Piano anti Covid, il governo lo ha nascosto alle Regioni: la verità contenuta in un libro?

Il piano anti Covid era pronto già a febbraio ma il governo non lo ha mai condiviso con le Regioni, Lombardia compresa: questo è quanto emergerebbe da Il libro nero sul coronavirus, scritto dai giornalisti Giuseppe De Lorenzo e Andrea Indini.

Piano anti Covid, il governo lo ha nascosto alle Regioni: la verità contenuta in un libro?

Il piano anti Covid, realizzato dall’ISS in collaborazione con lo Spallanzani e arrivato sulla scrivania del governo già a febbraio, non sarebbe mai stato diramato alle Regioni, neanche alla Lombardia.

Ne è convinto Il Giornale, che in un articolo ha parlato di una sorta di “sabotaggio” del governo ai danni delle Regioni, andando contro quelle che erano state nei giorni scorsi le parole del ministro della Salute Roberto Speranza.

Il governo non ha mai disposto alcuna secretazione su alcun atto - ha dichiarato Speranza - è stata una scelta del CTS perché si trattava di un documento con ipotesi molto variegate, per non diffondere allarme per un verso ma anche perché il range di possibilità al vaglio era molto ampio”.

Per il ministro poi “questo studio a me è stato presentato dal delegato delle Regioni; la persona che me l’ha presentato è stato un esponente della Lombardia”, facendo intendere così che al Pirellone erano a conoscenza dello studio.

Piano anti Covid: il governo lo ha nascosto alla Regioni?

Il delegato a cui fa riferimento il ministro è Alberto Zoli, che però a Il Giornale ha dichiarato come la versione definitiva del piano gli sia stata recapitata soltanto il 1 marzo in busta chiusa e con il vincolo di riservatezza.

Mai mi sarei sognato di violare il segreto per riferire al governatore Fontana - ha spiegato Zoli - Il documento non l’ho mai nominato né consegnato ma i presenti alle riunioni lombarde sanno che ho messo il mio sapere a disposizione di tutti, la gravità della situazione e dei numeri non l’ho mai nascosta”.

Secondo Alberto Zoli di conseguenza il piano non è mai arrivato al Pirellone, circostanza confermata anche da Vittorio Demicheli membro della task force sanitaria in Lombardia che ha rivelato ulteriori particolari contenuti nel libro dei due giornalisti.

Un piano di emergenza sanitaria sicuramente non lo abbiamo ricevuto - ha subito messo in chiaro Demicheli - Quello di cui avevamo consapevolezza erano scenari, non ‘piani’, un ‘piano’ intende una successione di cose da fare sulla base di ipotesi di comportamento del virus”.

In Regione così sarebbero arrivate solo “ scenari previsionali costruiti dall’ISS e da Stefano Merler”, che ipotizzavano “diffusioni ampie ma con velocità decisamente inferiori” in quanto “i modellisti nelle loro previsioni infilavano i parametri di riproducibilità e di intervallo seriale di Wuhan”.

La verità alla luce di questo sarebbe secondo gli autori del libro ben diversa dalla versione ufficiale del governo: il piano per quanto ipotetico c’era e conteneva alcune indicazioni su come reagire ad un eventuale contagio come fare scorta di mascherine, aumentare le terapie intensive e incrementare i posti letto in ospedale.

Se non divulgarlo al pubblico per ragion di Stato può pure avere una logica - si domandano Giuseppe De Lorenzo e Andrea Indini - Perché però non condividerlo con i governatori?”.

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