Pensioni novità: addio Quota 41 con aumento minime ed estensione Quattordicesima

Chiara Ridolfi

6 Settembre 2016 - 10:06

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Riforma pensioni: la Quota 41 è sempre più un miraggio e il Governo punta su un aumento di minime ed estensione della Quattordicesima. Tutte le novità di oggi 6 settembre di seguito

La riforma delle pensioni non porta buone notizie oggi per i precoci, che probabilmente dovranno dire addio alla Quota 41. Le coperture non sono infatti sufficienti per introdurre la manovra e il Governo sembra avere delle altre priorità.
Poletti nella giornata di ieri ha spiegato che sarà fondamentale per la riforma del sistema pensionistico includere l’aumento delle pensioni minime.

Una manovra che non costerà poco alle già ristrette finanze a disposizione per la riforma delle pensioni. Fin dai primi mesi in cui il Governo parlava della riforma del sistema pensionistico e delle novità per le pensioni, era però chiaro che non aveva chiaro in che modo agire per i precoci.
La Quota 41 è una manovra che pesa troppo sulle casse dello Stato e che non permette di destinare abbastanza fondi all’Ape.

La Quota 41 quindi potrebbe essere sostituita da un bonus ed essere inoltre applicata in due tempi. Da gennaio 2017 a coloro che lavorano da prima della maggiore età e in un secondo momento per gli altri.
L’estensione della Quattordicesima e l’aumento delle minime non permettono di certo di avere abbastanza soldi anche per introdurre la Quota 41. Non dobbiamo però ancora dire addio a questa proposta, dato che non si sono ancora tenuti gli incontri con i sindacati.

Nelle prossime settimane la situazione dei precoci verrà studiata a fondo durante gli incontri tra Governo e parti sociali. Non metteranno da parte i lavoratori precoci i sindacati, che tanto cercano di aiutare coloro che sono stati più colpiti dalla Legge Fornero.
Vediamo come cambia la situazione con le ultime dichiarazioni del Governo sulla riforma delle pensioni.

Pensioni, novità: Quota 41 addio, i fondi non bastano

Le finanze disponibili per la riforma delle pensioni non arriveranno a 2 miliardi e di conseguenza non potranno essere applicate tutte le idee proposte. Questa volta a parlare della riforma delle pensioni è lo stesso Premier Matteo Renzi, che afferma nella giornata di ieri:

Per incrementare il Cantiere sociale, nella prossima legge di stabilità provvederemo ad una misura di equità sulle pensioni minime e metteremo nuove risorse sul contrasto alla povertà.

Nuova linfa verrà quindi data anche al Sia, manovra per la tutela dei poveri introdotta dal Ministro del Lavoro. Quindi l’aumento delle pensioni minime sembra essere ormai un dato di fatto per il pacchetto della riforma pensioni.
I fondi ovviamente però saranno sottratti ad altre manovre e di conseguenza si allontanano le possibilità che vengano introdotte le manovre di agevolazione per l’uscita dal lavoro dei precoci.

Il Governo potrà infatti varare un bonus contributivo per coloro che possiedono i requisiti, ma non riuscirà ad avere abbastanza soldi per la Quota 41, che risulta dispendiosa.

Pensioni novità: addio Quota 41, aumenta la platea della Quattordicesima

La Quota 41 poteva essere ancora possibile da sostenere, sebbene fossero certe le manovre di aumento delle pensioni minime, ma sembra che ad esse si accompagni anche l’estensione delle platea della Quattordicesima.
Il Governo vuole infatti dare una scossa al sistema pensionistico italiano, ma non solo per coloro che andranno in pensione nei prossimi anni, ma anche per chi in pensione ci è già andato.

La manovra dell’estensione della Quattordicesima era nell’aria già da tempo, ma fino ad oggi erano solo possibilità e voci. A parlare del funzionamento questa volta però è lo staff tecnico che lavora con il Governo, che addirittura ne spiega il funzionamento.
L’estensione della platea della Quattordicesima verrà inserita nel pacchetto delle manovre della riforma pensioni e funzionerà nel seguente modo:

  • 336 euro fino a 15 anni di contributi versati;
  • 420 euro fino a 25 anni;
  • 504 euro più di 25 anni di contributi.

Non si terrà inoltre solo conto dello stipendio della persona, ma anche della sua situazione patrimoniale. La Quattordicesima, data una tantum a Luglio, è al momento percepita da 2,2 milioni di pensionati italiani e con le proposte attuali del Governo potrebbero aggiungersene altri 1,5 milioni.
Numeri che sono compatibili però con le risorse dichiarate dal Governo, che ha a disposizione 2 miliardi.

Non solo la Quota 41 potrebbe quindi fare i conti con la mancanza di fondi, ma anche l’Ape potrebbe diventare un vero e proprio insuccesso a causa delle penalizzazioni troppo alte. Un problema che il Governo dovrà affrontare il 12 settembre durante il tavolo di trattative fissato con i sindacati.

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