Papa Francesco ad Adnkronos: “Covid, dopo questa dura prova i fedeli saranno più autentici”

In una intervista esclusiva ad Adnkronos, Papa Francesco ha parlato dell’emergenza coronavirus - “sono giorni di grande incertezza, prego tanto” - e del suo rapporto con Benedetto XVI - “per me è un padre e un fratello”.

Papa Francesco ad Adnkronos: “Covid, dopo questa dura prova i fedeli saranno più autentici”

Dal coronavirus al suo rapporto con Benedetto XVI fino alla battaglia contro la corruzione che si anniderebbe anche all’interno del Vaticano. Tanti sono i temi toccati da Papa Francesco in un’intervista rilasciata in esclusiva ad Adnkronos.

Come suo solito, il Pontefice non si è tirato indietro nell’affrontare temi anche delicati come quello della corruzione, che viene vista come “una storia ciclica, si ripete, poi arriva qualcuno che pulisce e rassetta, ma poi si ricomincia in attesa che arrivi qualcun altro a metter fine a questa degenerazione”.

La Chiesa è e resta forte ma il tema della corruzione è un problema profondo, che si perde nei secoli” ha spiegato Papa Francesco, che poi ha raccontato un particolare inedito sull’inizio del suo pontificato.

Una delle prime cose fu infatti quella di andare a trovare Benedetto XVI che gli consegnò una grande scatola “qui dentro c’è tutto, ci sono gli atti con le situazioni più difficili, io sono arrivato fino a qua, sono intervenuto in questa situazione, ho allontanato queste persone e adesso…tocca a te”.

Il Pontefice così starebbe continuando il lavoro iniziato dal Papa emerito “ Benedetto per me è un padre e un fratello , lo vado a trovare spesso e se recentemente lo vedo un po’ meno è solo perché non voglio affaticarlo”.

Papa Francesco sul coronavirus

Durante la sua intervista ad Adnkronos, Papa Francesco è intervenuto anche sull’emergenza coronavirus ora che tutto il mondo, Italia compresa, sembrerebbe essere totalmente in balia della pandemia.

Sono giorni di grande incertezza - ha spiegato il Pontefice - prego tanto, sono tanto, tanto, tanto vicino a chi soffre, sono con la preghiera a chi aiuta le persone che soffrono per motivi di salute e non solo”.

Nell’ultimo DPCM non sono state introdotte nuove misure riguardanti le messe, ma un nuovo lockdown potrebbe inevitabilmente portare a delle restrizioni per il culto che potrebbero avere delle ripercussioni per la Chiesa.

Non voglio entrare nelle decisioni politiche del governo italiano ma le racconto una storia che mi ha dato un dispiacere - ha spiegato il Pontefice - ho saputo di un vescovo che ha affermato che con questa pandemia la gente si è disabituata ad andare in chiesa, che non tornerà più a inginocchiarsi davanti a un crocifisso o a ricevere il corpo di Cristo”.

Per Papa Francesco “se questa gente, come la chiama il vescovo, veniva in chiesa per abitudine allora è meglio che resti pure a casa”, con la convinzione che “dopo questa dura prova, con queste nuove difficoltà, con la sofferenza che entra nelle case, i fedeli saranno più veri, più autentici”.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories