Pensione quota 100 e pensione anticipata: quanto incide il crollo del PIL?

Lorenzo Rubini

4 Maggio 2021 - 17:06

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La quota 100 è meno conveniente della pensione anticipata se si deve considerare l’effetto del crollo del PIL?

Pensione quota 100 e pensione anticipata: quanto incide il crollo del PIL?

La preoccupazione di tutti coloro che devono accedere al pensionamento è quella di fare una scelta sbagliata e pagarne le conseguenze nell’importo dell’assegno previdenziale. La paura di penalizzazioni sull’importo spettante, molte volte, paralizzano dal fare una scelta.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“A novembre 2021 compio 64 anni e 42 anni di servizio, sono un funzionario pubblico, le troppe voci di cambiamento di aliquote e calcoli dal 2022 fanno sì che sto pensando di uscire con quota 100.
Mi potreste consigliare se faccio bene se non si perde molto, e se la domanda mi conviene farla a giugno o se la faccio a fine anno ed esco nel 2022 qualsiasi cambiamento mi toccherebbe lo stesso nel 2022.
Grazie, spero di essermi spiegato bene”

Pensione quota 100 o anticipata?

Nel suo caso le strade sono due, come lei stesso fa notare: da una parte la quota 100 che le permetterebbe l’accesso al pensionamento anche fra 6 mesi, dall’altra la pensione anticipata ordinaria che le permetterebbe il pensionamento da gennaio 2023 (considerando anche i 3 mesi di finestra di attesa).

Presentando la domanda di pensione subito con la quota 100, e dovendo dare alla sua amministrazione un preavviso obbligatorio di 6 mesi, potrebbe avere decorrenza del trattamento pensionistico dal 1 dicembre 2021 ed accedere alla prestazione con circa 42 anni e 1 mese di contributi.

Fermo restando che la pensione anticipata ordinaria non è in discussione con la prossima riforma pensioni (e tra l’altro il tempo che resta per attuare una riforma previdenziale non permette di andare a toccare misure strutturali come quelle previste dalla legge Fornero); fermo restando che avendo ormai raggiunto i requisiti della quota 100 può presentare domanda di pensione con questa misura in un qualsiasi momento anche successivo alla scadenza della stessa avendo cristallizzato il diritto, veniamo ai sui dubbi sulla convenienza di una scelta o dell’altra.

Il problema che si pone sulle aliquote di calcolo della pensione suppongo sia riferito al crollo del Prodotto Interno Lordo che avrà effetti sui pensionamenti a partire dal 2023 poiché la variazione del PIL incide sull’assegno previdenziale funzionano in questo modo: la rivalutazione del montante contributivo è annuale e sulla base di crescita del PIL dei precedenti 5 anni.

Questa mancata rivalutazione, in ogni caso, inizierà a far sentire i suoi effetti, più o meno gravi (ricordiamo che non si intacca il montante contributivo ma soltanto la sua rivalutazione) per coloro che accedono alla pensione a partire dal 1 gennaio 2023. Ovviamente, pur avendo cristallizzato il diritto di quota 100 la rivalutazione applicata al montante contributivo non si cristallizza e si applica quella dell’anno di accesso alla pensione.

Se anche, accedendo alla pensione anticipata dovesse subire una qualche lieve penalizzazione a causa della mancata rivalutazione del montante contributivo a mio avviso sarebbe ampiamente bilanciata dall’importo maggiore della pensione spettante per il coefficiente di trasformazione applicato: se andasse con quota 100 nel 2021, infatti sarebbe applicato il coefficiente di trasformazione relativo ai 64 anni (5,060%) mentre accedendo a gennaio 2023 potrebbe vedersi applicare il coefficiente di trasformazione relativo ai 65 anni (5,220%), senza contare che la pensione sarebbe lievemente più alta anche in conseguenza all’anno in più di contributi versati.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Iscriviti alla newsletter