Perché il Lazio ha riaperto i reparti Covid negli ospedali: cosa sta succedendo

Simone Micocci

19/07/2021

19/07/2021 - 12:33

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Riaprono i reparti Covid negli ospedali del Lazio. Nessun allarme, ma la Regione non vuole commettere l’errore dello scorso anno.

Perché il Lazio ha riaperto i reparti Covid negli ospedali: cosa sta succedendo

Il Lazio ha deciso di riaprire i reparti Covid negli ospedali: una decisione sensata che tuttavia sta destando un po’ di preoccupazione tra i cittadini i quali temono che questo sia un segnale di un imminente impennata dei contagi e dei ricoveri.

Va detto che per il momento la situazione negli ospedali nel Lazio è sotto controllo: secondo l’ultimo bollettino regionale, i pazienti ricoverati con Covid sono 119, di cui 26 in terapia intensiva. Il Lazio, però, deve guardarsi dalla variante Delta e anche dalla Gamma (variante Brasiliana) che nelle ultime ore è stata isolata dall’ospedale Spallanzani. L’indice Rt e l’incidenza sono in aumento, rispettivamente allo 0,81 e a 16,9 ogni 100 mila abitanti, mentre i nuovi casi sono aumentati dell’80% rispetto alla settimana prima (con un’età media di 23 anni).

Ed è proprio in via precauzionale, vista la crescita dei contagi, che la Regione Lazio ha deciso di riaprire i reparti Covid negli ospedali.

La Regione Lazio riapre i reparti Covid

Nella giornata di venerdì 16 luglio la Regione Lazio ha inviato una direttiva a tutti i dirigenti sanitari degli ospedali interessati chiedendo il ripristino dei letti Covid. Viene chiesto, quindi, a tutta la rete ospedaliera della Regione di riattivare i reparti Covid così da essere pronti nel caso in cui dovesse esserci una nuova impennata dei ricoveri.

Nel dettaglio, è stato il “bed manager” - il direttore regionale Massimo Annicchiarico - a scrivere chiedendo il ripristino dei reparti Covid (di cui questo è coordinatore). Nella nota viene precisato che ciò è necessario in quanto è stata rilevata “una riduzione dell’indice di occupazione” e che per questo “i posti letto convertiti dovranno essere prontamente messi a disposizione della rete Covid in presenza dell’aumento dell’indice di contagio”.

Nel complesso, la riattivazione riguarda:

  • 565 postazioni per ricoveri ordinari e semi intensiva;
  • 141 postazioni in terapia intensiva.

Queste saranno attivate presso le seguenti strutture:

  • Policlinico Umberto I;
  • Casa di Cura Città di Roma;
  • Spaziani di Frosinone;
  • Santa Maria Goretti di Latina.

Saranno queste, dunque, le strutture sanitarie che accoglieranno i pazienti con grave sintomatologia che necessiteranno del ricovero in ospedale. Non che oggi ci sia questa esigenza, ma la crescita dei contagi a cui stiamo assistendo negli ultimi giorni, che riguarda da vicino anche il Lazio, impone prudenza.

Il Lazio riapre i reparti Covid: c’è da preoccuparsi?

Non c’è alcun allarme per il momento poiché la situazione che ha portato all’aumento dei contagi, visto anche l’alto numero di vaccinati (nel Lazio è stata superata la quota delle 6 milioni di somministrazioni), non si sta ripercuotendo sulle strutture sanitarie. Tuttavia, quanto successo la scorsa estate, e soprattutto, in autunno, ci ha insegnato che l’errore da non fare assolutamente è quello di abbassare la guardia. Vale tanto per le persone - le quali devono continuare a utilizzare il buon senso e rispettare le restrizioni previste per il contenimento dei contagi - quanto per le istituzioni.

L’errore commesso lo scorso anno è stato grave: sottovalutare la pandemia, credere che il peggio fosse passato e che quindi non era più necessario avere negli ospedali dei reparti esclusivamente riservati ai pazienti Covid. Quanto successo è storia: la seconda ondata di ottobre ha travolto gli ospedali, i quali non si aspettavano un tal numero di malati contagiati dal Coronavirus.

Quanto sta succedendo, dunque, non deve allarmare. Semplicemente per tutti gli ospedali è stata utilizzato il sistema delle “aperture a soffietto”, ossia una rimodulazione della rete sanitaria legata all’andamento dei contagi. Il calo della curva ha permesso di riattivare i reparti di Medicina e Chirurgia, a discapito di quelli Covid, mentre adesso si provvederà con la procedura inversa. La dimostrazione, comunque, che la curva ha ormai ripreso a crescere e che l’alto numero di persone ancora non vaccinate non fa stare tranquilli.

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