Azioni Zoom: i motivi del crollo in Borsa e le prospettive per il comparto

Le azioni Zoom continuano a crollare. Sullo sfondo i risultati positivi relativi al vaccino di Pfitzer che aprono nuove prospettive per il 2021.

Azioni Zoom: i motivi del crollo in Borsa e le prospettive per il comparto

Le azioni di Zoom, società di servizi di videoconferenza fondata nel 2011 in California, hanno subito un crollo del 17% nella sessione di lunedì. Nella sessione odierna il titolo è in ribasso di circa l’8% al momento della scrittura, poco sopra i 380 dollari.

Dall’inizio della pandemia le azioni di Zoom avevano registrato un forte incremento, passando, in un periodo compreso tra il 2 marzo e il 19 ottobre, da un valore di 113,11 dollari al picco di 568,34 dollari, per un rialzo totale del 403,4%.

La flessione, sebbene intervallata da alcuni rialzi, si è concentrata nelle ultime tre settimane, con una variazione percentuale del valore delle azioni in negativo del 34,9%.

In ribasso anche tutti i titoli della “stay at home economy”. Amazon, gigante del commercio elettronico, ha ceduto ieri oltre il 5% (azioni a quota 3.039 dollari, in rialzo dall’inizio della pandemia del 55,23%; in perdita nella sessione odierna del 3,1%), mentre il titolo Netflix è sprofondato a -8,59% (incremento del valore delle azioni, dal 2 marzo ad oggi, al 24,53%; in rialzo oggi dell’1,2%). In rosso anche Facebook, che ha perso ieri quasi il 5% (in flessione anche oggi del 4,5%) e Microsoft, in rosso di oltre il 2% (in territorio negativo anche nella sessione odierna, -2,9%).

Le performance negative dei principali titoli tecnologici sono state dettate dalle notizie relative all’efficacia del vaccino proposto da Pfitzer, divulgate ieri dal Presidente della Big Pharma. Lo scenario di una distribuzione capillare del vaccino tra il secondo e il terzo trimestre del 2021, infatti, spinge gli investitori ad abbandonare i titoli che hanno beneficiato oltremisura delle restrizioni implementate.

I motivi dietro al tonfo in Borsa di Zoom

Lunedì il Presidente di Pfitzer, colosso del comparto farmaceutico statunitense, ha rivelato i risultati positivi relativi al trial del vaccino proposto dalla Big Pharma. L’efficacia al 90% è stata accolta con entusiasmo dalla comunità scientifica, mentre la possibilità di veder distribuite 50 milioni di dosi entro la fine dell’anno ed oltre 1 miliardo nel 2021 ha profondamente condizionato la sessione di lunedì a Wall Street.

A soffrire, sull’indice Nasdaq, è stato soprattutto il titolo Zoom. La società americana, infatti, è stata il simbolo dell’economia pandemica. Smart working e lockdown non sono dei semplici prestiti linguistici, ma misure che hanno profondamente rivoluzionato il mondo del lavoro, alterando i rapporti di forza in campo economico e finanziario.

A beneficiarne maggiormente, quest’anno, è stata proprio la giovane azienda californiana, fondata solo nove anni fa da Eric Yuan. I servizi di videoconferenza dell’azienda hanno sostituito sale da riunione, tavoli, lavagne e, più in generale, semplificato quella transizione tecnologica di cui, a prescindere dalla pandemia, si avvertiva la necessità. Tradotto in numeri, Zoom ha quintuplicato la sua capitalizzazione di mercato nel 2020.

Le notizie relative alla produzione e alla conseguente distribuzione inclusiva del vaccino il prossimo anno – domanda e offerta dovrebbero incontrarsi nel terzo trimestre – gettano dunque ombre sul settore tech. Il nuovo trend è l’occasione per gli investitori di riscoprire quei titoli che hanno particolarmente sofferto durante la pandemia - sotto la lente le azioni in saldo delle compagnie aeree - mentre cresce la prudenza su quelli tecnologici, eccessivamente favoriti da quelle temporanee misure di confinamento che il vaccino promette di archiviare.

Le prospettive per Zoom e gli altri titoli del settore

I segnali captati da Wall Street hanno acceso lunedì, tra gli analisti, un ampio dibattito sul futuro della “stay at home economy”. Da una parte, infatti, la consapevolezza che strumenti come Zoom e Amazon facciano ormai parte delle abitudini di lavoro e di consumo della popolazione mondiale. In tal senso, la sessione di lunedì potrebbe aver semplicemente corretto l’eccessivo entusiasmo relativo ai titoli tecnologici.

Tuttavia non sono poche le perplessità sulla tenuta, nel lungo termine, del nuovo modello imposto dalle restrizioni implementate. Nel caso di Zoom, infatti, le aziende potrebbero preferire un pieno ritorno alle canoniche otto ore in ufficio, mentre il superamento della pandemia potrebbe portare i consumatori ad abbandonare, seppur parzialmente, il carrello elettronico.

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