Pensione quota 100: non vieta il lavoro ma il reddito da lavoro

Lorenzo Rubini

8 Settembre 2021 - 19:02

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Cosa prevedono i paletti imposti dalla quota 100 che non permettono di cumulare redditi da lavoro con quelli da pensione?

Pensione quota 100: non vieta il lavoro ma il reddito da lavoro

La quota 100, che da 3 anni permette di accedere alla pensione con almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi, prevede determinati paletti che vietano il cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione.

Scopriamo cosa significa rispondendo alla domanda di un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno.
Sono M. e fra qualche mese vado in pensione con quota 100.
Il mio lavoro era tecnico meccanico
La mia domanda è questa:
Mia moglie ha una tabaccheria da 15 anni e io sono secondo coadiutore senza percepire nessun compenso
Io dopo essere andato in pensione posso ancora aiutare alcune ore in tabaccheria senza nessun compenso, naturalmente da non rischiare di vedermi sospesa la pensione.
In attesa di una Vostra risposta”.

Pensione quota 100

Il comma 3 dell’articolo 14 della decreto legge 4/2019 testualmente prevede “La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendenti o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.”.

La normativa di riferimento della quota 100, quindi, non vieta espressamente di lavorare ma solo di cumulare con la pensione redditi che derivino dal lavoro. E’ possibile, quindi, svolgere volontariato o una collaborazione familiare a titolo gratuito. Importante, ai fini della quota 100, è non andare a cumulare redditi da lavoro (che non siano occasionali) con quelli da pensione per non vedersi sospendere il trattamento previdenziale.

Se, quindi, dopo la pensione aiuta sua moglie nella sua attività commerciale senza ricevere un compenso (visto che per i familiari è lecito svolgere prestazioni a titolo gratuito) non mette a rischio sospensione il suo assegno pensionistico.

E’ bene sottolineare, in ogni caso che quando a svolgere le collaborazioni a titolo gratuito sono familiari impiegati a tempo pieno presso altro datore di lavoro, parenti o affini e pensionati, non è obbligatoria l’iscrizione presso le Gestioni Previdenziali. Se, però la collaborazione è svolta in maniera continuativa e ricorrente potrebbe rendersi necessaria l’iscrizioni INAIL.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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