro?

Quella appoggiata da Striscia la Notizia è una causa di particolare rilevanza, che negli anni scorsi è stata oggetto di diversi interventi in Parlamento. Nonostante i vari appelli, però, ancora oggi Polizia di Stato e Vigili del Fuoco non hanno una copertura assicurativa INAIL e ciò rappresenta un serio problema in caso di infortunio.

Vediamo cosa succede oggi quando un poliziotto si fa male sul lavoro ed è costretto a rivolgersi alle cure del sistema sanitario.

Cosa succede quando un poliziotto si fa male sul lavoro?

Come anticipato, la Polizia di Stato non ha la copertura INAIL e quindi i dipendenti non possono beneficiare dei vantaggi di questa assicurazione. Si tratta di un vero e proprio paradosso, dal momento che nello svolgimento del suo lavoro il poliziotto è particolarmente esposto ai rischi.

Cosa succede quindi in caso di infortunio? Come dichiarato dal segretario provinciale del SAP (Sindacato autonomo Polizia di Stato) - Enzo Fiorentino - anche quando un poliziotto è vittima di un infortunio sul lavoro deve pagare il ticket sanitario.

Nel dettaglio, il primo accesso al Pronto Soccorso non lo paga, però tutto quello che ne consegue - visite, terapie, cure specialistiche - sono a carico del dipendente il quale è obbligato a pagare il ticket sanitario.

I soldi spesi per curarsi dall’infortunio vengono quindi anticipati dal dipendente, il quale poi può richiedere il rimborso. Tuttavia la restituzione delle spese avviene solo nel caso in cui al dipendente infortunato sul lavoro venga riconosciuta la causa di servizio. E per farlo, i poliziotti devono affrontare una lunga trafila burocratica che porta all’eventuale riconoscimento della causa di servizio solo dopo molto tempo.

Per provare a risolvere questa situazione paradossale, Fiorentino ha approfittato delle telecamere di Striscia la Notizia per fare un appello: “bisogna trovare una soluzione per far sì che i poliziotti siano esonerati dal pagamento del ticket in caso di infortunio sul lavoro”.

Clicca qui per vedere il servizio di Striscia la Notizia

Quali alternative?

Nel frattempo le alternative per tutelarsi dai rischi derivanti dal proprio lavoro non sono molte: ci sono molti poliziotti ad esempio che hanno scelto di sottoscrivere un’assicurazione privata, mettendosi al riparo da eventuali infortuni sul lavoro.

Ma non mancano i casi di dipendenti della Polizia di Stato che per sostenere le costose spese mediche necessarie per curarsi, sono stati costretti ad indebitarsi.

Ecco perché urge una soluzione al più presto.

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