Pazienti Covid in terra all’ospedale di Rivoli (Torino): la denuncia degli infermieri

All’ospedale di Rivoli, nel torinese, i pazienti Covid sono stati lasciati in terra sulle barelle, la denuncia arriva dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind che spiega la grave situazione.

Pazienti Covid in terra all'ospedale di Rivoli (Torino): la denuncia degli infermieri

Una notte di attesa quella dei pazienti dell’ospedale di Rivoli dove per lunghe ore sono stati lasciati in corridoio sulle barelle da campo. A denunciare l’accaduto è il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, che chiarisce la drammatica situazione che si registra in Piemonte e chiede l’aiuto del Governo. Il sindacato denuncia l’accaduto e spiega:

Pazienti Covid per terra, percorsi sporchi/puliti riadattati dal personale, lavori mai fatti, territorio inesistente e assunzioni che dovevano arrivare prima sono il riassunto delle drammatiche condizioni della sanità piemontese. Non abbiamo più parole, invochiamo l’aiuto urgente del Governo.

Le foto shock dei pazienti distesi in terra attaccati alle bombole di ossigeno hanno fatto immediatamente il giro del web, mostrando la grave situazione dell’ospedale.

Hanno passato in questo modo la notte di mercoledì 04 novembre 28 pazienti, per i quali non è stato possibile trovare una sistemazione adeguata. Inoltre la situazione di sovraffollamento non ha permesso di dividere pazienti Covid e non, applicando i percorsi (denominati sporchi e puliti) che solitamente si mettono in atto. I pazienti con altre patologie e i positivi Covid non sono stati separati, ma hanno atteso insieme nel pronto soccorso, esponendosi così al contagio.

Il sovraffollamento e i problemi derivano dalla chiusura del Dea (Dipartimento emergenza accettazione) dell’ospedale Martini che si è stabilito di trasformare in ospedale Covid-19. La decisione è arrivata senza preavviso e ha portato al trasferimento di pazienti e soprattutto ha spinto i nuovi pazienti a fare riferimento all’ospedale Maria Vittoria.
L’ospedale è vicino al collasso e nella giornata di ieri si è registrata una lunga fila di ambulanze in attesa di prelevare pazienti da distribuire in altri ospedali.
Sempre nella giornata di ieri la zona del pronto soccorso (hanno spiegato il segretario regionale del Piemonte del sindacato Claudio Delli Carri e il segretario aziendale Città Metropolitana Fausto Russo) ospitava cento malati, la maggior parte dei quali positivi al Covid-19.

Il DEA dell’ospedale Martini accoglie 78mila passaggi di pazienti ogni anno e la chiusura repentina ha portato le strutture vicine al collasso. La Asl To3 ha fatto sapere che si tratta di una situazione straordinaria, che avrebbe riguardato un numero esiguo di pazienti. La Asl ha ammesso la «fortissima sofferenza» ma ha anche messo in chiaro come tutti i pazienti "ricevono assistenza e hanno un letto”.
Le foto dei pazienti sulle barelle da campo lasciate in terra e le immagini di anziani abbandonati nei corridoi mostrano però una situazione molto grave e al limite.

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Italia Coronavirus

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