Pensioni, Salvini non lascia, raddoppia: “Quota 100 resta, adesso puntiamo a Quota 41”

“Quota 100 non verrà cancellata, chiunque lo spera è contrario ai giovani che lavorano”. Così Salvini tranquillizza gli italiani, confermando la prossima estensione di Quota 41.

Pensioni, Salvini non lascia, raddoppia: “Quota 100 resta, adesso puntiamo a Quota 41”

Pensioni, Quota 100 resta dov’è.

Dopo le indiscrezioni riportate nella giornata di ieri, che noi stessi abbiamo smentito, Matteo Salvini è intervenuto per fare chiarezza sul futuro di Quota 100. La nuova misura di accesso anticipato alla pensione non sarà eliminata, in quanto le risorse sono state stanziate per tre anni e non c’è alcuna intenzione di prevedere una fine anticipata visto anche il successo che Quota 100 - per la quale sono state superate abbondantemente le 100.000 domande - sta avendo.

Salvini ha risposto duramente a tutti coloro che auspicano una fine anticipata di Quota 100, forse perché spaventati dall’impatto che questa misura potrebbe avere sui conti pubblici, ricordando che questo provvedimento oltre a consentire a migliaia di italiani di andare in pensione in anticipo rispetto alle dure regole introdotte dalla Legge Fornero, favorisce il ricambio generazionale. A tal proposito il leader della Lega ha dichiarato:

Mi chiedo come si possa essere contrari al ricambio generazionale, visto che Quota 100 ha come obiettivo quello di aprire spazi di lavoro stabile per i giovani. M rifiuto di pensare che ci sia qualcuno contro i giovani che iniziano a lavorare.

Chiuso il capitolo Quota 100, Salvini è tornato a parlare Quota 41 per la quale il Governo conta di accelerare i tempi per l’estensione a tutti i lavoratori. Come precisato da Salvini, infatti, è vero che Quota 100 è solamente una misura temporanea, ma questo non significa che la riforma delle pensioni appena avviata si fermerà: quanto fatto nel 2019, infatti, è solo l’inizio di un percorso che porterà appunto all’estensione di Quota 41 - la misura che consente il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età - per tutti i lavoratori (e non solo per alcune categorie di precoci come avviene oggi).

Quota 100 adesso, Quota 41 per tutti domani

Ad oggi non ci sono informazioni sufficienti per capire come sarà la proposta con cui la Lega - ma anche il Movimento 5 Stelle - intende estendere la platea di Quota 41. Non sappiamo ad esempio se si procederà per gradi cominciando ad estendere questa misura a tutti i lavoratori precoci - eliminando quindi l’elenco delle categorie svantaggiate (disoccupati, invalidi al 74%, caregiver, lavoratori usuranti e gravosi) - e se solo successivamente questa misura sarà disponibile per tutti.

In tal caso, quindi, Quota 41 prenderà il posto dell’attuale pensione anticipata: a tutti quanti, sia uomini che donne, infatti, verrebbe concesso di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, una volta maturati i 41 anni di contributi. Dalla data di raggiungimento del suddetto requisito alla decorrenza della pensione, però, devono trascorrere 3 mesi di finestra mobile.

Per quanto riguarda una data indicativa per l’estensione di Quota 41 si parla del 2022, quando appunto non sarà più possibile - salvo una proroga - fare accesso a Quota 100. Difficile che venga fatto qualcosa prima di questa data, nonostante i proclami di Salvini che sembra voler anticipare l’estensione di Quota 41: ad oggi, infatti, l’Italia deve fare i conti con il rallentamento della crescita e vista la situazione attuale è quasi impossibile che il Governo riesca a reperire già dal prossimo anno le risorse sufficienti per attuare un’altra onerosa riforma delle pensioni.

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