Materie prime: il fratello minore dell’oro è favorito secondo il Gold/Silver ratio

Le quotazioni di oro e argento in continuo aumento sono sotto i riflettori degli investitori, specie in un contesto di rallentamento economico e di tensione globale. In questa fase meglio investire sull’oro, o puntare sulle performance del suo parente più stretto? Utili indicazioni dal Gold/Silver ratio

Materie prime: il fratello minore dell'oro è favorito secondo il Gold/Silver ratio

L’oro continua ad attrarre interesse in questa prima frazione di anno, con le quotazioni che hanno recentemente superato la soglia psicologica dei 1.300 dollari l’oncia durante la scorsa ottava.

La tendenza rialzista cominciata a metà novembre ha registrato una prima forte accelerazione il 20 dicembre con la rottura di 1.250 $ e una seconda, più forte, con il breakout della resistenza statica e psicologica a 1.300 $.


Quotazioni spot dell’oro, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Quest’ultimo movimento ha interrotto la breve fase laterale di inizio anno (descritta sul grafico dalla trendline discendente che unisce la serie di massimi decrescenti della prima decade del mese ) ed ha lasciato sul grafico giornaliero dell’oro un’ampia candela rialzista (25 gennaio ’19) che ha portato le quotazioni spot del metallo giallo a chiudere sopra 1.300 $ per la prima volta dal 15 maggio 2018, rafforzando ulteriormente la view positiva sul metallo prezioso.

Il quadro tecnico dell’argento

Interessante notare come in corrispondenza del rafforzamento dell’oro, anche il secondo metallo prezioso per eccellenza, l’argento, ha evidenziato una dinamica favorevole. Osservando il prezzo spot in dollari dell’argento (XAG/USD) si può infatti notare che i prezzi abbiano violato al rialzo un importante livello resistenziale discendente.


XAG/USD, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Con la candela marubozu del 25 gennaio i corsi hanno rotto la trendline ribassista che collega i massimi segnati il 14 giugno a 17,361 dollari l’oncia con il massimo segnato il 4 gennaio a 15,872 dollari l’oncia, rafforzando la view positiva sul metallo industriale.

A corroborare nuovamente l’impostazione rialzista sull’argento il fatto che nella seduta di ieri i corsi abbiano completato il pullback proprio su questo livello disegnando, oltretutto, un pattern Hammer, che notoriamente ha implicazioni rialziste.

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Il Gold/Silver ratio e le implicazioni sull’operatività


Correlazione tra XAU/USD e XAG/USD da inizio 2018. Fonte: Bloomberg

Nel grafico mettiamo a confronto l’andamento di oro e argento dal 2018. Salta all’occhio un’evidente correlazione nei movimenti dei prezzi dei due metalli, sia nelle fasi al rialzo che in quelle al ribasso.

Data la convergenza fra i due metalli preziosi, il Gold/Silver ratio potrebbe fornire una valida indicazione di quale asset potrebbe essere il migliore da acquistare, dal momento che entrambi stanno evidenziando segnali rialzisti.

Il rapporto Gold/Silver misura la forza relativa dell’oro rispetto ai prezzi dell’argento. In sostanza, mostra quante once di argento ci vogliono per acquistare un’oncia di oro. Per ottenere questo valore è sufficiente dividere il prezzo corrente del metallo giallo per il prezzo corrente dell’argento.


Gold/Silver ratio da inizio 2018. Fonte: Bloomberg

Questa indicazione del ratio Gold/Silver può essere molto utile a livello operativo. Quando il rapporto oro/argento aumenta, significa che il metallo giallo è diventato più costoso rispetto all’argento. Evidentemente il metallo più economico potrebbe avere un margine di crescita maggiore. Al contrario, quando il rapporto diminuisce, significa che l’oro è diventato meno costoso rispetto all’argento ed è probabilmente da privilegiare nei confronti dell’altro metallo prezioso.

Come si può notare dal grafico del rapporto tra oro e argento il ratio si trova in una fase crescente, inoltre, di recente, i valori hanno rimbalzato a contatto con la trendline ascendente che conta i valori minimi segnati a fine settembre e il minimo registrato durante la prima decade di gennaio, ritestato successivamente a fine mese.

L’impostazione grafica del ratio, alla luce delle considerazioni suddette, farebbe quindi privilegiare l’acquisto dell’argento rispetto il metallo giallo. Il valore del rapporto in fase di crescita indica che il metallo giallo sia più costoso (e potrebbe diventarlo ulteriormente) rispetto il suo fratello minore.

Considerato inoltre che entrambi i metalli hanno evidenziato segnali long nelle precedenti sedute si potrebbe privilegiare l’acquisto di strumenti finanziari collegati all’argento, proprio perché pare abbia maggior margine di manovra rispetto all’oro.

Operatività su oro o argento: quale dei due preferire?

Questa ipotesi è rafforzata anche dal fatto che il metallo prezioso abbia segnato il suo minimo assoluto del 2018 a 1.160,56 dollari l’oncia, durante la seduta del 16 agosto. L’argento, invece, ha segnato il suo minimo molto più tardi, precisamente a novembre, quando il cambio XAG/USD ha toccato il suo bottom annuale a 13,853 dollari l’oncia il 14 del mese.

Per l’investitore che ha intenzione di posizionarsi sui metalli preziosi, notoriamente considerati come beni rifugio potrebbe semplicemente acquistare un ETC con sottostante argento.

Per un’operatività di più breve termine si potrebbe anche optare per strategie long con contratti future o con CFD aventi come sottostante le quotazioni spot XAU/USD. Tuttavia una rottura della trendline ascendente evidenziata sul grafico del ratio Gold/Silver invaliderebbe la tesi qui sopra a favore di strategie condotte sull’oro.

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